A PROPOSITO DI ROBERTO BIGNOLI

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03/dic/2004 10.21.51 PRESS WORLD AGENCY Contatta l'autore

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A PROPOSITO DI ROBERTO BIGNOLI

di Laura Rabini

Di Roberto circa un anno fa non sapevo neanche l'esistenza, eppure sono di Milano, ma tant'è. Paradosso vuole che  proprio qui dove abita siamo in meno a conoscerlo. L’ ho conosciuto un vacanza. In un paesino scelto proprio perché sperduto: per un mese volevo solo mare e pecore.Invece la sera del secondo giorno -lo scirocco era caduto per poco- ho incontrato lui, che si aggirava inquieto sotto il palco che stavano montando. Non sapevo che fosse l'artista della serata, anzi all’inizio devo aver pensato che fosse un elettricista o un tecnico, da come si impicciava di tutto. Mi colpì il suo modo di camminare, ma badate: non per le stampelle, no. Piuttosto per l'intensità che si intuiva nel suo stare, nel suo muoversi, nel suo esser lì. Così che ho pensato: cosa può meritare una tale serietà, una tale dedizione? Mi è venuta questa domanda e la risposta: solo Dio, solo per Dio uno può appassionarsi così.
Tante altre cose dovrei dire, ma le dirò altrove."La musica umana è il palco dove tutto accade" aveva scritto un grande prete appena un mese avanti e questa frase mi percorreva la mente in lungo e in largo. Ed è vero, è proprio così.
Corriamo dunque.
Non mi sono fermata al concerto, da scema che sono.
Il giorno dopo vado a Messa nella cappella dell'ospedale di un paese vicino.Credete sia facile in vacanza trovare una Messa? Alla messa c'era Roberto (ma non sapevo neanche il nome) che cantava con la sua voce bellissima, i capelli lunghi un po’a cespuglio, la faccia che resta impressa.
Ha testimoniato, anche, raccontando la sua storia. Ha cantato quella bellissima "Canzone per Maria" che gli è valsa in altri tempi il soprannome di "veggente"(invece lo disse che quello sguardo, quel sorriso di cui parla la canzone, li aveva visti sul volto degli amici).E poi ancora quella strabiliante verità -si capiva da lontano che era la verità - eppure così incredibile : "io sono contento di aver avuto le mie stampelle".E pensare che io ci passo la vita a schivare le difficoltà, anzi le più grosse sciocchezze le ho fatte proprio per questo. Perché lui no? Adesso lo so: il suo singolare rapporto con la Croce...adesso si, lo so. Persino le stampelle diventano una circostanza privilegiata di testimonianza, di offerta.
Questa dedizione totale di Roby alla testimonianza di Ciò che ha incontrato, questa offerta di sé, io allora non la potevo se non intuire, ma la riconoscevo, la percepivo.Infatti mi ha attirato ad imitarlo, mi ha fatto ripartire. Da quel momento credo di avergli dedicato con slancio tutta  la mia amicizia, in segno di gratitudine.
 Dopo due mesi, il concerto lo avevo “messo su” io. Milano, zona "proibita" fino a poco tempo fa.Anzi a dire il vero lo hanno messo su alcuni amici, colpiti dal vedermi così presa e cambiata rispetto a come stavo due mesi prima.La preparazione è stata un incubo a causa della nostra inesperienza e dei nostri caratteri anarchici e bastiani, comunque si diventa amici con il personaggio e questo è essenziale, perché un seme non deve cadere sulla strada.
 Ebbene, arriva il giorno atteso e temuto, una pioggia torrenziale. Sapete che succede?
 Roberto si mette a letto la mattina con una colica renale e chissà che altro ancora..
La sera però si alza e raggiunge il teatro, solo che lungo il tragitto riprende a star peggio, così arriva alle prove che non si regge quasi in piedi.
Ma il concerto lo vuole fare, si impone, sembra di avere davanti un pilastro tanto è irremovibile. Puoi spostare un pilastro dell’autostrada? Eppure era ben fragile quel giorno, si capiva anche questo. E come poteva essere diverso?.
Per farlo distrarre parliamo e parliamo, ma la vedo grigia, penso che devo riportarlo a casa incassando il panico degli altri. Ma lui, niente da fare.
Ad un certo punto si alza in piedi e prova la sua "Ho bisogno di Te".Dice "mai come in questo momento è stata vera!" e poi "questa è la mia offerta ".Il tempo passa : “Adesso è ora, andiamo”. E fa il concerto più duro e tosto che potessi mai aspettarmi
Non è che tutto sia andato poi perfettamente liscio, chi ha avuto una colica renale, sa di che stiamo parlando: sulla sua faccia passava di tutto ..
Ma io  quella sera -lo devo dire per forza perché forse è questo il vero motivo per cui sono qui a raccontare- ho avuto come dispiegato davanti agli occhi lo spettacolo che la Croce porta Bellezza, che il sacrificio è la condizione della felicità, che Gesù Cristo dice il vero. Che Roberto ha la ragione dalla sua.
Difficile da rendere? Eppure è così, è davanti ai miei occhi. Se in questo istante sono qui a scrivere è per testimoniare che vedo in questo mio amico un dono, che è quello di essere uno spettacolo vivente di Verità. E’ per ringraziare. Che ognuno di noi possa essere così.
 
