Film " Pochi giorni per capire"

09/mag/2010 11.15.02 prospect movie Contatta l'autore

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IL FILM " POCHI GIORNI PER CAPIRE"
VERRA' PROIETTATO IL 3 GIUGNO ALLE ORE 20.30 PRESSO IL CINEMA
FARNESE ( CAMPO DEI FIORI ) A ROMA
PRESENTI ALLA PROIEZIONE ATTORI E REGISTA( CI SARA PRIMA UNA BREVE
PRESENTAZIONE)

Distribuzione nazionale
Indipendente

Distribuzione Internazionale
Fermento Film

"Pochi giorni per capire"

Cast :Luigi Maria Burruano - Tony Sperandeo - Enrico Lo Verso -
Salvatore Merlino - Siddartha - Aldo Fortunato - Mihaela Damian -
Annalisa Insardà - Gabriele Reale

Sinossi :
Un piccolo paese del sud, Salvatore dieci anni vive un dramma , suo
padre che ricopre un ruolo istituzionale in paese ne abusa
sessualmente
davanti alla madre che per paura e vergogna non parla. Solo
l'arrivo
di
un sacerdote smaschererà tutto in pochi giorni. Da sfondo omertà e
apparenza.

CRITICA AL " TERRE DI SIENA FILM FESTIVAL"

E’ difficile comprendere perché un lavoro cinematografico che
riceve
grande apprezzamento al festival internazionale di Tropea e che si
ripete in quello di Siena, resta congelato nei cassetti di una
produzione che, nonostante gli sforzi, seppur da indipendente, non
trova, o comunque fatica a trovarla, una distribuzione che possa
dare
senso al lavoro compiuto. E poco conta se le parti sono affidate a
nomi
importanti della cinematografia italiana. E’ l’argomento crudo, che
crea disagio, che disgusta e fa star male, seppur in una sala
cinematografica, che ti fa abbandonare prima, quasi a voler
scappare,
a
non volerci pensare, ad operare una forzata rimozione del pensiero
che
di tanta bruttura il genere umano si può lordare. Pedofilia.
Questo
il
tema dell’ultimo lavoro della giovane attrice Laureanese Annalisa
Insardà sotto la regia di Carlo Fusco con il piccolo Salvatore
Merlino
per la prima volta sullo schermo e i due notissimi attori siciliani
Luigi Maria Burruano e Tony Sperandeo, probabilmente conosciuti
entrambi per ruoli e situazioni assai diversi rispetto questo
“Pochi
giorni per capire” . Oltre un’ora di ansiotica suspense che
vorresti
evitare, abbandonare, allontanarti, ma ti costringe a fermarti per
non
essere intellettualmente complice. La storia di un bambino che
vive
un
dramma profondo causato proprio dal padre apparentemente un uomo
perbene, a voler dire che il male non ha sempre brutte sembianze.
Un
inizio in bianco e nero glaciale, freddo, come i ricordi
annebbiati
e
confusi perennemente presenti in quanti vittime di tale devianza,
non
solo mentale, ma di ciò che è “child molest”. Un connubio di
infantile
solitudine ed indifferenza diffusa contrastata dal coraggio dell’
amore
materno che si riscatta dal vortice di alienante follia che
cancella
e
azzera le volontà in nome di un assurdo non perdere la faccia. Un
tirare fuori la testa dalla sabbia dell’omertà intellettuale,
denunciando con coraggio la violenza fisica e psicologica che
spesso
si
nasconde nelle mura domestiche, avvolgendo di silenzio sovente
vittime
e carnefici nell’illusorio tentativo di allontanare l’ignominia. E
lo
fanno dimostrando coraggio intellettuale, uscendo fuori dal coro
dall’
affannata ricerca di far botteghino, con un lavoro in cui i soldi a
disposizione sono stati pochi, e che forse resteranno ancor di
meno,
perché difficile da distribuire, perché le major non sono
interessate,
perché è un film che si pone obiettivi difficili, complessi:
“addirittura” quello di entrare nelle umane coscienze sia per
denunciare la pedofilia come male irreversibile nella psiche dei
bambini, sia per denunciare l’omertà come primo complice della
pedofilia, quel drammatico “silenzio” che rende uguali a chi il
delitto
lo commette in prima persona. Una pellicola che turba, senza
oscenità,
senza essere volgare, senza cadere nel banale della scena forte, ma
che
t’immobilizza con il suo sottile e tagliente narrare che ti
dissangua
i
pensieri e ti costringe ad osservare spettri che non vorresti
conoscere. Riprese scarne, essenziali quasi documentaristiche che
non
nascondono però la provenienza di scuola drammatica della giovane
Annalisa a fianco di un eccellente Burruano che riesce a dipingere
a
forti tinte un orco incombente, prepotente e schiacciante carnefice
e
vittima di un incubo insensato che annienta. Lavoro forte, senza
effetti speciali, con espressione narrativa semplice, che richiama
fortemente però ad ascoltare, interpretare, capire i bambini e,
soprattutto, costringe ad “aprire occhi e orecchie” a loro difesa


CARLO FUSCO



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