Nuove date per il TOUR ITALIANO di TONY LEVIN STICKMEN TRIO - Supporter : Laurence Revey

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20/mag/2009 09.38.52 Guido Robustelli Contatta l'autore

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Torna in Italia, con nuove date, dopo il recente tour europeo e il sold out con due spettacoli al Blue Note di Milano il 29/4

 

TONY LEVIN STICKMEN TRIO

 

con la straordinaria partecipazione di

LAURENCE REVEY (in apertura ai concerti)

 

 

 

LINEUP STICKMEN TRIO

 

 

TONY LEVIN             STICK, VOCALS

 

 

PAT MASTELOTTO    BATTERIA (attualmente nei KING CRIMSON)

 

 

MICHAEL BERNIER  STICK, VOCALS

 

 

 

TOUR ITALIANO

 

Supporter : Laurence Revey

 

 

VENERDI’            22 MAGGIO CAPOLIVERI (LI)      SUGARREEF MUSICOLOGY

 

 

DOMENICA         24 MAGGIO ROCCAFORZATA (TA)   GO WEST

 


LUNEDI’               25 MAGGIO  FOGGIA                    MOODY'S JAZZ CAFE'

 

Tony Levin  -  biografia

 

 

Tony Levin è nato il 6 giugno 1946 a Boston. Crebbe nel sobborgo di Brooklyn e a 10 anni iniziò a suonare il contrabbasso. Alle scuole superiori imparò anche la tuba, suonando come solista nella banda locale, e fondò un barbershop quartet; ma il suo interesse principale rimase legato al contrabbasso, che arrivò a suonare alla Casa Bianca con un'orchestra giovanile in onore di John e Jackie Kennedy.

Dopo le superiori frequentò la Eastman School of Music di Rochester, NY e suonò nell'orchestra filarmonica della città. Alla Eastman conobbe Steve Gadd, in seguito diventato un apprezzato batterista, che insegnò a Levin a suonare il jazz e rock. Levin barattò il proprio Ampeg per un vecchio Fender Precision, che rimase il suo unico strumento per molti anni.

 

Nel 1970, Levin si trasferì a New York City ed entrò in un gruppo chiamato Aha, the Attack of the Green Slime Beast, nel quale suonava anche Don Preston, in seguito nei Mothers of Invention di Frank Zappa. Poco tempo dopo, Levin iniziò a lavorare come sessionman e il suo nome apparve su numerosi album degli anni '70.

 

Verso la fine del decennio, per suonare di più dal vivo, Levin decise di entrare nella band di Peter Gabriel. Aveva conosciuto Gabriel attraverso il produttore Bob Ezrin (con cui Levin aveva inciso Welcome to My Nightmare di Alice Cooper e Berlin di Lou Reed). Da allora, Levin ha suonato moltissimo con Gabriel, sia in studio che in concerto. Sul primo album di Gabriel, Levin suonò il basso, la tuba, e diresse persino un barbershop quartet nel brano Excuse Me.

 

Fu in quei primi anni con Gabriel che Levin sviluppò il suo personalissimo stile con il chapman stick. Più recentemente, la canzone Big Time, dall'album So di Gabriel, ispirò l'invenzione dei funk fingers, che sono bacchette da batteria mozzate e utilizzate per martellare sulle corde del basso, secondo quanto riportato da Levin, l'idea fu di Gabriel (e di Andy Moore che ne curò la commercializzazione).

 

Nel 1978 Levin si trasferì a Woodstock, nello stato di New York, per entrare nel gruppo L'Image insieme al suo vecchio amico Steve Gadd, a Mike Mainieri e a Warren Bernhardt. Questa band si sciolse dopo un anno, ma Levin rimase a Woodstock, dove vive tuttora.

 

Nel 1980, Levin suonò sull'album Exposure di Robert Fripp (che Levin aveva conosciuto durante l'incisione del primo album di Gabriel). Questa collaborazione gli aprì la strada per entrare nei King Crimson.

 

Negli anni successivi, Levin suonò con numerosi artisti, tra cui Paul Simon (Levin appare anche nel film di Simon Divorzio stile New York, del 1980), Gary Burton, James Taylor, Herbie Mann, Goro Noguchi, Judy Collins, Joe Yamanaka, Carly Simon, Peter Frampton, Anderson Bruford Wakeman Howe, Tim Finn, Richie Sambora, e Claudio Baglioni.

 

Nel 1984 Levin pubblicò il libro fotografico Road Photos, una raccolta di fotografie in bianco e nero scattate durante i suoi viaggi con King Crimson, Gabriel, Simon e altri.

