Oltre 50 mila le presenze complessive per l'edizione 2006 del Carpino Folk Festival

08/set/2006 12.10.00 Ufficio Stampa Antonio Piccëninnë Contatta l'autore

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Carpino, 08/09/2006.
A distanza di un mese il resoconto della XI edizione del Carpino Folk
Festival.

Oltre 50 mila le presenze complessive e oltre 80 i volontari impegnati.
Sono i numeri della 11ma edizione del Carpino Folk Festival forniti
dall'Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
L'edizione di questo anno ha fatto registrare il "tutto esaurito" in tutte
le sette serate del festival.
La serietà dei corsi e dei seminari, l’ospitalità e l’allegria di
un’intera cittadina che trasforma il proprio paese in una schietta e
laboriosa factory di musica popolare, la festa, la cultura, l’orgoglio per
questa unicità e la piacevole scoperta di un Sud che valorizza le proprie
tradizioni senza cadere in scontati cliché, sono stati alla fine gli
ingredienti giusti del successo della XI edizione del Carpino Folk Festival.

"Era difficile uguagliare i numeri delle decima edizione, quella della
Reunion - ha detto la Presidente dell'Associazione Mattia Sacco - ma il
pubblico, nonostante il rischio di pioggia che ha caratterizzato questa
edizione, ancora una volta ci ha premiati e questa undicesima edizione si
chiude consegnandoci nuova linfa per poter svolgere e raggiungere i nobili
obiettivi che ci siamo posti.
Ora tocca rimetterci al lavoro, non staccare la spina con le istituzioni,
in particolare con la Regione Puglia affinché insieme alla Provincia di
Foggia, al Parco Nazionale del Gargano, alla Comunità Montana del Gargano
e al Comune di Carpino si arrivi a dare stabilità alla nostra
manifestazione che con gli anni è riuscita come poche altre ha stimolare
la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le
proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna
di essere rivalutata.
Ormai sono undici anni che mostriamo di saperci fare e di essere la parte
sana e attiva del Gargano. Non è da tutti gestire cosi tanti eventi e
artisti cosi come abbiamo fatto noi qui a Carpino per di più senza nessuna
società di management e di produzioni culturali alle spalle.
Ringrazio tutte le istituzioni e i privati che hanno creduto in noi, le
migliaia di giovani che sono accorsi a Carpino, tutti i ragazzi che
volontariamente hanno contribuito con il proprio lavoro, privandosi di un
mese di ferie, alla riuscita della manifestazione e infine tutti gli
artisti che hanno accettato il nostro invito. Grazie, grazie a tutti."
Ufficio Stampa
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

La manifestazione ricordiamolo, alla sua XI edizione, nel suo insieme si è
svolta dal 31 luglio al 6 agosto 2006.

In particolare essa è stata articolata cosi come segue:

SuonidiPassi - Laboratori didattici
Conformemente agli obiettivi statutari la manifestazione del 2006, come
quelle precedenti, ha avuto azioni di valorizzazione e fruizione del
patrimonio artistico, storico, ambientale e culturale del Gargano, in
particolare sono stati organizzati :
CORSO DI DANZA POPOLARE ITALIANA
CORSI DI MUSICA POPOLARE
-chitarra battente
-tamburello

Il corso di ballo popolare diretto da Pino Gala e Tamara Biagi ha avuto
una durata di 27 ore ed è stato rivolto a 19 partecipanti provenienti da
tutta l’Italia e 7 provenienti dalla Francia. Il repertorio che i
partecipanti hanno potuto seguire ha riguardato la tarantella di Carpino,
di S. Giovanni Rotondo e di Ischitella, il valzer fiorato e la tarantella
della Murgia dei Trulli, lo scozio e la tarantella del Pollino, la
tarantella figurata e la quadriglia lucana.
Il corso di chitarra battente diretto da Roberto Mennona ha visto la
partecipazione di 6 partecipanti provenienti da tutta l’Italia che nel
corso di 12 ore hanno potuto apprendere tutto il repertorio garganico.
Il corso di tamburello diretto da Matteo Gabriele ha visto la
partecipazione di 9 partecipanti provenienti da tutta l’Italia che nel
corso di 12 ore hanno potuto apprendere tutto il repertorio garganico.

