80000 presenze per l'edizione dei Record del Carpino Folk Festival 2007

10/set/2007 14.20.00 Ufficio Stampa Antonio Piccëninnë Contatta l'autore

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Nell’estate più nera e tragica del Gargano, la dodicesima edizione del Carpino Folk Festival è invece quella dei record, superate infatti le presenze in una sola serata, 15000 quelle della serata conclusiva dell’11 agosto, e superate le presenze dell’intera rassegna, 80000 complessive.

 


 Aiutati finalmente dal tempo clemente tutte le serate si sono svolte regolarmente e cosi si è potuto registrate un successo inaspettato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival anche in considerazione dei dati non confortanti del turismo sul Gargano dopo i noti fatti di Peschici.

    Nove le date del festival, oltre 15 i gruppi per un totale di circa 160 musicisti che si sono impegnati a coniugare innovazione e tradizione, 4 i progetti speciali nati come produzioni originali del festival, 3 le esibizioni dei Cantori di Carpino, 3 i laboratori didattici per i giovani musicisti che sono arrivati a Carpino da tutta l’Italia e anche dall’estero, 2 le produzioni che vedono come protagonista il Festival e i Cantori di Carpino, -20% la richiesta rivolta agli operatori della ricettività, ancora mostre fotografiche, escursioni che hanno fatto conoscere le bellezze del Gargano, prodotti tipici e una goccia per la pace in Medio-Oriente.
    “Siamo la parte sana del Gargano – dice il Presidente dell'Associazione Culturale Carpino Folk Festival Mattia Sacco –, mentre in altre località il turismo scema a causa di mille problemi strutturali, non ultimo il rogo di Peschici che ne evidenzia tutta la gravità, a Carpino si registra il tutto esaurito ormai da molti anni.
    Con l’ennesima affermazione il Carpino Folk Festival si propone ancora una volta come volano di sviluppo attraverso il turismo culturale, quello legato alle tradizioni e ai prodotti tipici e dell’artigianato locale, per il rilancio del turismo tout court del Gargano e delle Puglie. Ma sono in molti ha smentire, ha storcere il naso e a non vedere di buon grado i nostri successi, e con lo stessa logica e lo stesso modo di fare (“se non è merito mio non deve esserlo di nessun altro”) che tiene fermo lo sviluppo economico del nostro territorio da ormai 20 anni. Mentre altri continuano con la logica dei campanellismi (addirittura notti bianche sui lidi organizzate e finanziate con soldi pubblici), noi proponiamo qualcosa che vada ben oltre il nostro territorio e si proietti su mercati nazionali e internazionali. Siamo nell’era della globalizzazione, ma molti pensano che una sagra (con tutto il rispetto per le migliaia di volontari che vi lavorano) sia un’adeguata azione di marketing territoriale o di promozione dei prodotti e delle aziende locali”.
    Rocco Draicchio, fondatore del Carpino Folk Festival – primogenito di molte manifestazioni pugliesi - avviò e mise in corsa un treno sul quale molti continuano a mettere pietrucce sui suoi binari sperando di fermarlo. Mentre si continua a organizzare e a finanziare molti spettacoli poi smentiti, rinviati ed infine annullati che nulla lasciano e danno al nostro territorio, se non una serata di intrattenimento, il Carpino Folk Festival parla, fa parlare, canta e suona il Gargano e la Puglia, ricerca, tutela e valorizza un’identità e una cultura degna di essere rivalutata senza la quale non ci potrà mai essere accoglienza e inclusione ma solo esclusione, il contrario di ciò che serve ad un territorio che fa dell’ospitalità e del turismo la sua vocazione principale. Solo un territorio che ha un'identità forte e ben definita sa accogliere e includere il diverso, il visitatore, il turista e questo è uno degli obiettivi del nostro festival.
    Sarà difficile uguagliare i numeri di questa edizione, ma le idee e le novità non ci mancano, ci auguriamo solo che gli operatori del nostro territorio si accorgano dell’opportunità che gli offriamo e la smettano di pensare che una volta accallappato il turista questo debba essere incatenato all’interno del proprio villaggio, camping o hotel per paura che possa spendere fuori.