 

Nel 1984 Levin rientrò nei King Crimson (scioltisi nel 1994) fino a quando questi rimasero nella formazione "doppio trio", (Tony Levin, Robert Fripp, Adrian Belew, Trey Gunn, Pat Mastelotto e Bill Bruford), uscendone quando Fripp trasformò il doppio trio in un quartetto (l'altro escluso oltre a Levin fu Bruford). È in questo periodo che Fripp lo spinse ad una carriera solista, e nel 1996 pubblicò il suo primo disco per la Discipline Global Mobile (DGM), l'etichetta etica creata dall'amico.

 

Nel 2004, Trey Gunn lasciò i King Crimson, e Levin rientrò nel gruppo per sostituirlo. È solo nel 2008 però che la band torna effettivamente in attività con l'aggiunta di Gavin Harrison alla batteria accanto a Mastelotto.

 

Ha suonato con artisti come Peter Gabriel, King Crimson, Yes (Anderson Bruford Wakeman Howe), Andy Summers,Liquid Tension Experiment, Pink Floyd, John Lennon, Dire Straits, Claudio Baglioni, Joan Armatrading, Alice Cooper, Seal, David Bowie, Carly Simon, California Guitar Trio, Sarah McLachlan, Kevin Max, Paul Simon, Michael Schenker Group e molti altri. Noto per il suo approccio innovativo al basso, Levin è stato fra i pionieri dell'uso del Chapman Stick e del contrabbasso elettrico oltre che creatore di una tecnica per suonare il basso con le bacchette nota come funk fingers.

 

Levin è un bassista di grande reputazione, noto per il modo in cui unisce una grande tecnica musicale a un grande senso del groove, una buona dose d'umorismo e una inarrestabile passione. Il grande pubblico conosce il basso accattivante del brano Sledgehammer di Peter Gabriel, ma per i fan più raffinati il nome di Levin è soprattutto associato ai King Crimson.

 

Laurence Revey

 

www.laurencerevey.com


 

 

"La nuova voce scoperta da Hector Zazou". La voce in questione appartiene a Laurence Revey, la splendida cantante vallesana di Sierre che ha recentemente stregato il pubblico di Montreux con una mirabolante performance, è la notizia contenuta nello "strillo" è, al tempo stesso, assolutamente vera e ancor più fuorviante: come quasi sempre accade negli spot pubblicitari urlati troppo forte.

 

Vera, perché è ormai di pubblico dominio il fatto che il grande compositore-produttore di origine algerina non abbia esitato neppure un attimo a inserire Laurence nell'organigramma di "Lights in the dark", il suo progetto sulle radici della musica sacra irlandese: e proprio in questa veste l'avevamo infatti ascoltata a Milano, un paio d'anni fa, nell'ambito della rassegna "La musica dei cieli". Fuorviante, perché per questo suo primo, meraviglioso lavoro solistico, Laurence ha fatto (quasi) tutto da sè. Con una sicurezza e un controllo dei propri mezzi espressivi a dir poco sbalorditivi, per una "absolute beginner" quale lei, oggettivamente, ancora è.

 

Già il titolo del disco ci suggerisce che qui ci muoviamo in un luogo fatato, denso di magia e di delicatissimi incantesimi. Che la splendida voce di mademoiselle Revey evoca ricorrendo al "patois", l'antica "langue d'oc" parlata ancor oggi nelle aree franco-provenzali (anche italiane).

 

C'è dunque un incanto tutto ancestrale, nelle tredici melodie di "Le creux des fees": che si muovono armoniosamente da una tradizionalissima "Pastorelle", innervata da trame sonore tanto semplici quanto misteriose, a un "omaggio all'ombra" - "L'Ombre", appunto - che pare la trasposizione sottilmente poetica dell'intera teoria psicanalitica junghiana.

 

Ma c'è anche, contemporaneamente, tutto l'abbraccio della moderna World Music: con i suoi strumenti, i suoi colori, le sue intuizioni, la sua enfasi. E con un approccio "quasi New Age" al materiale sonoro, che Laurence sintetizza così: "Possa la memoria condurci sempre più avanti, e possano i nostri cuori rimanere sempre aperti all'abbandonza. Io non ho mai smesso di sognare".

 

 

official partners di Laurence Revey

 

 

 

UFFICIO STAMPA – TONY LEVIN  -  STICKMEN TRIO

 

GUIDO ROBUSTELLI  Tel. 348 390609

 

@: GUIDO.ROBUSTELLI@FASTWEBNET.IT

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