CarpinoEtnoCinema
L'obiettivo è sempre quello di studiare in un modo ancora più diretto la
relazione esistente tra la musica ed il cinema, dalle sue origini, fino
alle più recenti produzioni di registi che pongono la musica quale
elemento centrale e determinante della loro realizzazione artistica.
Quest’anno è stata la volta di Davide Marengo con il film documentario
“Craj” presentato nella serata del 1° agosto, dopo essere stato premiato
l’anno scorso alla Biennale di Venezia. L’associazione ringrazia
sinceramente il regista Marengo per la sua disponibilità e gentilezza.
Infatti pur non potendo essere presente, sta girando il suo prossimo
lavoro, ha voluto salutare il pubblico presente ad ogni costo con la sua
voce e lo ha fatto grazie ad un collegamento telefonico prima delle
proiezione del suo lavoro. Ospiti della serata i Cantori di Carpino e
moltissimi appassionati e operatori del settore.
“CRAJ” è un viaggio ideale attraverso la terra e la musica popolare della
Puglia, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e
dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano verso il profondo sud della
Puglia. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della
musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino, Antonio Maccarone e
Antonio Piccininno, nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena in
provincia di Foggia, recentemente scomparso, e nel salentino per
eccellenza, Uccio Aloisi.

Quattro maestri ottantenni che con la loro musica travolgente e
commovente, e con il racconto diretto della loro storia e della loro vita,
ci aprono le porte di una tradizione che fa incontrare l’antico e il
moderno e che ancora ha molto da insegnare.
E’ un viaggio nella memoria che vuole restare nel Domani, come una
necessità incontrollabile. Una grande, indimenticabile, festa popolare.

FestaFesta
Musica e tarantelle tra vicoli e piazze nel corso del quale si ha modo di
sfoggiare il repertorio appreso nei Laboratori grazie all’esibizione degli
stessi insegnanti che cosi facendo restituiscono a Carpino e al giudizio
severo dei carpinesi quanto a loro volta hanno potuto apprendere e oggi
insegnare.
In “piazzetta” colorati da stupende maschere della tradizione partenopea
si sono esibiti in versione assolutamente acustica gli “Aperitivi”, un
gruppo di provenienza francese che in ogni modo e con tanta forza ha
voluto essere presente al festival e che l’associazione ringrazia
doverosamente.

CarpinoLetterario
Il 1° agosto è stata la volta di Luca Ferrari e il suo "Folk
Geneticamente Modificato". Musiche e musicisti della moderna tradizione
nell’Italia dei McDonald’s, con allegato CD.
Mai come in questi ultimi tempi il folk è uscito dalle cantine e dal giro
stretto degli appassionati per essere apprezzato da un pubblico di massa.
Protagonista della contaminazione nel rock e nella world music, anche nel
nostro paese è emerso un movimento di musicisti e gruppi che si sono
lasciati alle spalle l'obbligo della "riproduzione fedele" per dare vita a
una musica senza confini che, passati i tempi dei campi e delle officine,
fa i conti coi ritmi della vita stessa, forte di nuovi strumenti, nuove
tecnologie, nuove geografie.


La Notte di chi Ruba Donne - Concerto della Tradizione
La Notte di chi ruba donne è la notte in cui si gira per il paese a “fare
innamorare le belle donne affacciare alla finestra", la notte dei sonetti
fatti a serenate. "Notte di luna, notte di stelle, questa è la notte di
chi ruba le donne, (a Carpino) chi ruba le donne non si chiama ladro ma si
chiama giovanotto innamorato".
Notte di danze al ritmo di musiche lontane, perse nella memoria dei secoli
e riattualizzate tanto da rendere il presente in diretto contatto con il
passato; notte di canti e di strani incontri tra culture diverse, in una
Carpino che guarda lontano.
In questa notte magica, il 2 agosto, si è reso omaggio alla tradizione con
le esibizioni di :
- I CANTORI DI CARPINO
- I SUONATORI E CANTATORI DI COLLIANO (Salerno)
- I CUGINI NIGRO (Calabria)
- LI SANTANDUNJRË di Penna Sant'Andrea (Abruzzo) .
Carpino ha vissuto dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande
richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di
scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con
la cultura popolare di diverse località italiane. La Notte ha registrato
un'eccezionale successo di pubblico dando vita ad un'esperienza collettiva
unica che mette in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della
musica popolare di questo territorio.

