CESSO DENTRO al rialtosantambrogio da martedì 21 a domenica 26 novembre

20/nov/2006 14.00.00 rialtosantambrogio Contatta l'autore

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cesso dentro
da martedì 21 a domenica 26 novembre
ore 21:30
 
 
di Renato Gabrielli
regia di Sabrina Sinatti
con Massimiliano Speziani e Attilio Nicoli Cristiani
 
una produzione Fattore K
in collaborazione con Armunia - Festival Inequilibrio
 

Il progetto nasce dalla vicinanza di idee di un drammaturgo, una regista e un attore, con la collaborazione di un danzatore-clown, nel desiderio di concretizzare in uno spettacolo un punto di vista feroce e tagliente sulla contemporaneità. Condividendo l’idea di un teatro che sappia porsi come obbiettivo il risveglio di una coscienza critica del reale, abbiamo costruito un comune immaginario, spesso ironico, che si nutre di parole, corpo, canto, immagini evocate dallo spazio.

 

“Uno spettacolo in cui si incontrano in scena la forza del testo, la straordinaria bravura dell’attore, ed il talento di una giovane regista che costruisce una trama visiva tra l’immaginario e il reale con grande equilibrio”

Franco D’Ippolito

 

  

Innanzitutto, l’invenzione di un personaggio.

Visto che è un personaggio comune, uno di quelli che si incontrano alla fermata del tram o dal giornalaio o al bar sotto casa, non ha importanza se si chiama Paolo o Luigi o Amleto…

Certo, se si chiama Amleto qualcosa cambia… cambia parecchio!

Diciamo allora che non si chiama Amleto, anche se qualche sua caratteristica, in chiave ridotta e degradata, sembra ricordarlo.

Diciamo poi che il nostro personaggio è chiuso dentro un bagno, uno di quei tanti bagni dove tutte le mattine chiunque si specchia, si lava la faccia, magari ragiona un po’ con sé stesso, si prepara ad uscire…

Ecco, già qui sta qualcosa di strano, perché il nostro personaggio non si prepara ad uscire. E’ appena entrato. Ma il punto è che non sa perché è entrato. “Strano”.

E a guardar bene, da dove potrebbe averlo fatto? E da dove potrebbe ora tentare di uscire? Nel bagno non ci sono né porte né finestre. E non c’è neanche un lavandino, né un rubinetto dell’acqua. In compenso però il  bagno è pulitissimo, esageratamente pulito…

Infatti il nostro personaggio - che chiameremo “l’uomo nel cesso” (UNC) - è un maniaco della pulizia. Insomma un tipo preciso, uno di quelli dove “ogni cosa deve stare al suo posto”, uno di quelli che “va tutto bene”.

UNC si è chiuso nel cesso inconsapevolmente e, spinto dalle continue tentazioni e provocazioni provenienti dall’esterno, prime tra tutte le voci della odiamata madre e della petulante fidanzata, ha sviluppato la fantasia di essere spiato da una telecamera nascosta. Attraverso tali voci emerge, con il costante sottofondo di un’accesa misoginia, la storia di UNC, il suo “pria” del cesso.

Egli è infatti convinto di avere una forte identità, di essere nel giusto, e che il mondo sia malato e ce l’abbia con lui. E finirà per ritenersi l’unico protagonista di un reality-show scatologico e paranoico: posta in palio un milione di euro, se riuscirà a resistere chiuso nella latrina per 30 giorni.

UNC è, o meglio vorrebbe essere, un ribelle. Si crede vittima di un universo esterno ostile e perennemente “fuori sesto”, contro cui non resta che, attraverso la sfida, di ricavarne l’unica possibilità di sopravvivenza - i soldi, mettendo in campo l’ultimo bene di scambio in suo possesso - l’intimità.

Osserveremo UNC, giorno per giorno, alle prese con i problemi pratici e psicologici dettati dalla clausura anch’essa “strana”, che sembrerebbe presupporre l’isolamento e che, invece, viene continuamente vessata dai giochi di “qualcuno dietro al muro che a precisa domanda nega di essere qualcuno”.

Cosa potrà esserci oltre quella presa d’aria? (perché si sa: in un bagno c’è sempre, da qualche parte una presa d’aria!). l sapore di un dettaglio, un particolare dimenticato, un lapsus, che da fuori irrompe sulle pareti tutt’a un tratto elastiche del bagno, e nella parvenza di un corpo ambiguo, deforma, scolpisce, allarga quei parametri ritenuti “standard” per uno spazio privato. Un corpo che sembra muoversi senza ragione, senza scopo se non quello di un caos ludico e incondizionato.

Allucinazione? O qualcuno prigioniero della trappola tanto quanto UNC ma che, a differenza sua, non perde di vista la Libertà, quella sconfinata, quella della pampa?

Certo è che dall’incontro/scontro tra UNC e il suo fantasmatico reciproco scaturirà un finale al tempo stesso catastrofico e liberatorio.

Del resto, benché la lontana matrice shakespeariana di Cesso dentro riecheggi più per un torvo pessimismo che per la grandezza poetica, la sua conclusione si apre a una paradossale speranza: quando dalle solide pareti della nostra vita quotidiana, la rottura improvvisa di una qualche tubatura esonderà tutto il liquame nascosto, una lucida follia potrà indicarci la via d’uscita.

 

 

Cesso Dentro è  un omaggio alla materia del corpo, dei corpi, delle cose. Una materia che travalica l’epidermide, trasborda ed eccede sempre. Questo “eccesso” che il corpo contiene, nel gesto non ancora codice, simile ad un lapsus o un dejà vu,  credo mantenga un potenziale anarchico capace di generare pensiero.. Oppure no, oppure è il pensiero a generare questo “grumo” pulsante e molteplice che è il corpo?

E cosa può succedere se questa natura ambivalente, intima dei corpi, delle cose, viene inscatolata nel gioco stabilito dal libero mercato?

 Ho proposto a Renato delle domande, il luogo c’era già: un bagno. Un uomo chiuso dentro e una strana figura che attraverso la danza irrompe da fuori. C’è un comune folle desiderio forse: l’evasione, da un gioco che qualcun altro ha stabilito per loro.

 

 

Sabrina Sinatti

 


cesso dentro 
al rialto
fino a domenica 26 novembre ore 21:30
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