Si parla di musica e si fa musica al V Simposio Mondiale Estill Voicecraft

01/ago/2011 11.14.35 ufficiostampa_i4gatti Contatta l'autore

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Ricevere un accredito stampa per partecipare a un convegno interamente dedicato alla voce, alle sue possibilità tecniche e ai suoi aspetti performativi e clinici, specie per chi come me si occupa essenzialmente di musica nei suoi aspetti più commerciali e mediatici, è un'esperienza insolita. Ma la necessità di capire il lavoro di training che sta dietro la formazione artistica di un cantante mi ha spinto a prendere parte al V Simposio Mondiale Estill Voicecraft, tenutosi al Teatro Anfitrione di Roma dal 22 al 24 luglio. 
Il metodo EVT, noto ormai al grande pubblico per essere entrato anche nel mondo dei talent, si è imposto nel panorama mondiale come un solido pilastro della ricerca scientifica in materia di voce artistica. Creato dalla ricercatrice americana Jo Estill, che in questa sessione di incontri ha avuto la sua prima celebrazione ufficiale a pochi mesi dalla scomparsa, la tecnica si è approfondita e diffusa grazie alla complessa rete di insegnanti certificati disseminati in ogni parte del mondo, che hanno aderito all'incontro biennale di aggiornamento per confrontarsi sui risultati delle ricerche finora compiute. 
Così i più insigni luminari della scienza mondiale in fatto di voce hanno presentato i loro innovativi contributi. Tra questi, il noto foniatra Franco Fussi, che nella sua relazione ha posto l'accento sulla necessità di una ridefinizione terminologica e teorica dei meccanismi laringei, che possa proprio partire dalla teoria delle qualità vocali voicecraftiane; o l'affascinante intervento di Alfonso Borragán su "Lubrificazione ed elasticità per trovare l'armonia", conclusosi con la proposta di metodologie di "liberazione del suono" fortemente innovative e certamente impressionistiche per un pubblico non avvezzo a simili argomenti; infine gli studi elettromiografici sui registri, su alcune figure obbligatorie e sugli effetti vocali, compiuti da Alejandro Saorin Martinez e Fiorenza De Rosas, hanno confermato vecchie intuizioni e aperto ulteriori strade di ricerca (estremamente avvincente soprattutto l'analisi del registro di fischio, che usato da molti cantanti, resta ancora un terreno inesplorato in ambito didattico).
Ma anche cantanti e istruttori di riconosciuta fama hanno confermato la validità e l'efficacia dell'applicazione del metodo sia nella didattica del canto sia nell'analisi storico-musicale del nostro patrimonio. Un team d'eccezione, costituito da Elisa Turlà, Anna Vandi, Gino Nappo, Franco Fussi e Serenella Isidori, ha proposto un'indagine sul repertorio e sulle tecniche dell'Opera italiana usando il metodo Estill per arrivare a fornire delle "ricette" inedite che possano aiutare i cantanti lirici ad approcciare i vari stili e repertori. E la siciliana Stefania Patanè ha invece voluto dar spazio e dignità di studio alle vocalità del canto popolare dell'Italia Meridionale e della Sicilia, del Fado e del Flamenco, concludendo la sua analisi con un autentico workshop durante il quale ha portato il pubblico a eseguire perfettamente alcuni melismi tipici di questi canti mediterranei. 
Ma se il livello scientifico non ha certo deluso le aspettative, anzi ha rivelato una scrupolosità profonda che comprova l'oggettività e la fondatezza empirica del metodo EVT, ciò che ha inevitabilmente sorpreso è che un'occasione di studio e di confronto abbia saputo uscire dai rigidi canoni cui è improntato il tradizionale dibattito teorico e accademico per farsi pratica concreta del canto, nonché divenire un momento performativo e artistico. 
Primo tra tutti l'intervento di Gabriella Scalise, nota al pubblico come insegnante diAmici di Maria De Filippi, ha fornito un significativo esempio di come superare lo scollamento tradizionale tra teoria e pratica del canto, per iniziare a "fare musica". Offrendo a tutti la sua lunga esperienza nel settore del doppiaggio cantato, la cantante e docente ha concretamente dimostrato come il cantante doppiatore di canzoni animate della Walt Disney debba essere in grado di riprodurre una molteplicità di suoni al fine di realizzare la giusta caratterizzazione vocale del personaggio, e debba unire questo prerequisito con una spiccata abilità nella sincronizzazione voce-immagine. Dopo una serie di esemplificazioni e di analisi comunque debitrici dell'apporto del modello EVT, Gabriella Scalise ha chiuso la sua relazione con una prova concreta di doppiaggio, effettuata estemporaneamente per rendere evidenti le dinamiche concrete implicate nella realizzazione di un lavoro artistico di così alta specificità.
Ma ancora Alberto ter Doest ha posto l'accento su un aspetto estremamente moderno della pratica vocale e non contemplato dalla didattica tradizionale, ossia l'uso delle voci distorte (growl, screams, rattle, distortion) ampiamente esteso nella vocalità rock: lo studio di apposite ricette fondate sulle figure obbligatorie ha permesso ai presenti di cimentarsi nelle sonorità più caratteristiche del genere con risultati immediati. E infine i workshop di Anne-Marie Speed, una delle figure più autorevoli all'interno di Estill Voice International, hanno saputo "costringere" anche i non cantanti presenti in sala a misurarsi con avvincenti e funzionali esercizi preparatori .
Il tutto intervallato da esibizioni musicali a opera di artisti, rappresentanti del metodo, di vario genere ed estrazione, che hanno apportato quelle venature emozionali che non possono mancare quando si parla di canto. Un quadro eterogeneo e completo, quello offerto del V Simposio Estill Voicecraft, che ha saputo dimostrare che la musica si "ricerca", si "codifica" e infine si "fa".

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