NOVO CRITICO - X incontro: Accademia degli Artefatti / Andrea Porcheddu - "Tre giorni per One Day" - Ven 26 / Sab 27 / Dom 28 NOVEMBRE 2010 ore 21 - ROMA - Kollatino Underground

25/nov/2010 13.47.16 Kataklisma Contatta l'autore

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Proseguono gli appuntamenti di Novo Critico 2010:
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Kataklisma

amnesiA vivacE


ROMA  dall'8 ottobre al 3 dicembre 2010

novocritico.blogspot.com

 
Novo Critico 2010
 
appuntamenti tra critica e nuova scena performativa

 

Otto compagnie di teatro e due di danza incontrano la critica in un contenitore ad hoc, unico nel suo genere in tutta Italia. Un progetto ideato da Elvira Frosini in collaborazione con amnesiA vivacE e le Università La Sapienza Roma Uno e Tor Vergata Roma Due, per un dialogo fra artisti, critici e studenti.

 
Il decimo appuntamento in calendario è  
 
 

Venerdì 26, sabato 27, domenica 28 novembre | ore 19.00 -22.00

KOLLATINO UNDERGROUND

Via G. Sorel 10 - Roma

 

ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI
incontra
ANDREA PORCHEDDU

 
nel decimo incontro di Novo Critico:
 
 Tre giorni per One Day
 
conferenza-spettacolo di e con Accademia degli Artefatti
partecipa Andrea Porcheddu (nei giorni del 26 e 27)
 
 
 
In occasione di Novo Critico, Accademia degli Artefatti presenta una conferenza-spettacolo per rivedere e riflettere su “ONE DAY finalmente vivere servirà a qualcosa”, un’esperienza artistica e produttiva indimenticabile.
 
Accademia degli Artefatti presenta Tre giorni per One Day venerdì 26, sabato 27, domenica 28 novembre nei locali del Kollatino Underground dalle ore 19.00 alle ore 22.00. Una conferenza-spettacolo dedicata al progetto produttivo di uno spettacolo di 24 ore che due anni fa non riuscì a debuttare a causa di problemi produttivi.
Dopo due anni Novo Critico permette alla compagnia di portare a termine quello che il regista Fabrizio Arcuri definisce “l’elaborazione di un lutto artistico” e insieme di ritrovare e rigiocare con i testi e gli umori di quello spettacolo. Un’occasione unica per comprendere che spettacolo sarebbe dovuto essere e che spettacolo non è stato. L’incontro sarà coordinato da Andrea Porcheddu, redattore di delteatro.it, e docente Iuav a Venezia.
 
Nell’occasione sarà presentato il volume One Day - finalmente vivere servirà a qualcosa” di Magdalena Barile/Accademia degli Artefatti edito da Titivillus
 
Ventiquattro ore tra Bucarest e Tijuana ascoltando i Kiss e leggendo Brecht, dove ogni ora è scandita da un evento, pubblico o privato che sia, grazie a Sophie Calle, Santiago Serra, Wang Quingsong, Cindy Sherman, attori che dormono e tecnici che fanno monologhi e una falsa Liz Taylor che racconta la storia di un ragazzino rumeno rapito e portato in Messico per venderne gli organi.
Dopo un periodo di voci sgranate e appena pronunciate, di spazi poco più che vuoti e di giochi umani prima ancora che attoriali, molto dopo DALL’INFERNO e subito dopo Crimp e Crouch, ci sembra il momento di fare più rumore, di occupare più spazio e in modo più dirompente, per giocare ancora con la ridondanza della realtà ma senza sottrarvisi.” [Fabrizio Arcuri].
 