    Il Gargano è fuori da queste strutture, il Gargano è lunghe spiagge dorate, trabucchi, piccole baie e qualità alta delle acque, parco e foreste, salubre aria di montagna, sole, tanto sole, storia, antiche tradizioni, monumenti e chiese, opere d'arte, cultura, musica e molte altre sorprese a cielo aperto che se proposte in modo adeguato allora sì che possono far vivere una vacanza da sogno.
    Nel deserto occorre costruire grandi alberghi e villaggi lussuosi, sul Gargano No!!!
   Sul Gargano è sufficiente salvaguardare, tutelare e valorizzare quello che madre natura ci ha già donato. Non occorrono ne grandi santoni che vengano a emanciparci ne grandi cattedrali (il viaggiatore non sa cosa farsene e ne troverebbe di più belle e di più lussuose in altre località) che fanno salire i prezzi della vacanza, ma servizi, tanti servizi per equilibrare il rapporto qualità/prezzo a dire di tutti oggi molto sbilanciato sul prezzo. Ottima l’idea degli autobus del Gargano, ma ampliamo il raggio, il Gargano non è solo mare e non è solo Vieste e Peschici. Da sole queste due località hanno già raggiunto il loro picco, adesso per crescere anche loro debbono offrire dell’altro e per farlo debbono avvalersi dell’entroterra, quindi del cuore del Gargano.
    “Il Carpino Folk Festival – Antonio Basile, ufficio stampa - vuole risaltare la storia, le tradizioni, la cultura, l’arte e i sapori del Gargano e vuole integrare e completare gli altri turismi già esistenti. Puntiamo ad un festival più nazionale e più pugliese, a promuovere la musica popolare e all’opportunità di fare innovazione in questa splendida terra.
    Molti ci chiedono perché non siamo allo stesso punto della Notte della Taranta e non si accorgono che in realtà è il Salento nel suo complesso ad aver fatto molti passi avanti. Noi esattamente come loro organizziamo un evento (artisticamente diverso), certo dal punto di vista mediatico minore ma abbiamo anche molte meno risorse economiche e meno certezze. Il punto però è un altro. Intorno a quel evento, nel Salento, si è sviluppato tutto un indotto che nel Gargano è chiuso in se stesso secondo logiche egoistiche. Gli infopoint, la ricettività, l’accoglienza, i trasporti e tantissimi altri servizi non sono certo gestiti dagli organizzatori di quel evento, qui sul Gargano ci si aspetta che ad organizzarli ed a gestirli spetti all’Associazione Culturale Carpino Folk Festival. Dal punto di vista artistico, molti sono gli eventi che vengono inclusi sotto il marchio La Notte della Taranta che fa da cassa di risonanza, qui da noi non solo devi stimolare i creativi ma apponendoci la professionalità da rispettare si viene a battere cassa. Continuo con degli esempi banali: come mai un gestore di un villaggio turistico nella settimana del festival non decide di mettere a riposo anche solo per una serata la propria animazione e di portare i propri ospiti al Carpino Folk Festival risparmiando cosi anche i costi della cena? Come mai enti addetti alla valorizzazione dei prodotti tipici e delle aziende di produzione locale e le stesse aziende non decidono di venire ad esporre al Carpino Folk Festival? Potrei continuare cosi ancora per molto. La risposta è sempre la stessa : lo d-o-b-b-i-a-m-o f-a-r-e noi!
    L’inverno scorso in molte città italiane per la promozione del Salento, sono state organizzate serate musicali (di pizzica) con l’esposizione dei prodotti locali ma anche con la proposizione di pacchetti vacanza vantaggiosi. A noi, che organizziamo un evento che più di ogni altro ha saputo recuperare e salvare un identità che altrimenti sarebbe andata persa e che ha saputo porre al centro della cultura popolare italiana il patrimonio immateriale del Gargano (che anche Pasolini definiva “inesistente”), non ci è mai stato proposto. Questa primavera si è fatto un gran parlare di marketing territoriale, molti sono stati i riferimenti al nostro festival, ma ancora una volta non siamo mai, mai stati coinvolti. Molti territori italiani sono impegnati dall’inizio dell’anno a cercare di entrare nella lista del patrimonio immateriale dell’Unesco, nel mese di maggio abbiamo lanciato l’allarme, ripreso anche dal tg3, per sensibilizzare l’opinione pubblica e i membri della commissione di Rutelli circa il nostro territorio, i nostri cantori, i nostri motivi ritmici, i nostri canti e i nostri balli, ma siamo rimasti soli.”
    “Sappiamo che nessuno ci regalerà nulla e quindi – dice Alessandro Sinigagliese, logistica ed editoria - tocca rimetterci al lavoro. Sono dodici anni che mostriamo di saperci fare. Non è da tutti gestire cosi tanti eventi e artisti cosi come abbiamo fatto noi qui a Carpino per di più senza nessuna società di management e di produzioni culturali alle spalle. Inizieremo subito nei prossimi giorni con una provocazione per aprire una discussione che coinvolga altre realtà locali.
Intanto ringraziamo le istituzioni e i privati che hanno creduto in noi, in particolare Silvia Godelli e Massimo Ostillio; le migliaia di giovani che sono accorsi a Carpino e che ci seguono tutto l'anno; tutti i ragazzi che volontariamente hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione con il proprio lavoro e privandosi di un mese di ferie; Ondaradio - la radio che serve il Gargano - che veramente si è messa al servizio del festival con lo spirito giusto e per crescere insieme; tutti i giornalisti che hanno parlato di Carpino e dei suoi Cantori, una citazione particolare per Claudio Gabaldi che ci ha fatto diventare per un giorno il centro del mondo; ed infine tutti gli artisti che hanno accettato il nostro invito primo fra tutti Antonello Paliotti. Grazie, grazie a tutti."

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