PESCASSEROLI_IO MADRE DI MIA MADRE: DANIELA POGGI RACCONTA L'AMORE TRA MADRE E FIGLIA IN UN RECITAL TRATTO DA TAHAR BEN YELLOUN E DA SIMONE DE BEAUVOIR

PESCASSEROLI_IO MADRE DI MIA MADRE: DANIELA POGGI RACCONTA L'AMORE TRA MADRE E FIGLIA IN UN RECITAL TRATTO DA TAHAR BEN YELLOUN E DA SIMONE DE BEAUVOIR Comunicato stampa Io Madre di mia madre: Daniela Poggi racconta l'amore tra madre e figlia in un recital tratto da Tahar Ben Yelloun e da Simone de Beauvoir Lunedì 23 agosto 2010 - ore 21:00 FESTIVAL DI PESCASSEROLI (AQ) Daniela Poggi in Io madre di mia madre con i musicisti Giovanna Famulari e Massimo De Lorenzi e la collaborazione di Silvio Peroni Roma, 21 agosto 2010 - Lunedì 23 agosto alle ore 21:00 a Pescasseroli (Aq), Daniela Poggi sarà in scena con lo spettacolo Io madre di mia madre: una intensa testimonianza d'amore tra parole e musica.

21/ago/2010 13.49.27 Associazione culturale Mostacciano Contatta l'autore

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Comunicato stampa

 

 

Io Madre di mia madre: Daniela Poggi racconta l’amore tra madre e figlia in un recital tratto da Tahar Ben Yelloun e da Simone de Beauvoir

 

 

Lunedì 23 agosto 2010 - ore 21:00

FESTIVAL DI PESCASSEROLI (AQ)

 

Daniela Poggi in

Io madre di mia madre

 

con  i musicisti Giovanna Famulari e Massimo De Lorenzi

e la collaborazione di Silvio Peroni

 

 

 

Roma, 21 agosto 2010 - Lunedì 23 agosto alle ore 21:00 a Pescasseroli (Aq), Daniela Poggi sarà in scena con lo spettacolo Io madre di mia madre: una intensa testimonianza d’amore tra parole e musica.

Sul palco, insieme all’attrice due eclettici artisti: Giovanna Famulari e Massimo De Lorenzi che con piano, violoncello, voce e  chitarra eseguiranno brani di Bach, Puccini, Vivaldi, Satie, Debussy, Caccini. Il recital è diretto dalla stessa attrice in collaborazione con Silvio Peroni.

 

L’attrice si sofferma sul mondo degli anziani, sulle loro esigenze, sul distacco dalla vita, sull’attesa, sulla degenerazione delle cellule che può condurre al Parkinson, all’Alzheimer, al cancro.  Ci dice che spesso gli anziani sono abbandonati al loro destino, chiusi in ricoveri, “sopportati”; che molti figli dimenticano che quelle stesse persone sono le stesse che li hanno  generati. Ma racconta anche di anziani che vengono amati tanto da divenire essi stessi figli dei propri figli ed è questa tipologia d’amore che guida il suo spettacolo, partendo da due grandi autori - Ben Yelloun e de Beauvoir - nei quali ritrova la sua storia, la sua vita di madre di sua madre.

 

Lo spettacolo è soprattutto un inno alla vita, all’amore. L’amore e la dedizione di una figlia per la madre che chiude per poi riaprire il ciclo di vita in un continuo alternarsi di ruoli che ci vede madri, poi figlie poi…madri delle nostre madri.

 

 


Ufficio stampa
Grazia Iadarola
320/6004611
graziaiadarola@gmail.com




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