Elvira Frosini /Kataklisma - MARZO 2011

25/feb/2011 21.53.52 Kataklisma Contatta l'autore

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Kataklisma
Consorzio Ubusettete

 



Elvira Frosini /Kataklisma 
MARZO 2011


 
ROMA
7 marzo - h 21
progetto ECCE PERFORMER
IL SOLITO SHOW
appunti di lavoro sulle icone del nulla
Centrale Preneste
Via Alberto da Giussano, 58
ingresso libero
info: 0625393527
kataklismateatro@gmail.com
ecceperformer.blogspot.com


LADISPOLI
8 marzo - h 21
CIAO BELLA
spazio "In Quel Posto"
via  Vilnius
inquelposto@hotmail.com



ROMA
dal 10 al 13 ; dal 17 al 20 marzo
rassegna UBU REX II - il teatro che divora
K-O-Incidence - serie di performance
[Can you eat me?]
[Dejeneur]
[Vetri]
Teatro Arvalia
Via Quirino Majorana, 139
Tel.  06 55382002 -  333 4366182
arvalia.lofficinadelteatro@gmail.com



TORINO
25 - 31 marzo 
residenza per "DIGERSELTZ" + Workshop
Officine Caos
Piazza Montale, 18
tel: 011.7399833
info@stalkerteatro.net
www.stalkerteatro.net/stagione09/programma11.htm

TORINO
1 e 2 aprile - h 21
DIGERSELTZ - secondo studio
2 aprile - h 22
CIAO BELLA
Officine Caos
Piazza Montale, 18
tel: 011.7399833
info@stalkerteatro.net
www.stalkerteatro.net/stagione09/programma11.htm



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Kataklisma / progetto Ecce Performer

IL SOLITO SHOW
appunti di lavoro sulle icone del nulla

creazione nell'ambito di “Ecce Performer” 2010-11
con il contributo di
Roma Capitale
Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione

un progetto di Elvira Frosini
in collaborazione con   Attilio Scarpellini


con: Angela D'Alessandro, Maria Francesca Lisci, Giuseppe Marzio,
Stella Novari, Alessio Pala, Caterina Paolinelli, Valerio Peroni,
Fabio Ramiccia, Elisa Turco Liveri, Simone Zacchini

testi drammaturgici: Francesca Blancato, Andrea Ciommiento, Sonia Di Guida
direzione drammaturgia: Attilio Scarpellini
regia:  Elvira Frosini
progetto luci: Dario Aggioli
produzione: Kataklisma & Consorzio Ubusettete, Ecce Performer 2010-11
con la collaborazione di : Daniele Timpano, Daria Deflorian
progetto grafico: Antonello Santarelli

Un gruppo che non sarà mai un gruppo tenta continuamente di portare a termine un'azione
non meglio definita, uno show, un flash mob, un provino, una guerriglia.. nel tentativo di entrare
in un'immagine che sfugge continuamente. Dispersi nelle direzioni, in bilico tra identità e vite slittanti,
sono surfisti sul crinale tra vita e spettacolo, in competizione con un'esile e improbabile trama da fiction 
che scorre parallela (come in un blog) e sembra essere  paradossalmente più reale di loro.

Il solito show è quello che insensibilmente mettiamo in scena ogni giorno facendo lo slalom tra
la nostre esistenze virtuali: aggiornando profili sui social network, intessendo relazioni sui telefonini,
comportandoci come spettatori e a un tempo candidati di un reality generalizzato di cui non
conosciamo le regole ma di cui subiamo l’oscura immanenza. E’ un tentativo di fare un passo ulteriore
in quella società del futuro dove, come preconizzava Andy Warhol, tutti avranno diritto ad almeno
un quarto d’ora di gloria, una discesa nell’inferno soffice di una spettacolarità divenuta gioco sociale
e forma della vita quotidiana. Il solito show è lo spazio disciplinare da cui tutti un tempo volevano
fuggire, mentre oggi si accapigliano per entrarci: la casa senza l’intimità, il sociale senza la solidarietà,
 il divismo senza il talento.  E’ il mondo “realmente rovesciato” dove anche il vero diventa un momento del falso. 

