errata corrige: Un Messiah di musica e pace

a questo che non è solo un concerto, non solo un augurio, ma un momento di

07/dic/2004 21.27.13 Ufficio Stampa Teatro Regio Contatta l'autore

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? In rosso l'errore, corretto, dell'interprete,
con molte scuse per il disguido,
saluti cordiali
Paolo Maier
 
 

 
Teatro Regio di Parma
Fondazione
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Un Messiah di musica e pace

Il celebre oratorio di Händel eseguito dall'Orchestra e dal Coro

del Teatro Regio di Parma diretti da Peter Schreier,

solisti Annette Dasch, Annette Markert, Fabrice Dalis, Markus Butter

Cattedrale di Parma

venerdì 10 dicembre 2004, ore 20.30

Concerto augurale offerto alla Città

dalla Fondazione Teatro Regiodi Parma.

 

       

       

        “Perché le nazioni si combattono con tanta furia, e perché le genti immaginano cose tanto vane?”: sono solo due tra i versi, tratti dai testi biblici, che Händel pose all’interno di quel gigantesco affresco di musica e parole, il Messiah, che sta come un culmine all’interno della sua sterminata produzione. E queste parole, così significativamente risonanti nel nostro tempo, e tanto più in questi giorni di Avvento che precedono il Natale, ci sembrano allo stesso tempo ammonizione ed invito per avvicinarci consapevoli a questo che non è solo un concerto, non solo un augurio, ma un momento di profonda, consapevole unione di tutta la città in un momento così particolare, un invito alla riflessione e alla preghiera.

        Tornano a risuonare nella nostra Cattedrale venerdì 10 dicembre 2004 alle ore 20.30, le note del capolavoro sacro di Georg Friedrich Händel, nella serata con la quale ancora una volta la Fondazione Teatro Regio di Parma, con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena,  vuole porgere il proprio augurio di pace a tutta la città con un momento dal profondo significato musicale e al contempo spirituale. Non è questo infatti solo un concerto, è facile comprenderlo, è qualcosa di più: i parmigiani lo hanno scoperto già l’anno scorso, quando questo specialissimo evento fu salutato da un plebiscitario consenso, e si apprestano a riviverlo anche per questo Natale. E la scelta di questa pagina capitale nella storia della musica - per i suoi particolari caratteri testuali che sottolineano l’universalità e l’eternità del significato della venuta al mondo e del sacrificio per noi di Cristo Salvatore, e per la capacità di Händel sottolinearne, amplificarne e allo stesso tempo umanizzarne il messaggio - è davvero significativa.

        “Il ritrovarsi nella nostra Cattedrale, prossima a compiere i suoi novecento anni, - scrive Elvio Ubaldi, Sindaco di Parma e Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma -  in occasione della festa più importante per tutti i cristiani ad ascoltare un capolavoro assoluto dell'arte umana, ha sempre un profondo significato. Ci fa vivere il senso della Storia, della nostra Civiltà,  rinnova in noi la consapevolezza di essere parte di una  comunità, ci invita a ritrovare i valori veri ed a rinnovare le speranze, ci fa riflettere sulle responsabilità. Abbiamo bisogno di consapevolezza, coraggio, volontà, coinvolgimento, partecipazione, per vincere le difficili sfide che anche Parma dovrà affrontare nei prossimi anni. È con i "pensieri" complessi ma autentici che proveremo in Duomo ascoltando musica sublime, quelli che fanno emergere la parte migliore di noi, che troveremo la forza per superare le difficoltà”.

        Sebbene nel nostro paese la tradizione dei grandi testi oratoriali, pur storicamente ricchissima, è oggi un poco abbandonata, il Messiah rappresenta, assieme a poche altre selezionatissime pagine quali le grandi Messe e Oratorii bachiani (mentre ancora meno frequentati rimangono i pur altissimi raggiungimenti romantici, quelli di Mendelssohn e Liszt in primis, una mancanza che Parma in qualche modo riparerà con l’ormai prossima esecuzione del Deutsches Requiem brahmsiano) un vertice di mai sottintesa altezza: una grandezza che non deve però far incorrere nell’errore di pensare a questa partitura come inattingibile, astrusa, peggio ancora pesante, tanta è la capacità haendeliana di drammatizzare, movimentare, flettere la sua scrittura a rendere umanissima questa spirituale, profondissima vicenda.

        Grande richiesta per i ticket-invito che il Teatro Regio ha reso disponibili presso la biglietteria (Per informazioni: tel. 0521 039399 fax 0521 504224 ticket@teatroregioparma.org www.teatroregioparma.org), ma questo è solo un dato di cronaca, significativo d’altronde, di come la città abbia accolto questo avvenimento, per il quale ogni cura è posta dal punto di vista produttivo per renderlo un momento importantissimo sotto l'aspetto musicale. Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Regio (maestro del coro Martino Faggiani) torna dunque Peter Schreier, un artista di altissima civiltà musicale che con questo repertorio ha una dimestichezza senza rivali: nella sua ormai lunghissima carriera iniziata come bambino cantore, continuata come uno dei più reputati, se non il massimo, tra gli interpreti della letteratura sacra bachiana e haendeliana, sfociando infine in una selezionata e sempre più continua attività direttoriale, questa partitura ha sempre costituito come una sorta di ritorno ad un testo base dalle sempre rinnovate potenzialità.

        Al suo fianco sarà un quartetto di solisti-specialisti in queste pagine che sono un banco di prova per le capacità interpretative di un cantante: potremo così ascoltare il soprano Annette Dasch, il contralto Annette Markert, il tenore Fabrice Dalis e il baritono Markus Butter. A sostenere le gigantesche campate di questa cattedrale di suoni sarà l’Orchestra del Teatro Regio così come il Coro del Teatro Regio, particolarmente sollecitato in questa partitura che lo vede protagonista in alcuni dei suoi momenti più importanti, ed anche, per citare soltanto il celeberrimo tra tutti, l’Halleluja, o quello ancor più solennemente grandioso, l'Amen finale, addirittura travolgenti.

        Un invito all'ascolto del concerto sarà tenuto dal Prof. Paolo Fabbri nell'incontro di giovedì 9 dicembre 2004 alle ore 18.00 presso l'Auditorium della Casa della Musica, nell'ambito di Prima le parole…, iniziativa ideata e promossa dal Maestro Bruno Bartoletti che, con la cura di Jacopo Pellegrini, torna ad arricchire i concerti della Fondazione Teatro Regio di Parma nell’ambito della Stagione concertistica 2004/2005.

 

 

 

Stagione Concertistica 2004/2005

del Teatro Regio di Parma

Auditorium Niccolò Paganini

Ottobre 2004 - Aprile 2005

 

 

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Evento speciale

 

Cattedrale di Parma

venerdí 10 dicembre 2004, ore 20.30

Concerto augurale offerto alla città dalla Fondazione Teatro Regio di Parma

 

 

Georg Friedrich Händel

Messiah

Oratorio in tre parti HWV 56

 

Soprano ANNETTE DASCH

Contralto ANNETTE MARKERT

Tenore FABRICE DALIS

Baritono MARKUS BUTTER

 

Maestro del coro MARTINO FAGGIANI

Direttore PETER SCHREIER

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

 

 

Con il sostegno di

Fondazione Monte dei Paschi di Siena 

 

    

Prima le parole…

Casa della Musica, giovedì 9 dicembre 2004, ore 18.00

Invito all'ascolto  a cura di Paolo Fabbri

 

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Paolo Maier
Ufficio Stampa e Comunicazione
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