Ma questa edizione del festival è stata la prima dopo la scomparsa del
maggiore esponente delle musica popolare garganica: Andrea Sacco. Una
lunga vita trascorsa a cantare e suonare la musica della sua terra. Un
artista non valutabile né dal punto di vista della “pura” poesia, ne dal
punto di vista della "pura" musica, infatti in quanto vero cantore di
musica popolare, in Andrea Sacco la musica e la poesia non si sono mai
divisi. Il suo canto popolare esprimeva in un certo senso la sua e la
nostra esistenza. Una storia unica al mondo.

Per omaggiare Andrea Sacco l'associazione ha organizzato sempre il 2
agosto, un convegno dal tema “Carpino: Terra di Esplorazione,
Espropriazione e Riappropriazione della propria identità Culturale”.
Purtroppo l’esplorazione e l’espropriazione sono avvenute alla grande qui
a Carpino, mentre la riappropriazione o meglio la consegna a Carpino della
propria identità è un tema ancora difficile da affrontare.
Erano stati invitati diversi studiosi a partire dal maestro Roberto De
Simone, quindi l’Accademia di Santa Cecilia, ma anche la Fondazione Alan
Lomax, ma non hanno potuto essere presenti (?).
L’associazione consapevole delle numerose difficoltà è decisamente per la
politica dei piccoli passi e quindi confida per il futuro di vedere
tornare a Carpino tutti coloro che nel nostro paese già sono stati in
passato, con quanto espropriato.
Ringrazia invece i presenti che invitati dall’associazione, fin
dall’inizio hanno manifestato interesse e gioia di ritornare a Carpino, in
particolare Antonello Ricci, Roberta Tucci, Pino Gala e Ettore De Carolis.
Quest’ultimo in modo particolare ha interpretato il giusto senso del
dibattito (in forte contrasto con gli altri ospiti ha preferito non
intervenire) quindi ha voluto donare all’associazione la sua raccolta
operata nel 1987 e ben 10 puntate della trasmissione radiofonica, andata
in onda su Radio 3, tra il 1987 e il 1988, dal titolo “Appunti sulla
musica folclorica”.
Con loro si è riflettuto sulla utilizzazione, spettacolarizzazione e sulla
destinazione dei repertori musicali di Carpino e, speriamo, che loro e voi
tutti ci doniate nuova linfa per proseguire il lavoro che ogni anno
presenta sempre maggiori e nuove difficoltà ma anche tante, grosse
soddisfazioni.
Sono intervuti, quali spettatori, il Presidente delle Provincia di Foggia,
Stallone, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Gatta, il
Presidente della Comunità Montana del Gargano, Pinto, e il Sindaco di
Carpino, Trombetta.

CarpinoFolkFestival2006 - Il festival della musica popolare e delle sue
contaminazioni
Questa è la sezione della manifestazione completamente dedicata ai
concerti degli artisti di culto e giovani emergenti, icone della musica
folk di provata esperienza e luminosa carriera che hanno sintetizzato i
variegati percorsi della musica popolare con le sue espressioni ancora
ortodosse.
Il Carpino Folk Festival è tradizionalmente un festival molto eclettico,
che offre ogni anno al suo pubblico differenti opportunità di approccio
alla musica. Ci sono concerti per la tradizione in piccoli spazi e grandi
spettacoli in piazza. La musica in piazza, dove non si paga nessun
biglietto, è una tradizione antica per una manifestazione che non ha i
tratti snobistici dell’esclusivismo e che non respinge nessuno. Il Carpino
Folk Festival dopo tutto è nato così, come una grande festa popolare a
ritmo di tarantelle. E la tradizione continua anche se da allora molto è
cambiato. Quello che si suona nella piazza ovviamente non è la musica
popolare degli studiosi. È la musica popolare degli interpreti: è la
musica dell’allegria, del ballo, dell’amicizia. Ogni anno il Carpino Folk
Festival allestisce un cartellone ricchissimo per i suoi concerti in
piazza, un cartellone generoso con decine di artisti che vanno in scena
fino a notte fonda.
Tutto è cominciamo dall’evento musicale molto caro al pubblico del Carpino
Folk Festival. Il doveroso omaggio all’identità spirituale di Carpino, ma
anche alla storia del festival, è il concerto dei Cantori che rappresenta
la tradizione della musica popolare di tutta la comunità del Gargano.
Antonio Piccininno e Antonio Maccarone accompagnati dai giovani Cantori di
Carpino sono considerati tra i migliori rappresentanti della tarantella
del Gargano in attività. Questo anno li abbiamo potuti assaporare in
versione acustica durante “la notte di chi ruba donne”, il 2 agosto,
insieme agli altri esponenti della tradizione, di cui detto. In versione
concerto, il 6 agosto, il giorno successivo al concerto di un altro grande
veterano di Puglia, il personaggio più in ascesa dello show business degli
ultimi anni, e non, dal Salento, prima della Notte della Taranta Uccio
Aloiso e la sua band, a Carpino è venuto a curare non i pizzicati ma bensì
gli “innamurati”.
Protagonisti del film Craj di Davide Marengo, premiato alla mostra di
Venezia lo scorso anno, sia Uccio Aloiso che Antonio Piccininno e Antonio
Maccarone hanno dato l’ennesima prova di tutta la loro maestria creando un
evento nell’evento.
I concerti in piazza in particolare sono cominciati il 3 agosto con
Gianluigi Trovesi e la sua musica fatta di tante musiche, dichiaratamente
saccheggiate e spesso irriverentemente tradite e deformate in grande
equilibrio tra colto e popolare. Una musica di qualità dominata
dall’enorme talento di questo grande improvvisatore e fiatista. Trovesi è
stato accompagnato da Gianni Coscia per dare luogo a due favolosi
affabulatori di fiabe, suoni, fiati, tasti ed atmosfere… che hanno
incantato, siamo sicuri, il pubblico con un concerto in cui hanno proposto
la propria musica, una musica che parte dalle radici più popolari di
Italia ed Europa, per divenire un genere universale - capace di toccare le
corde di chiunque - imbevuto di improvvisazione e d’una buona dose di
jazz. Sia l’associazione che i due artisti sperimentavano per la prima
volta in una piazza che ha tanta voglia di ballare, uno spettacolo da
gustarsi seduti. Sperimentazione da rivedere.