Dans le monde réellement renversé, le vrai est un moment du faux (Guy Debord)



“ECCE PERFORMER” è un percorso di ricerca e sperimentazione nell'ambito
delle arti performative e della drammaturgia.
Nell'edizione 2010/2011 la sperimentazione/creazione è stata condotta da Elvira Frosini / Kataklisma,
e integrata da due master classes con Daria Deflorian e con Fabrizio Arcuri/accademia degli artefatti.
La sezione drammaturgica è stata diretta da Attilio Scarpellini.

Gli attori/performer  selezionati hanno affrontato un lavoro pratico e  teorico in ambito performativo attraverso:
-un laboratorio di ricerca intensivo con Kataklisma, dal 25 gennaio al 5 marzo 2011
-un ampliamento delle esperienze attraverso due incontri/master classes con
Daria Deflorian e con Fabrizio Arcuri/accademia degli artefatti
i drammaturghi selezionati hanno condotto un lavoro di ricerca e scrittura drammaturgica
a stretto contatto con il lavoro degli attori sotto la direzione di Attilio Scarpellini

Inoltre il progetto ha previsto:
-incontri speciali con critici  (Antonio Audino, Graziano Graziani, Sergio Lo Gatto)
e docenti universitari (Roberto Ciancarelli, Donatella Orecchia, Gilberto Scaramuzzo),
 un incontro di approfondimento organizzativo con Debora Pietrobono.

L'intero lavoro di sperimentazione ha realizzato un primo studio per uno spettacolo,
 con prove aperte al pubblico il giorno 5 marzo nello Spazio Kataklisma
e con rappresentazione pubblica il 7 marzo 2011 nel teatro Centrale Preneste di Roma


Il progetto è realizzato grazie a Roma Capitale - Dipartimento cultura - Servizio Spettacolo
e in collaborazione con
e-theatre.it - Colosseo Nuovo Teatro
DAMS di Lettere e FIlosofia dell'Università di Tor Vergata - prof. Donatella Orecchia
DASS, Facoltà Scienze Umanistiche, La Sapienza, Università di Roma - prof. Roberto Ciancarelli

MimesisLab Università di RomaTre - prof. Gilberto Scaramuzzo 

info: tel 338 34766616
ecceperformer@gmail.com

www.ecceperformer.blogspot.com




Elvira Frosini / Kataklisma

CONSORZIO UBUSETTETE

CIAO BELLA

istruzioni per un buon risveglio



di e con: Elvira Frosini

disegno luci : Ilaria Patamia e Marco Fumarola
voce registrata: Marco Fumarola
foto: Jacopo Quaranta
progetto grafico: Dario Aggioli
produzione: Kataklisma

si ringraziano: Centro di Documentazione Teatro Civile, Armunia,
Teatro Rebis di Macerata, Teatrombelico dell'Aquila, spazio Hangar Ancona,
Daniele Timpano, Alessandra Di Lernia

Onirica e surreale, Ciao Bella è la produzione 2010 di Elvira Frosini, autrice, regista e performer di Kataklisma.

Una sola persona in scena. Una donna vestita di bianco e di rosso. Uno sguardo ironico, divertito e desolato
sulla Bella Addormentata come metafora di questi tempi offuscati, patinati e narcolettici.
Il titolo richiama il nome di una recente festa romana del partito democratico, ex festa dell'Unità, tragica inversione
dei termini consueti di origine partigiana: bella ciao. Procedendo per accumulazione di linguaggi, slittamenti, associazioni,
ellissi, il lavoro si muove tra la fiaba e Beatiful, tra slogan politici e jingle, consigli per gli acquisti e chat da rotocalco,
sullo sfondo della fine della Storia.


La Bella Addormentata non ha più davanti l'orizzonte del risveglio?
Chi la sveglierà? Un ranocchio, un principe, un generale, un top manager, un Presidente del Consiglio, un presentatore,
un assassino, uno slogan politico?

In questo sonno la performer incastra azioni, trasla posizioni, incarna immaginari posticci, posture, cliché, intavola piccoli
dialoghi con il pubblico, inscena a più riprese tentativi di risveglio, chiusa nel reticolato di oggetti/feticcio che ne determinano
 l'esistenza nello spazio vuoto della scena.