Dopo questo noi si è parlato e parlato, si sono fatte tante altre cose...ma io un altro concerto non ho potuto più  vederlo , fino all'estate. Ancora un'altra volta nello stesso posto, il piccolo paese che dicevo all'inizio.Adesso però lo seguo, cerco di andare dove va lui, di essere partecipe come posso del suo gesto di testimonianza.
Alla messa degli ammalati, all'ospedale, come un anno fa.
Ricordo che si lamentava per non avere voce,"la mattina non si canta" diceva. Invece tira fuori una voce fantastica, come sempre.
Allora lo prendo in giro, gli dico “Roby, meno male che non avevi voce, se ce l'avevi veniva giù il tetto”. Mi spiega che è a prezzo di un sovraffaticamento della gola e di tutto il fisico provato dal viaggio. E’ da pazzi per un cantante. Ma io so, adesso, perché lo fa.
La sera una testimonianza, dopo aver animato una Messa in riva al mare.Ricordo tanti occhi sgranati e tanti visi commossi,  ma sopratutto il "discorso del cuore" (il titolo è mio).In sostanza si tratta del fatto che quando la strada della sua vita lo porta fino a Medjugorie, lui racconta di non aver chiesto la guarigione fisica, buttar viale stampelle, no. Non ha chiesto mai una volta questa cosa.Chiese invece che gli si guarisse il cuore, che guarisse la tristezza di tante sofferenze della sua vita che apparivano senza scopo, la pesantezza di tanti fallimenti, che guarissero le mille ferite.
Chiese dunque "un cuore generoso, un cuore coraggioso e forte, un cuore umile, capace di commuoversi, un cuore grande”. Insomma purtroppo non avevo da registrare ne da scrivere, ma più o meno ha detto così. Ne ha dette tante altre. Ma io, tra tutte, ho fissato questa descrizione del cuore -dono di una nuova umanità.
 
Corriamo.
Le ferie sono finite da un pezzo e siamo di nuovo a Milano in un grande oratorio, grande struttura vuota di giovani, dove un prete amico ha cominciato da poco a rimboccarsi le maniche, in mezzo all’ignavia grigia sedimentata negli anni. C'è stato prima un gran darsi da fare, la gente arriva.Ma di ragazzi pochi, perché pare che chi si occupa dell'oratorio abbia lasciato passare la cosa sotto silenzio. Chissà, dimenticanza. Mi capite?
Ma se questa è la realtà, non c’è altra scelta se non starci.
Il concerto riesce molto intenso, Roberto ribolle di cose da dire. Mi limito a riferire pochi passaggi.Lo prendo dal punto dove spiega, a più riprese, come è arrivato a quello che avete letto sopra.
Parla lui, tra una canzone e l’altra: ”Che cosa è la Carità di cui si sente parlare nelle omelie? Guardate che noi non abbiamo capito una mazza di cosa sia la carità! Per anni io ho considerato la mia condizione come una maledizione ed ero arrabbiato con Dio, ce l’avevo con Lui perché lo ritenevo responsabile.
Ma sapete l’importanza di un incontro? Ho incontrato dei ragazzi, prima, che mi hanno parlato di Gesù.
Poi Maria, questa donna straordinaria..
E Gesù è cominciato ad entrare nella mia vita e mi ha dato la pace,la gioia che per anni ho cercato lungo le strade della droga, della politica, del successo. Invece trovavo solo  delusioni, amarezze, confusione, sofferenza.
Ma Lui entrando nella mia vita mi ha fatto capire… questa Carità cos’ è: amore totale - perché è totale!
Noi abbiamo costruito un Dio a nostra immagine e somiglianza, ma Gesù non è solo un fatto storico lontano, è una realtà che è presente in mezzo a noi. La risposta alle nostre domande, ai mali del mondo, non slogan o bandiere che non servono a niente.
Si tratta di crederci, di rischiare, di andar contro corrente.
Grazie a Maria ho avuto il coraggio di guardarmi allo specchio e di lasciarmi cambiare, perché Gesù ormai stava entrando nella mia vita dandomi la forza di essere protagonista, il coraggio di essere grande!Grande! Il successo, la carriera… chi se ne frega? Ormai la felicità stava entrando nella mia vita, grazie a questo incontro.Io ci sono stato, sono cambiato.
Adesso voglio cantare finché ne avrò la forza, perché in ogni uomo lei ti fa vedere un Cristo che soffre e che ha bisogno di te.
Per questo adesso Lui mi fa sentire davvero importante, con la mia storia, le mie contraddizioni…e quindi è ora che tutti ci muoviamo, perché basta poco per cambiare la vita, basta starci a questo incontro.
E poi, guardate. Non si può seguire Cristo senza portare anche noi la croce. Non è facile. Ma credetemi, con Lui e con i fratelli che ti fa incontrare, la nostra piccola croce che ci sembra tanto pesante, diventa sempre più leggera e bella ”.
 
Che ve ne pare?
Ma queste cose è molto più bello vederle e sentirle da lui: perché il gesto della testimonianza è tale che porta con sé la totalità della persona,così che uno non può fare a meno di dire quello che è, la verità di sé.
Alla fine quel pugno di giovani che erano capitati lì, gli si stringono attorno e non lo vogliono più lasciare.
Questa strana grandezza, quando la si incontra, non la si vorrebbe più lasciare.
 Che la Madonna ci scampi dal tornare a dormire nell’indifferenza.
 
Un’altra volta vi racconterò come va avanti  questa storia. Vi racconterò anche i momenti duri ed avventurosi. Ma per ora, vi lascio con le parole di Roberto.
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