Un fenomeno affermato all'estero ............

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02/dic/2004 02.01.02 PRESS WORLD AGENCY Contatta l'autore

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Il Cittadino - Quotidiano del Lodigiano
Un fenomeno affermato all’estero ma che è ancora poco sviluppato in Italia 
Non solo in chiesa si fa musica Più spazio alle canzoni cristiane 

 Le canzoni cristiane sono talmente cariche di messaggi che non si esprimono solo in chiesa, ma anche nelle strade, nelle piazze e nei teatri, animando concerti, campi scuola e soprattutto incontri di giovani, per i quali la musica diventa una grande occasione formativa. Ne danno testimonianza molti cantanti e autori, non sempre al centro dei grandi mezzi di comunicazione. Paola Maschio, moglie di Roberto Bignoli, cantautore di ispirazione cristiana, da qualche anno si occupa di diffondere attraverso la rete internet le informazioni relative alla musica cristiana, in quanto crede fortemente nell’evangelizzazione anche attraverso la musica. «Vivendo in prima persona l’esperienza di Roberto e di altri cantautori presenti in alcune manifestazioni anche nel Lodigiano - sottolinea Paola - posso essere sicura del beneficio di offrire la propria arte per testimoniare che Dio esiste, oggi dove si vuole negare ad ogni costo l’esistenza di Dio. Questo mio impegno nasce dal desiderio di dare voce e promuovere la musica cristiana». Anche il responsabile del centro “M’Interessi” di Quartiano, don Emanuele Brusati, e il fratello Marco, direttore della “Hope Music School”, sono tra i protagonisti della promozione della musica cristiana.Il Centro M’interessi di Quartiano come è coinvolto nel diffondere la “musica cristiana”?«È coinvolto con la diffusione di musica di artisti internazionali: i giovani, quando la musica é bella, non fanno distinzione di genere. Sulla forza dei progetti artistici si giocherà la battaglia del futuro. Negli Stati Uniti é già vinta, anche se il mondo cattolico, rispetto a quello protestante, é rimasto un po’ indietro, ma sta recuperando, grazie anche ai rapporti aperti in Europa dal nostro team di lavoro».Quale ruolo pensi abbia la musica cristiana soprattutto per i giovani?«In Italia non ha ancora assunto un ruolo importante, in particolare perché la qualità delle produzioni italiane non é paragonabile, anche a causa degli investimenti limitati, alle produzioni internazionali, in particolare di quelle americane. Ci sono realtà che permettono a diversi grandi artisti di venire in Italia a fare dei concerti, come, in particolare, grandi eventi che dirige mio fratello Marco, tipo “Jubilmusic”, che è un festival internazionale di Christian Music al teatro Ariston di Sanremo, che quest’anno andrà su Rai Uno, oppure “Holymusic”, che è un festival internazionale di musica per la preghiera e si tiene ad Ascoli, e poi le diverse Giornate Mondiali della Gioventù».“Hope Music School”, diretta da tuo fratello Marco a Roma, in che misura si pone a servizio della musica cristiana? «“Hope Music School” é una scuola di vita per giovani creativi, in cui l’antropologia cristiana é messa a disposizione di coloro che vogliono crescere con la loro musica. Si organizzano seminari di formazione per autori, compositori, cantanti, arrangiatori e presentatori, ma, soprattutto, si impara a lavorare insieme. Fra i giovani che frequentano “Hope Music School” ce ne sono diversi che fanno musica cristiana, nel senso che utilizzano la musica per proporre esplicitamente e con coerenza di vita il messaggio del Vangelo: a loro viene offerta la possibilità di sviluppare la creatività, di crescere come persone e di riflettere sulla proposta evangelica, con la speranza che la qualità delle proposte artistiche di questo settore continui a migliorare».(nella foto.Paola Maschio)

Giacinto Bosoni

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