"Il mio libro è una lunga canzone e il disco è autobiografico e non". Così la cantautrice abruzzese Momo, ad un anno e mezzo dall'uscita dell'album Il giocoliere, ritorna alla ribalta con libro e disco, editi da Bompiani

Così la cantautrice abruzzese Momo, ad un anno e mezzo dall'uscita dell'album Il giocoliere, ritorna alla ribalta con libro e disco, editi da Bompiani Il mondo di Momo nasce in quel d'Abruzzo una trentina d'anni fa e, da orticello, cresce fino a diventare piantagione enorme di arte allo stato puro, nel più autentico senso del termine.

27/apr/2009 13.30.23 Riserva Sonora Contatta l'autore

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Il mondo di Momo nasce in quel d'Abruzzo una trentina d'anni fa e, da orticello, cresce fino a diventare piantagione enorme di arte allo stato puro, nel più autentico senso del termine. Per Momo, spuntata dal bosco musicale agli albori dell'anno scorso con l'album Il giocoliere, è impossibile vendere l'anima al commercio; abbraccia il pubblico in modo assolutamente diretto, senza filtro alcuno, e per quanto per lei sia gratificante e stimolante conquistare la massa, non è per niente disposta a sacrificare  il suo verace e colorato modo di essere per riuscire a vendere qualche copia in più del secondo disco in uscita intorno alla fine di maggio. Dal titolo Stelle ai piedi, rappresenta un'esclusiva italiana nuova di zecca; orfano di casa discografica, non è solo un compact disc, ma altresì  il titolo del suo primo libro, entrambi unicamente editi dalla casa editrice Bompiani. Un cofanetto che rappresenta uno scrigno degno delle favole dei fratelli Grimm, in cui Momo si racconta fra l'autobiografico e il non, negazione che lei stessa utilizza per descriverne i contenuti, lasciandoci pregustare incuriositi, quello che ci aspetta dal suo nuovo incanto artistico. Momo ci tiene a precisare che il suo obiettivo principale è quello di arrivare il più possibile al cuore della gente: "Il mio libro e il mio cd devono essere degli altri, un dono da parte mia", queste le parole generose di Simona Cipollone aka Momo, che aggiunge: "Momo nasce da un sogno mistico che feci tanti anni fa, in cui fu  il grande Totò a battezzarmi con questo nome". La sensibilità di Momo si evince da ogni suo pulpito, è vera in tutto, un animo semplice ma ricco e felicemente complesso. L' espressività che esplicita sul palco, quanto più nella gestualità, è in lei assolutamente spontanea, uguale sotto le luci dei riflettori, come nella vita di tutti i giorni. "La vita è il dono più prezioso che abbiamo", accarezzandosi i capelli, continua ad aprirmi il suo cuore, mi racconta degli abruzzesi che  definisce gente forte, delle tradizioni della sua terra: degli arrosticini, pezzettini di carne allo spiedo, accompagnati da un piatto di carciofi e fave, nella sua casa di Lanciano, in cui volentieri condivide quanti più momenti possibili insieme alla sua famiglia; salvo impegni di lavoro, quando rientra nella sua abitazione a Roma, dedicandosi costantemente alla musica e alle sue passeggiate a piedi o in automobile che la portano ovunque. Amata dal pubblico e molto apprezzata dalla  critica, della personalità di Momo colpiscono davvero molti aspetti, non ultimo l'immagine di una donna dall'aurea candida, in apparenza contrastante con una patina rock che lei delinea come il risultato di un carattere determinato, ironico, e soprattutto autoironico. Momo predilige i libri d'avventura ed i classici dell'ottocento: Don Chisciotte, Capitan Fracassa, I viaggi di Gulliver, titoli con un che di fantastico da cui sembra esserne sbucata fuori. Nella nuova veste di canta-scrittrice e attraverso un sentiero musicale alquanto rinnovato, sta per tornare la cantante "teatrante" più sincera dell'universo.

Alex Simone

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