Si è continuato, sempre il 3 agosto, con Lucilla Galeazzi. La voce
drammatica e possente dell’indiscussa protagonista della canzone folk
italiana ha illuminato di luce intensa il viaggio nella tradizione
popolare che diventa anche motivo di reinterpretazione “colta”. Nel suo
percorso Lucilla Galeazzi ha riletto canzoni tradizionali italiane accanto
all’esecuzione di brani originali, scritti con i suoi partner francesi,
mantenendo quel raro equilibrio tra memoria e sperimentazione.
Prima dell’inizio degli spettacoli l’associazione, a suo modo senza azioni
ecclattanti come richiedeva la circostanza, ha voluto commemorare la morte
di Andrea Sacco. Sul palco, due suoi figliocci, Enrico Noviello autore
l’anno scorso della biografia di Sacco dal titolo “Sacco Andrea, Sonë e
Cantë” e il vero erede di zio Andrea dal punto di vista musicale, Roberto
Mennona, il quale ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la
chitarra battente e a cantare le tarantelle di Carpino, ossia affiancando
il più grande suonatore e cantatore del Gargano.
Quindi il 4 agosto in una serata bagnata dalla pioggia Andrea Parodi in
un’ambientazione suggestiva con tutti i volontari dell’associazione
impegnati ad evitare gli effetti negativi dell’acqua, ha voluto come da
sua tradizione non rinviare il suo concerto per pioggia. L’ex leader di
Sole Nero, Coro degli Angeli e Tazenda, attuale voce e forza importante
della musica etnica italiana, proteso in questi anni verso la ricerca e la
sperimentazione attraverso lo strumento della collaborazione tra le
diverse culture del mondo e della lingua sarda, dalle trascorse esperienze
etno-rock ha voltato pagina per dedicarsi alla musica mediterranea.
Canzoni in lingua sarda, le più belle melodie popolari della Sardegna e
del Mediterraneo, rielaborate da lui con nuovi ed originali arrangiamenti.

Questa doveva essere anche la serata di James Senese, ma poi il tutto
(soprattutto la pioggia) è precipitato.
L’artista partenopeo, tuttavia, non voleva mancare al Carpino Folk
Festival e cosi insieme all’associazione è stato deciso per la sua
esibizione il giorno dopo.
Non sempre tutti i mali vengono per nuocere e cosi il 5 agosto è stato
possibile un duetto tutto napoletano intervallato come già detto dalla
magistrale esibizione di Uccio Aloisi.
In omaggio alla musica partenopea, in Piazza del Popolo, è andato in
scena il “Rhythm and blues” all’italiana, con le sue forti tinte tra il
jazz e il rock, di James Senese. Musicista sassofonista, compositore e
cantante, è quello che gli americani comunemente definiscono “Brother in
soul”, cioè “fratello nell’anima”.
Il programma è quindi proseguito con un altro grande della musica
partenopea Marcello Colasurdo & Spaccanapoli. Un gruppo di musicisti da
lungo tempo impegnati nello studio e nella riproposta della musica
popolare. Tutti provengono da un esperienza comune, il Gruppo Operaio ‘E
ZEZI di Pomigliano D’Arco, storica band nata ai cancelli dell’Alfasud
negli anni settanta che ha contaminato la tradizione orale dell’entroterra
napoletano con la canzone politica e i rumori delle fabbriche.
Ospite della serata il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che
dal palco del festival ha invitato l’associazione ad allacciare
l’inevitabile ponte con La Notte della Taranta, ossia fra le due
manifestazione maggiori della Puglia che a suo e nostro avviso possono
diventare la classica ciliegina sulla torta di un progetto che vede il
nostro territorio sempre più caratterizzarsi come la regione italiana con
i maggiori flussi turistici. Il presidente spera nell’istituzione, ormai
sempre più inevitabile, di una Fondazione che possa dare al nostro
festival quella tranquillità economica in grado di far compiere quel salto
di qualità tanto sperato. L’idea è quella di creare un circuito turistico
culturale che parte da Carpino nelle prima decade di Agosto e termina a
Melpignano alla fine del mese.
Il 6 agosto è stata la volta della Calabria. Venuto da Joggi (CS) Massimo
Ferrante e Cumpagnia Briscula (‘U gruppu) in groppa al “Ciucciu” da ormai
un anno hanno intrapreso un viaggio che li ha condotti a suonare in Piazza
del Popolo. Ferrante è uno dei ­non pochi- validi musicisti di quel
meridione che ci tiene ancora a mantenere buona memoria di una tradizione
popolare che sia autentica, da non svendere come souvenir in formati da
cartolina finto-romantica. Forte del sostegno di Daniele Sepe, ci ha fatto
ascoltare il suo ultimo lavoro assolutamente degno di nota, dedicato a
canzoni che attingono in larga parte al repertorio di Otello Profazio,
“cantastorie” tradizionale, come a brani della memoria storica popolare,
che ripescano con precisione e trasporto atmosfere da osteria ma anche
versi di Pasolini o frammenti di poesie di varia provenienza, tra cui vale
la pena di citare un sacerdote che ha avuto più di un problema con la
chiesa, come si evince facilmente dai versi “e spiegami lu misteru di sta
minchia: picchì prima si stenna e pu’ s’arrunchia”.
Quindi il festival come da tradizione si è concluso con l’esibizione dei
Cantori di Carpino, più di 15 mila spettatori hanno potuto riascoltare
nella propria cittadina i maestri della tradizione garganica. Antonio
Piccininno e Antonio Maccarone accompagnati dai giovani Cantori di Carpino
in versione ampliata da tre nuovissimi artisti, tre piccolissimi
interpreti che con i loro tamburelli hanno deliziato il pubblico della
serata. Il concerto dei Cantori partito alle ore 23 si è protratto per il
costante invito del pubblico fino alle 2 di notte.

La società MIRA Productions di Tolosa in Francia metterà in opera un film
documentario di 52 minuti di durata, sostenuti dal Centro Nazionale del
Cinema francese e dalla Regione Midi-Pyrénées. Il film in produzione sarà
diffuso da France 3, la rete del servizio pubblico francese che fungerà
anche da coproduttore.
Le riprese sono state eseguite prima e durante la XIª edizione del Carpino
Folk Festival, dal 28 luglio al 6 agosto 2006.
Il film in produzione mirerà ad illustrare la volontà di affermazione
della propria identità di una comunità, della presa di coscienza di dover
riconoscere e rivalutare una cultura che sarebbe potuta scomparire, le
diverse espressioni dei saperi e le pratiche tradizionali di un gruppo
sociale ormai consapevole della ricchezza del proprio patrimonio
rappresentativo. In particolare si prefigge di ritrarre i tre cantori di
Carpino emblematici di questi ultimi trent’anni: Andrea Sacco, Antonio
Piccininno e Antonio Maccarone.
Queste testimonianze avranno come cornice il Carpino Folk Festival ed il
suo fervore comunicativo attraverso l’illustrazione di diversi momenti
scelti durante la preparazione, l’organizzazione e l’attuazione dello stesso.


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