Sanremo? No grazie. Primo flop al Festival. Rai furente con Mazzi-Presta: non portano le star all’Ariston

Rai furente con Mazzi-Presta: non portano le star all'Ariston.

12/feb/2011 13.24.56 STUDIO 254 Contatta l'autore

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Quelli che snobbano Morandi. GLI STRANIERI NON CI SONO
SANREMO? NO GRAZIE
PRIMO FLOP AL FESTIVAL

Rai furente con Mazzi-Presta: non portano le star all’Ariston



di PAOLO CRECCHI


SANREMO. Prima ha declinato l’invito Lady Gaga. Poi Richard Gere. Quindi Nicholas Cage, Antonio Banderas, Joan Baez, Javier Bardem... In viale Mazzini, a tre giorni dall’inizio del Festival, non c’è solo il vice direttore di Raiuno Gianvito Lo Maglio a scuotere la testa. Mai, a memoria d’uomo, il Festival aveva incassato tanti no da parte degli ospiti stranieri, valore aggiunto della manifestazione e spesso suo salvagente. Al punto che sarà contrabbandato come evento l’arrivo di Andy Garcia, la star più inflazionata della televisione europea, l’attore che nei palinsesti nazionali si è già speso nei Migliori Anni della nostra vita e a Miss Italia nel mondo. Le millanterie di Gianmarco Mazzi e Lucio Presta, ribattezzati il Gatto & la Volpe per come si sono impossessati del Festival, sono arrivate al pettine. E il povero Gianni Morandi, che ci ha messo la faccia e il prestigio di una carriera ultraquarantennale, rischia di pagare per tutti.

Gli strateghi. Il Gatto & la Volpe l’avevano pensata bene. Via Carlo Conti, il conduttore prescelto dal direttore di Raiuno Mauro Mazza, e progetto alternativo con Gianni Morandi, artista ben voluto da tutti e icona dell’Italian Style. Morandi avrebbe dovuto garantire i contatti: in patria e soprattutto all’estero, dove ancora oggi c’è chi piange intonando In ginocchio da te.
Errore pagato carissimo, perché un conto è saper cantare o allestire uno spettacolo, per poi magari condurlo, un altro trattare l’ingaggio delle star. Mazzi, che solo l’anno scorso è riuscito a collezionare i no di Baglioni, Dalla, Jovanotti, Venditti, Tiziano Ferro e Ligabue, avrebbe dovuto saperlo. Presta, il manager dei divi che organizza assieme a Mazzi il Festival senza averne l’incarico, anche: dodici mesi fa si dovette muovere lo stato maggiore della Rai per convincere Jennifer Lopez, rimasta indifferente alla corte del Gatto & della Volpe malgrado non ci fossero (come non ci sono quest’anno) particolari limitazioni di budget. Stavolta non si è mosso nessuno: i vertici sono furenti.

Il colpaccio. Gli organizzatori del Festival ribattono che ci sarà Robert De Niro. Grazie al produttore cinematografico Aurelio De Laurentis, però, che ha obbligato l’antico Taxi Driver a promuovere in prima persona il film Manuale d’amore 3, in programma nelle sale italiane a partire dal 25 febbraio. Uno spot bello e buono, con proiezione di trailer e intervista a seguire affidata a Elisabetta Canalis. La valletta numero due intende «interagire con la conduzione», ha dichiarato, e si possono immaginare le domande se deciderà di proseguire con tanta levità di linguaggio. Tra l’altro l’ex velina dovrà farsi perdonare la promessa mancata: si è guadagnata il palco dell’Ariston giurando che sarebbe stata accompagnata da George Clooney, e senza di lui perde la sua ragion d’essere invitata.
Sulla latitanza del fidanzato, il retroscena sarebbe di carattere contrattuale. Nella finta relazione tra Elisabetta e George, studiata a tavolino per smentire l’omosessualità di Clooney e non fargli fare la fine di Rupert Everett, punito da Hollywood con l’emarginazione dopo l’outing, è lei che deve farsi vedere dove c’è lui e non viceversa. Le sconsolanti dichiarazioni della Canalis che circolano sul web, «sono contenta di frequentare i red carpet nel ruolo di fidanzata», hanno confermato finora la clausola del contratto.

Il Paese dei Balocchi. Gianni Morandi, indipendentemente dalla riuscita del Festival, l’anno prossimo lascerà il posto a Paolo Bonolis. Lo ha deciso Lucio Presta, che tra i tanti incarichi ufficiosi ricopre anche quello, ufficiale e grondante conflitto di interessi, di agente di Bonolis. Non è un caso che Paolino sia in scadenza di contratto con Mediaset, e non sono un problema le sue richieste economiche, ben superiori agli 800mila euro pretesi da Morandi.
Tuttavia Bonolis non sarà mai succube di Presta, come ha già dimostrato nel 2009, ed ecco perché la 61a edizione del festival rappresenta la grande occasione per il Gatto & la Volpe: per restare in tema, è il loro Paese dei Balocchi. Scelti i cantanti e persino gli orchestrali che decideranno il vincitore, imposta Belén malgrado lo scandalo della cocaina e il fidanzamento a orologeria con Fabrizio Corona, fatti fuori il capostruttura della Rai Antonio Azzalini e gli autori Cesare Lanza e MassimoCotto, Mazzi e Presta dispongono quest’anno persino dell’ufficio stampa del Festival e addirittura di un albergo, che hanno vietato agli ospiti sgraditi. Potere assoluto, a Sanremo. Ma appena messo il naso fuori...

crecchi@ilsecoloxix.it 


IL SECOLO XIX, 12-02-11

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