"Potter&Melomè in Funk It Up Live all'Arenile Reload"

19/mag/2009 11.28.12 Victoriano Papa Contatta l'autore

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Sabato 23 maggio 2009, a partire dalle 20:00, aperitivo on the beach all’ARENILE RELOAD (via Coroglio, 14/B – 80123, Bagnoli, Napoli. Info: +39349/5809596, www.arenilereload.com), che a seguire, in collaborazione con Cesare Settimo, dalle 22:30, presenta KARL POTTER E AMANA MELOMÈ Live in “FUNK IT UP”. Dj resident Gianluca Viscovo e Claudio Cerchietto. Aperitivo free entry; prezzo del concerto 15,00 €.

 

 

Karl Potter & Amana Melomè Funk It Up è un progetto nato al Tuscia in Jazz Festival, dove i due artisti insegnano alla masterclass, e sviluppatosi con l’idea di rendere un omaggio al funky e alla world music. Gli interpreti del progetto, oltre ai due americani, sono l’hammondista Ivan Vicari e il batterista Michele Villetti.

La particolare soul voice di Amana Melomè, unita alle sonorità tipiche dell’hammond di Vicari e alla ritmica del grande Karl Potter e dell’estroso batterista Villetti, crea uno spettacolo trascinante, pieno di energia e vitalità, che garantisce agli spettatori di non restare immobili. Cadenze, ritmi e pulsazioni che spaziano dalla musica africana, passando per il jazz e arrivando al funky, danno vita a un’imperdibile performance.

Karl Potter è uno dei musicisti più attivi nel panorama della world music italiana, sia come solista e animatore di band di percussioni, sia in qualità di ricercato collaboratore di importanti artisti. Ha studiato percussioni usate da vari generi musicali quali swing, bebop, jazz, latin sound. Ha suonato con Herbie Hancock, Alphonso Johnson, Charlie Mingus, Dizzy Gillespie, Gato Barbieri e in Italia con Pino Daniele, Antonello Venditti, Lucio Dalla, Edoardo Bennato, Banco del Mutuo Soccorso, U.F.J. Project (Urban Funky Jazz Project), PFM, James Senese.

Nata in Germania, e cresciuta intorno al mondo (attualmente risiede a Los Angeles), Amana Melomé viene da una famiglia di artisti. Suo nonno Jimmy Woode, contrabbassista, debuttò come più giovane musicista nella mitica orchestra di Duke Ellington e registrò con leggende del calibro di Ella Fitzgerald, Billie Holiday e Dizzie Gillespie fino al suo ultimo respiro. Sua nonna era una cantante jazz, così come sua zia, Shawnn Monteiro, tutt’oggi sulla scena musicale internazionale.

Un simile milieu non poteva che produrre un’artista poliedrica, poliglotta e curiosa. Laureata a New York in Liberal Arts, ha iniziato a esibirsi in locali jazz della Grande Mela e a scrivere canzoni. Passata in California, ha incontrato Saverio “Sage” Principini, un produttore italiano attivo già da molti anni a Los Angeles e responsabile delle registrazioni californiane dei dischi di Vasco Rossi, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. Immediatamente Amana e Saverio hanno cominciato a scrivere e a registrare musica e, a un anno di distanza, hanno completato “INDIGO RED”, primo cd della Melomé (Savana Records, 2007), nel quale spicca la presenza del bassista Reggie Hamilton e del batterista Vinnie Colaiuta; l’album è distribuito in Europa dall’etichetta indipendente IRMA Records.

La musica di Amana è un armonioso intreccio di stili: dal neo-soul al funk, dal jazz alla bossanova sino al reggae; i suoi testi sono vivaci e animati da una consapevolezza e una purezza assai rare. La raffinatezza del suo sound ben si sposa con un’equilibrata miscellanea di svariate influenze, figlie di numerose frequentazioni musicali. E ciò si avverte con chiarezza in pezzi, da “INDIGO RED”, come “Caterpillar”, “Indigo Red”, “Nao Falo”, “Space Age Mama Jama”, che un po’ strizzano l’occhio alla musica di artisti come Erykah Badu, Zap Mama, Jill Scott, Les Nubiens, Sade, Norah Jones e Billie Holiday, rielaborando in maniera inedita.

In Italia ci sono molti organisti jazz, più di quanti si possa immaginare. Tra loro, Ivan Vicari è un caso unico per stile e capacità di innovare il linguaggio dell’organo jazz. Romano, figlio d’arte (il padre è fisarmonicista e tastierista), come molti comincia a suonare rock, prima su organi combo, poi su un vecchio Hammond B3. Negli anni si perfeziona sempre più diventando uno dei più stimati hammondisti italiani. Vanta numerose collaborazioni tra cui quella decennale con Karl Potter.

Michele Villetti è un giovane batterista viterbese cresciuto al Tuscia in jazz Festival dove ha studiato coi maggiori batteristi del panorama mondiale come Bobby Durham, Jimmy Cobb, Francisco Mela e Gege Munari. Da qui ha iniziato un percorso che l’ha portato a suonare con artisti quali Karl Potter, Tony Monaco, Amana Melomè, Giorgio Rosciglione, Massimo Davola, Shawnn Monteiro e tanti altri.

 

 

 

 

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