FEBBRAIO del CONSORZIO UBUSETTETE a Roma, Milano, Brescia, Napoli, Pavia, Foggia, Salerno, Taranto

--- 19 febbraio ore 21 Teatro Motoperpetuo - Pavia Daniele Timpano/amnesiA vivacE RISORGIMENTO POP memorie e amnesie conferite ad una gamba con Daniele Timpano, Gaetano Ventriglia drammaturgia e regia Daniele Timpano, Marco Andreoli L'Italia non risorge.

06/feb/2011 21.13.15 Kataklisma Contatta l'autore

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Oltre agli spettacoli
segnaliamo


dal 25 gennaio al 6 marzo
spazio Kataklisma - Roma

Elvira Frosini /Kataklisma
progetto ECCE PERFORMER
www.ecceperformer.blogspot.com


dal 24 febbraio al 2 marzo
Fonderia 900 - Roma

Dario Aggioli/Teatro Forsennato
Stage con JEAN-PAUL DENIZON
http://www.facebook.com/event.php?eid=170843612947784

*   *   *

dal 2 al 4 ore 18
Teatro San Genesio - Roma

27 febbraio ore 21
Suburban - Salerno

Mara’samort/Teatro Forsennato
TELEMOMò LIVE
di e con Andrea Cosentino

con una singolare tecnica di teatro di animazione Andrea Cosentino dà vita alla sua surreale televisione autarchica. “La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa” (K. Marx) TELEMOMO’ è la seconda volta della televisione. O del tramonto di un elettrodomestico. E’ televisione a filiera corta, autarchica, ecologica e interattiva. E’ il disvelamento esilarante della povertà del linguaggio televisivo, con il suo bagaglio di campi e controcampi, primi piani espressivi e dettagli significativi, che viene mimato mediante la povertà materiale di un teatrino d’animazione artigianale. Un cavalletto sul quale è fissata la cornice bucata di una televisione, tanto basta per rappresentare sceneggiati, telegiornali, documentari e pubblicità. Il montaggio è il dentro-fuori di primi piani reali e bambole di plastica che “tribbolano” sbatacchiandosi, mezzibusti televisivi fatti di barbie senza gambe, e ancora parrucche, giocattoli, pezzi di corpo e brandelli di oggetti. Telemomò è anche il pulpito dal quale lanciare “autorevolmente” improbabili proclami politici e surreali analisi sociologiche. Se la televisione ha fatto l’Italia di oggi, di lì si dovrà passare per disfarla.

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4 ore 21
In Quel Posto - Ladispoli (RM)

Teatro Forsennato/Dario Aggioli
SANGUE PALESTINESE
con Stefania Papirio, Sergio Lo Gatto, Angelo Tantillo, Elisa Carucci
di Marco Dotti
diretto da Dario Aggioli

Lo spettacolo narra le vicende di un commando assassino che in pochi anni ha ucciso sette intellettuali palestinesi, tra cui Wael Zuaiter, proprio a Roma più di 30 anni fa. La storia ripercorre il reclutamento, addestramento ed indottrinamento di questi da parte del Mossad, servizio segreto israeliano, e la loro successiva cattura. Le vicende personali di Zuaiter sono invece raccontate parallelamente da unʼamica. Punto focale dello spettacolo è la presentazione dei popoli coinvolti nel conflitto israelianopalestinese come sottomessi ad un sistema che li vuole vittime sempre, anche quando si è carnefici. Inoltre Sangue Palestinese, ha rappresentato il lavoro del Teatro Forsennato nella Rassegna promossa dallʼETI, “RESISTENZE”, nel dicembre 2003.

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12-13  ore 21
PIM OFF - Milano

14 ore 20,45
Palazzolo sull'Oglio (Bs)

dal 18 al 20 ore 21
San Carluccio - Napoli

28 febbraio ore 21
Taranto non dorme - Taranto

Mara'samort/Teatro Forsennato
in coproduzione con  Benvenuti SRL e Pierfrancesco Pisani
con la collaborazione di Kilowatt Festival
PRIMI PASSI SULLA LUNA 
divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo
di e con Andrea Cosentino
indicazion di regia Andrea Virgilio Franceschi
collaborazione artistica Valentina Giacchetti 
disegno luci  Dario Aggioli


Dice che la notte del 20 luglio del ’69 in tutto il mondo interplanetario Non c’è stato un furto, un omicidio, una rapina, uno scappellotto. Erano tutti li davanti a Neil Armstrong. E questo cosa vuol dire? Vuol dire che se tutti guardassimo di più la televisione il nostro Sarebbe un mondo migliore.

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19 febbraio ore 21
Teatro Motoperpetuo - Pavia

Daniele Timpano/amnesiA vivacE
RISORGIMENTO POP
memorie e amnesie conferite ad una gamba
con Daniele Timpano, Gaetano Ventriglia
drammaturgia e regia Daniele Timpano, Marco Andreoli

L’Italia non risorge. L’Italia non c’è. La Storia non c’è. Perché è sempre inattendibile, la Storia. Nella ricostruzione dello storico, come nei ricordi dei testimoni, nelle fiction, come nei romanzi, negli spettacoli dei Baliani e dei Paolini, dei Timpano, degli Enia e dei Celestini, così come nella Tv di Alberto Angela. E allora bisogna prendere tutto con le pinze perché tutto, ahinoi, dev’essere interpretato, aggiornato e discusso. Le cinque giornate di Milano, l’impresa dei Mille, Porta Pia e Pio IX, Garibaldi e Mazzini: altrettanti momenti e figure che propaganda, vulgata e retorica hanno appiattito, sbiadito e incastrato in quel mito di fondazione forzato, immaginario e falsamente concorde che chiamano Risorgimento. Con almeno un risultato di rilievo: che la parola Risorgimento, con buona pace di leghisti, neoborbonici e papisti, ci piace tanto. Come ci piace la pizza Margherita, tanto per restare in tema, e Garibaldi che comanda, e il panorama del Gianicolo, e le due chiacchiere a Teano, e Nino Bixio, uno dei mille, e persino l’inno di Mameli.
Perché tutto questo è pop. Non semplicemente popolare. Popolare è Pippo Baudo, popolari sono Albano e Miss Italia, Gigi D'Alessio e la Tatangelo, popolare è il partito di Casini. Ma Sergio Leone, cavolo, è pop; il Bacio Perugina è pop; Madonna, Battisti, Caparezza e Rey Mysterio sono pop. E Britney Spears: anche lei è pop. Anzi; la sua giovinezza è quasi neogaribaldina, così come le sue resurrezioni, i suoi rutti post-glamour, la sua retorica virginale.
E l’Italia? Con tutte le sue recrudescenze, con lo splendore millantato, con le mafierie del quotidiano, che cos’è oggi l'Italia?

Risorgimento pop è uno spettacolo sull’Italia che non c’è, sull’Italia che non sorge, che se è risorta, è rimorta, uno spettacolo sul Risorgimento, sui quattro padri della patria, Mazzini, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele, e sul suo antipapà, Pio IX. Due attori, risorti e rimorti, immortali cadaveri, soli in scena, in mancanza di Italia. Per un risorgimento pop.

drammaturgia e regia Daniele Timpano, Marco Andreoli
con Daniele Timpano, Gaetano Ventriglia
disegno luci Marco Fumarola
cadavere di “Giuseppe Mazzini” realizzato da Francesco Givone
progetto grafico di Pierluigi Rauco
musiche aggiuntive di Marco Maurizi
collaborazione artistica di Elvira Frosini

produzione amnesiA vivacE, Circo Bordeaux, RialtoSantambrogio, Voci di Fonte - Festival di Siena
con il sostegno di “Scenari Indipendenti” - Provincia di Roma
in collaborazione con Ozu, Area 06, Centro di Documentazione Teatro Civile, Consorzio Ubusettete

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20 febbraio ore 21
Torre dell'Acquedotto - Cusano Milanino (MI)

Daniele Timpano/amnesiA vivacE
ECCE ROBOT!
cronaca di un'invasione

uno spettacolo di e con Daniele Timpano
ispirato liberamente all'opera di Go Nagai


Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. Era l'Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell'ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l'infanzia tra robot d'acciaio.

Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga) lo spettacolo è il divertito ed autocritico racconto di una generazione cresciuta davanti alla Tv.

drammaturgia, regia, interpretazione di Daniele Timpano
ispirata liberamente all’opera di Go Nagai
musiche originali di Michela Gentili e Natale Romolo
disegno luci e voce narrante di Marco Fumarola
registrazioni audio effettuate presso il RialtoSantambrogio di Roma
montaggio audio a cura di Lorenzo Letizia
editing e missaggio a cura di Marzio Venuti Mazzi
aiuto regia di Valentina Cannizzaro e Marco Fumarola
progetto grafico di Alessandra D'Innella
foto di scena di Antonella Travascio
una produzione di amnesiA vivacE
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi, Consorzio Ubusettete 

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26 e 27 febbraio ore 21
Teatro dei Limoni - San Severo (FG)

Daniele Timpano/amnesiA vivacE
DUX IN SCATOLA
autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito
di e con Daniele Timpano
Spettacolo finalista del "Premio Scenario" 2005

Nella nostra bella Italia, tra le due guerre, fioriva in Italia uno statista meraviglioso: Benito Mussolini. Facciamo uno sforzo d’immaginazione collettiva: fate conto che sia io. Morto.

Un attore - solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di "Mussolini Benito"- racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel ’45 alla sepoltura nel cimitero di San Cassiano di Predappio nel ‘57. Alle avventure post-mortem del cadavere eccellente si intrecciano brani di testi letterarii del Ventennio (Marinetti, Gadda, Malaparte…), luoghi comuni sul fascismo, materiali tra i più disparati provenienti da siti web neofascisti, nel tentativo di tracciare Il percorso di Mussolini nell’immaginario degli italiani, dagli anni del consenso a quelli della nostalgia.

drammaturgia, regia, interpretazione di Daniele Timpano
collaborazione artistica Valentina Cannizzaro e Gabriele Linari
foto di scena di Valerio Cruciani, Massimo Avenali 
progetto grafico di Alessandra Dinnella
una produzione di amnesiA vivacE
in collaborazione con Rialto Santambrogio, Consorzio Ubusettete

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