I Clannad e il magico folk del Donegal

Il gruppo è nato all'inizio degli anni '70, nella città di Dore, in una zona di forte influenza gaelica, grazie ai fratelli Ciarán e Pól O'Braonáin e ai loro zii, i gemelli Pádraig e Noel O'Dúgáin, tutti polistrumentisti di grande livello.

08/apr/2009 14.08.36 Blog Network Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

clannad

I Clannad sono stati, senza ombra di dubbio, una delle formazioni di primo piano della musica folk e New Age irlandese.

Il gruppo è nato all’inizio degli anni ’70, nella città di Dore, in una zona di forte influenza gaelica, grazie ai fratelli Ciarán e Pól O’Braonáin e ai loro zii, i gemelli Pádraig e Noel O’Dúgáin, tutti polistrumentisti di grande livello.
Con l’ingresso della sorella dei primi, Máire Ní Braonáin, come cantante e arpista, il gruppo ha scelto il nome Clannad, abbreviazione di “An Clann as Dobhar”, che significa “famiglia che arriva dalla città di Dore”, e ha iniziato a farsi conoscere nei circuiti popolari irlandesi, quali pub e festival.
In quel periodo, il loro repertorio era basato su un patrimonio di brani popolari del Donegal, con liriche perlopiù in gaelico.

Dopo avere vinto il Letterkenny Folk Festival, nel 1973, è arrivato l’esordio discografico, con l’album intitolato semplicemente “Clannad”, dove si trovano classici quali The Pretty Maid e Morning Dew, dotati di arrangiamenti originali, che spesso esulano nel jazz, e ottime armonie vocali.

Il successo su scala nazionale
è arrivato però solo l’anno seguente, con “Clannad 2”, grazie soprattutto a pezzi quali Coinleach Ghlas An Fhómhair, Dheanainn Súgradh, e Eleanor Plunkett con in primo piano l’arpa, suonata da Máire.

Anche se confinato nei ristretti ambiti della musica tradizionale, per tutti gli anni ’70, il gruppo ha riscosso un notevole successo, ed il nome Clannad è iniziato a circolare anche al di fuori dell’Isola di smeraldo.
Una standing ovation a loro tributata durante un concerto in Germania poi, li ha convinti a considerare finalmente la musica come una professione.

Nel 1976 è stato dato alle stampe il long playng “Dulaman” con il quale i Clannad hanno iniziato a collaborare con il produttore Nick Ryan, che li accompagnerà per tutto il decennio successivo.

Due anni più tardi il gruppo ha dato alla luce il primo live: “Clannad in Concert”.

Nel 1980 la band ha registrato il quarto album da studio, “Cran Úll” che ha visto l’ingresso in formazione dell’altra sorella O’Braonáin, Eithne, la cui partecipazione si è limitata però alle parti vocali in Gathering Mushrooms.

È stato l’anno seguente, con “Fuaim” che, grazie proprio a Eithne, il corso musicale dei Clannad è cambiato radicalmente. Con l’introduzione delle tastiere gli arrangiamenti sono diventati più moderni, , mentre le melodie tradizionali sono state abbandonate in favore di composizioni originali, anche in lingua inglese, che hanno traghettato il gruppo verso la fama internazionale.
Punto di forza di quest’album, secondo il mio parere, è il brano An Túll.

Il nuovo sound si è reso evidente già con il singolo Theme From Harry’s Game, sigla di un serial televisivo inglese del 1982. Il disco è balzato inaspettatamente al 5° posto in classifica e può essere definito come la rampa di lancio dei Clannad verso la fama.

Sulla scia di quel successo si sono piazzati bene anche i nuovi album, “Magical Ring” del 1983, registrato senza il supporto di Eithne, impegnata nella carriera solista col nome di Enya, e “Legend” dell’anno successivo, colonna sonora dello sceneggiato Robin di Sherwood.

Un’ulteriore svolta nel suono dei Clannad si è avuta nel 1985, quando gli irlandesi hanno iniziato a strizzare l’occhio al rock, un passaggio che, per fortuna, è stato ben accolto anche dai fans della prima ora.

Macalla” è il lavoro che ha fatto spiccare loro il volo nelle classifiche internazionali.
Oltre al singolo In a Liftime, dove Máire duetta con Bono, sono da citare Caislean Óir, la pop-song Closer to Your Heart e la ballata Almost Seems (Too Late to Turn).

Quell’anno il gruppo ha portato il suo sound in giro per tutto il mondo, riscuotendo consensi ovunque. Il tour è ampiamente documentato dal secondo live “Ring of Gold”, del 1986.

Col successivo “Sirius”, invece, la band ha regalato ai fans un lavoro che è si di buon livello, grazie anche ai numerosi ospiti che vi hanno partecipato, come il cantante Bruce Hornsby, ma forse un po’ troppo commerciale.
Le tracce migliori sono, a mio avviso, Something to Believe in, White Fool e la title track.

A quel punto Enya si è confermata a livello mondiale come solista e ha lasciato definitivamente i Clannad.

Sono seguite un paio di colonne sonore, “Atlantic Realm” del 1988 e, l’anno successivo, quella del cartone animato “The Angel and the Soldier Boy” contenente l’intensa A Dream in the Night.

Nel 1990 anche Pól O’Braonáin, ormai preso da nuovi progetti, fra i quali il WOMAD, il festival di World Music organizzato con la Real World di Peter Gabriel, ha lasciato il gruppo.

Il primo lavoro dei Clannad senza uno dei suoi padri fondatori è coinciso con il loro primo disco d’oro. “Anam” (1992) è un magnifico album, che ha proseguito l’allontanamento dal suono tradizionale dei precedenti lavori, prendendo una piega verso il New Age.
Why Worry, The Poison Glen, In Fortune’s hand e Úirchill An Chreagáin sono solo alcune delle perle in esso contenute.

Medesima sorte è toccata al successivo “Banba” (dal nome di una dea dei Celti, patrona dell’Irlanda), che ha venduto bene, sino ad arrivare all’oro.
Anche qui i brani da citare sarebbero numerosi; io direi I Will Find You, inserita nella colonna sonora del film “L’Ultimo dei Mohicani” e Mistery Game.

Ottimi consensi commerciali li ha ottenuti anche “Lore”, del 1996, che, a detta dei critici musicali di tutto il mondo, è una delle registrazioni più belle dei Clannad.
L’album è il più gaelico dal 1982, ed il mio brano preferito è Trail of Tears.

Attualmente l’ultimo LP rilasciato è datato 1997 e si chiama “Landmarks”, un capolavoro che ha permesso al gruppo irlandese di vincere un Grammy Awards nella categoria New Age.
An Gleann, Fadò e, la mia preferita in assoluto di tutto il loro repertorio, l’avvolgente e nostalgica On This Land, dedicata all’Irlanda, sono i capisaldi di questo disco.

Ad oggi, comunque, i Clannad non si sono ancora sciolti.

Nel 1999 la band ha realizzato la canzone What will i do, per il film di Kevin Costner “Message in a Bottle”; quindi, nel 2003, è stato dato alle stampe “The best of Clannad (In a Lifetime)” che è diventato il loro album più venduto.

Nel 2007 tutti i membri originali hanno suonato ancora insieme on stage al Celtic Connections Festival di Glasgow e l’anno seguente hanno realizzato una nuova antologia comprendente i brani di inizio carriera, intitolata “Beginnins. The Best of Early Years”.

Adesso aspettiamo la magia di un nuovo lavoro.

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl