cs si conclude con due appuntmaenti speciali BMotion

01/set/2011 13.35.11 Operaestate Festival Veneto Contatta l'autore

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comunicato stampa e immagine con preghiera di pubblicazione
 

GRAN FINALE DI B.MOTION CON DUE PRIME NAZIONALI: IL TEATRO VISIVO DI TEATRO PERSONA E IL CRUDO LINGUAGGIO DI FIBRE PARALLELE. IN CHIUSURA IL MODELLO IPERTESTUALE DI CHICO/MATJEVIC

 

Sabato 4 settembre ultima giornata di programmazione per B.motion, il segmento di Operaestate dedicato ai nuovi linguaggi della scena con un calendario ricco di proposte. Debuttano a Bassano i nuovi lavori di due tra le compagnie italiane più interessanti del teatro contemporaneo: Teatro Persona (h 21 Teatro Remondini), con un progetto di forte impatto visivo, e Fibre Parallele (h 22.15 CSC Garage Nardini), con i loro testi crudi che scavano tra riti e tradizioni del sud Italia. Chiude il festival il duo Chico/Matjevic (h 23 Palazzo Bonaguro), esperienza europea espressione di un linguaggio ipercontemporaneo.

 

Ultimo capitolo della “Trilogia del Silenzio” sviluppata da Teatro Persona in questi ultimi anni, lo spettacolo “A U R E” è ispirato all’opera di Marcel Proust “Alla ricerca del tempo perduto”, un testo di tremilacinquecento pagine, un fiume placido e solenne di parole che è al contempo un capolavoro pittorico e una sinfonia perfetta di suoni e rumori.  Come già accaduto per i due precedenti lavori ispirati a Beckett e a Schulz, ciò che Teatro Persona trova pertinente alla scena non è però la parola o la drammaturgia come la si intende oggi, né tanto meno le storie raccontate in quelle opere pressoché perfette, ma i meccanismi che ne governano la natura. Opere letterarie come puro fatto materico.

Nel caso di Proust, questa materia scenica si sostanzia secondo le leggi pittoriche dell’impressionismo, visivo e sonoro. In Proust tutto trasfigura continuamente, si agita, fluttua, si muove in un mondo che è quello reale ma è spinto da qualcosa che appartiene all’altra sfera, così come il sogno si compie in una dimensione che non è la realtà ma che dalla realtà trae nutrimento, rubandone le immagini.  Sulla scena prende forma così in paesaggio sonoro sospeso e raffinato, dipinto di aure, aloni indicibili che circondano ogni cosa, che vibrano, si confondono e si dileguano nella  grande casa dagli echi ottocenteschi abitata dai tre protagonisti.

 

Altri sapori quelli messi in campo da Fibre Parallele in “Duramadre”, secondo spettacolo proposto nel corso dell'ultima serata e come per il precedente coprodotto dal festival. Uno spettacolo duro e selvaggio come questa nostra vecchia terra abusata che per reazione vomita e si ribella. Sul palco madre natura ha le fattezze di una vecchia decrepita, donna rancorosa del sud, che sputa catarro e sentenze. Scaltra, intelligente, ma senza cultura, forte come una belva pronta a sbranare la sua preda. Una matriarca che ama i propri figli fino a farli morire.

Con questo lavoro Fibre Parallele proseguono il loro complesso e fortunato percorso che li ha portati ad essere una tra le compagnie più programmate ed apprezzate dell'ultima generazione. Alla base di tale successo alcuni temi ricorrenti come l’incastro tra l’evoluzione e l’arcaismo in cui si incaglia l’umanità, la reiterazione rituale, la stasi eterna. Dicono le Fibre Parallele che ciò che si è, è figlio di qualcos’altro, che il salto delle epoche avviene in rapporto alle precedenti; così l’uso al contemporaneo del classico, dell’epica, è una vertigine da cortocircuito espressivo, come comprimere Modernismo e Tradizione, le due epoche del ciclo universale della Storia, a farle toccare e, infine, compromettere.

 

Dall'arcaismo di Fibre Parallele si passa all'ipercontemporaneità del duo italo sloveno Chico Matijevic. La loro performance, “I am 1984”, è un’avventura che parte dalla Jugoslavia, per raggiungere molto altro: la storia mondiale ma anche il cinema, la cultura pop, le arti e le scienze, fino alla realtà virtuale nata con l’avvento dei videogame e di internet. Un percorso multiplo e psichedelico che mette in connessione il sorriso di Monna Lisa e quello della ballerina Mia Slavenska del Ballets Russes, la faccia di Mickey Mouse e il ghigno assatanato di Pac Man.

In scena Barbara Matijevic crea uno spazio performativo come fosse la mappa mentale di una città che si esplicita in disegno, trasferendo l'azione scenica sulla carta. I vettori risultanti da legami, dati, emozioni rimangono traccia evidente, traiettoria grafica, trascrizione simbolica di una coreografia verbale.

 

La giornata di conclusione prevede anche un un incontro con Massimo Munari del Teatro del Lemming, per la presentazione del libro: "Edipo. Tragedia dei sensi per  uno spettatore", condotto da Roberta Ferraresi alle ore 11.00 a Palazzo Bonaguro.

 

Info e prevendita presso Biglietteria Operaestate in via Vendramini 35 a Bassano tel. 0424 524214 - 0424 217811. Info anche 0424 217819 e sul sito www.operaestate.it

 

Alessia Zanchetta
OperaEstate Festival Veneto
Comunicazione
tel. 0424 217804

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