La figura-archetipo della Bella Addormentata si diluisce, si espone, si banalizza, diviene il desolato simulacro di questa melma
zuccherina e asfittica, di questo Bel Paese tronfio e sonnolento che ha nella mascherata avanguardia mediatica, nella reiterazione,
 nella copia, nel jingle, i cardini di un efficiente sistema di controllo sociale, politico, artistico. La Bella Addormentata è il nostro tempo,
senza orizzonte di risveglio.


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Elvira Frosini /Kataklisma 

K-O-Incidence

un progetto di Elvira Frosini/Kataklisma
collaborazione artistica:  Daniele Timpano; Antonello Santarelli
produzione: Kataklisma

K-O-Incidence è una serie di performance che Kataklisma realizza sia in spazi teatrali sia in  spazi non convenzionali.
 Le performance incrociano e nutrono altri lavori, si innestano e si diramano dai progetti che Kataklisma sta realizzando,
 si mettono in relazione con situazioni, spazi, tempi e occasioni nei quali è possibile un incontro, un in-cidente,
una co-incidenza.


Can you eat me?
di e con  Elvira Frosini
 

Una performance scaturita dalla ricerca per la nuova produzione 2011 sul tema del cibo, un rivolo che scorre e si chiude.
Un fiume di parole, parole che vengono vomitate, costante masticare, adesione onnivora al mondo, ossessione del mangiare.
In bilico fra mangiare ed essere  mangiati, divorare ed essere divorati, il performer in pasto al pubblico, in pasto agli
occhi famelici o svogliati. Un corpo in scena: marginale, precario, fragile; pasto per la festa, fatto di spreco assoluto.
Corpo digerente, spettatore digerente.


Dejeneur
da: “Serie su Bandiera”
un progetto di Elvira Frosini
con Giada Oliva, Simone Zacchini

Dejeneur. Un uomo e una donna. Dejeneur sulla bandiera-tovaglia. 

“Serie su Bandiera” è un progetto di performance e installazioni realizzate su una bandiera.
Le performance verranno realizzate partendo da questo oggetto simbolico, dallo spazio fisico e dagli
immaginari che l'oggetto-bandiera schiude ed emana, e dall'incontro di questo sovraccarico con i corpi.


Vetri
un progetto di Elvira Frosini
con Giada Oliva, Simone Zacchini


Una performance dietro i vetri. Due corpi si ricompongono. Ciò che accade è più di ciò che vediamo.
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Elvira Frosini /Kataklisma

DIGERSELTZ
secondo studio

un progetto di Elvira Frosini

collaborazione artistica:  Daniele Timpano
disegno luci: Dario Aggioli
materiali di scena:  Antonello Santarelli
produzione : Kataklisma
in collaborazione con: Arti Vive Festival, Officine CAOS/Stalker Teatro, Consorzio Ubusettete


Imboccare, rimpinzare, rimpinzarsi. Accumulazione, spreco, pance, bocche, instestini, scarti.

Il progetto, dal titolo “Digerseltz” si muove partendo dal tema del cibo, del mangiare. Il cibo come
ossessione del nostro tempo (di tutti i tempi?); il cibo come tema politico; mangiare come insopprimibile
azione di sostentamento,  pratica culturale massificata, metafora ossessiva, implosione autodistruttiva.
 Eppure pur sempre azione sotterraneamente rituale, legata al rapporto con il nostro corpo/fame,
con la morte, con il sacro, con una comunità.


I corpi in scena che mangiano e si fanno mangiare - mangiare le parole, ingozzarsi di parole, indigestione
di parole - come agnelli in mezzo ai lupi, capro espiatorio, banale sacrificio dato in pasto al pubblico, 
agli occhi famelici o svogliati. L'attore in scena, marginale nella sua irriducibile alterità, consuma gli scarti,
 l'eccedente, lo spreco, si fa corpo digerente, fragile “Digerselz” della realtà ingozzata.
L'artista è come il maiale: non si butta niente.


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info:
KATAKLISMA
tel: 338 3476616

kataklisma@kataklisma.it
www.kataklisma.it



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elvira frosini

kataklisma

via g. de agostini 79 - roma -italy

tel +39 338 3476616

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