ONE DAY si propone come un luogo e un tempo che ospitino il teatro in tempi in cui il teatro fatica a essere ospitato. È uno spettacolo sulle modalità produttive di fare spettacolo, sul senso di fare spettacolo, sul senso di non farlo. Uno spettacolo per il pubblico, sul pubblico e del pubblico. È uno spettacolo fatto di eccezioni, uno spettacolo pornografico, contro la pornografia; una storia emozionante contro l’emozione, contro il turbamento. ONE DAY non è un evento, ma è uno spettacolo sull’evento. Dura ventiquattro ore, non ha inizio e non ha fine: è già iniziato quando entra il primo spettatore e termina solo dopo che se ne andrà l’ultimo. La sua compiutezza risiede nella durata. Rimanda alla classicità della tragedia, dell’epopea, più che alla performatività contemporanea. Nel suo intero sviluppo mescola i generi, li ri-produce, li parodia, li rifiuta. E’ una festa, un’occasione di incontro tra spettacolo e pubblico, entrambi forzati alla reciproca – a tratti estenuante – comprensione. È anche un musical, che però si vergogna di esserlo. Finalmente vivere servirà a qualcosa non è solo un sottotitolo: è un’indicazione estetica e di lavoro, che fa propria e insieme condanna la tendenza tipica dei nostri anni a riprodurre, filmare, fotografare, inquadrare ogni avvenimento e ogni luogo.

 
ACCADEMIA DEGLI ARTEFATTI
Si forma intorno agli anni Novanta con lo specifico progetto di promuovere, organizzare e diffondere la cultura teatrale. Produce numerosi spettacoli, performance e azioni teatrali ed è ospite nelle più importanti manifestazioni teatrali e rassegne italiane. Vince la Biennale giovani di Roma del 1999 e nel 2000 il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica un’ampia retrospettiva dei lavori del gruppo. Gli ultimi anni, segnati dall'incontro con la drammaturgia inglese contemporanea e con gli autori Sarah Kane, Martin Crimp, Tim Crouch e Mark Ravenhill, hanno visto Accademia degli Artefatti impegnata in lunghe tournée per tutta Italia. In particolare con gli ultimi passaggi dei progetti Dress Code: reality (Tre pezzi facili e Attentati alla vita di lei di Martin Crimp), Ab-uso (An oak tree e My arm di Tim Crouch) e Spara, trova il tesoro e ripeti di Mark Ravenhill. Questa svolta drammaturgica ha portato la compagnia a ricevere il Premio Ubu 2005 per Tre pezzi facili e il Premio della Critica 2010.
 
ANDREA PORCHEDDU
È critico teatrale e giornalista, membro dell’Associazione Nazionale Critici Teatro e dell’International Association Theater Critics, insegna dal 2002 “Metodologia della critica dello spettacolo” alla “Facoltà design e arti” dello Iuav di Venezia. Ha insegnato “Animazione Teatrale” all’Università della Calabria e “Teoria e Tecnica della progettazione pedagogica” all’Accademia Silvio d’Amico di Roma. È stato direttore responsabile del bimestrale Teatro/Pubblico, edito dal Teatro Stabile di Torino fino al giugno 2007. Ha collaborato con diverse testate nazionali (Rai Radio3-Suite; RaiSat; RaiUno-Palcoscenico, Il sole 24ore, L’Unità, Stream Tv; Epolis; Dnews) e scrive per delteatro.it.
Ha pubblicato diversi libri, tra cui “Questo fantasma, il critico a teatro” (Titivillus, 2010); La storia e la visione: sessanta anni dell’Accademia Nazionale di Danza (Gangemi, 2008); Il falso e il vero: il teatro di Arturo Cirillo (Titivillus, 2008); Palermo dentro: il teatro di Emma Dante (Editrice Zona 2006); Per una nuova animazione teatrale (Edizioni Casa Teatro Ragazzi, Torino, 2006), L’invenzione della memoria: il teatro di Ascanio Celestini (Il Principe Costante edizioni, 2005), Il compagno di Banquo: scritti su teatro e scuola (Fabio Croce Editore, 2002), Adriatico, manuale per un viaggio teatrale nei Balcani (Edizioni Css Udine, 2001), Casa degli Alfieri, la terra e la poesia (Titivillus, 2001), numerosi saggi, sceneggiature e i romanzi Piccola tragedia, in minore (Edizioni Fabio Croce, 2000) e Amarti m’affatica (Maschietto Editore, 2006). Per RaiCinema è co-autore dei documentari Antigone e l’Impero (2008) e L’Italia del nostro scontento (2009). Dirige il Festival “Teatri delle Mura” di Padova dal 2006 al 2009, ha ideato e dirige il Festival “Sguardi-teatro contemporaneo in Veneto” ed è membro di numerose giurie nazionali ed internazionali di settore.
 

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