Il Christian Metal degli Stryper

12/mar/2009 19.14.04 Blog Network Contatta l'autore

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stryper

All’inizio degli anni ’80, durante il periodo d’oro dell’Heavy Metal, i fratelli californiani Robert e Michael Sweet hanno pensato di formare una band che aveva come scopo quello di distinguersi dalla massa di gruppi che proponevano liriche sessiste, alcoliste e spesso anche sataniste, introducendo nei loro testi tematiche di fede cristiana. Sono così nati gli Stryper.

La mossa, non so dire se ispirata da vera fede oppure dettata dal puro e semplice business, ha avuto comunque successo e già con il primo EP “The yellow and black attack” datato 1984, la musica degli Stryper si è vista appiccicare addosso l’etichetta di Christian Metal.

Un look tipico del Glam Metal, con capelli lunghi e cotonati, abiti a strisce gialle e nere, a richiamare i colori dei segnali di pericolo, armonie ispirate a gruppi come Mötley Crüe e Aerosmith e testi, come abbiamo visto, di stampo religioso, cantati da una voce, quella di Michael, limpida e a tratti quasi femminile, sorretta da cori sapientemente calibrati. Questa la miscela vincente proposta dal gruppo.

L’anno successivo è uscito il primo album, “Soldier under command” che ha venduto mezzo milione di copie, trainato dalla canzone “Makes i wanna sing” il cui ritornello invita a cantare a squarciagola Jesus, King of the Kings.

È stato comunque nel 1986 che il gruppo è entrato di diritto nel gotha del Heavy Metal. “To hell with the devil”, infatti è arrivato a conquistare il disco di platino in sole 3 settimane. Forte di brani come “Calling on you”, “More than a man”, la title track e la dolcissima “Honestly”, l’album è sicuramente il migliore inciso dalla band.

Il quarto lavoro è uscito nel 1988. “In God we trust”, con tanto di dollarone stampato sulla copertina, non ha ottenuto il successo del precedente, nonostante abbia conquistato il disco d’oro. Rispetto ai lavori precedenti questo presenta sonorità più melodiche, tipiche dell’AOR, fatto questo che ha disturbato non poco i fans della prima ora.
Le canzoni regine dell’album sono “Always there for you” e le due ballads “Lonely” e “I believe in you”.

Nel 1990 è stato pubblicato “Against the law”. Il radicale spostamento delle sonorità verso l’Heavy Metal classico, l’abbandono delle liriche cristiane ed il cambio d’immagine della band, che ha riposto il look giallo e nero sostituendolo con indumenti di pelle nera, hanno contribuito alle scarse vendite dell’album e al declino degli Stryper.

Il gruppo ha proseguito le attività live per un paio d’anni ancora, quindi il frontman Michael Sweet ha deciso che era giunta l’ora di intraprendere la carriera solista.

Sono passati 8 anni e, ad un certo punto, la band si è riunita per un concerto in New Jersey. È stato quello il primo passo verso una nuova avventura insieme. A quello sono seguiti altri spettacoli on stage, un album live e finalmente, nel 2005, il nuovo lavoro da studio intitolato “Reborn”, accolto positivamente dalla critica e dai fans grazie anche al ritorno delle tematiche religiose e ad un suono fresco che tende la mano al Grunge.

Il resto è storia dei giorni nostri.

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