Otello prima volta a Savona

28/giu/2007 10.53.00 Teatro Opera Giocosa Contatta l'autore

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TEATRO DELL’OPERA GIOCOSA

STAGIONE LIRICA 2007

 

 

 

OTELLO DEBUTTA A SAVONA

 

 

Dopo il felice debutto della stagione lirica, avvenuta venerdì 22 scorso con il concerto dell’Orchestra del Carlo Felice, sta per debuttare al Priamàr per l’Opera Giocosa l’Otello, venerdì 29 giugno alle ore 21:15, in replica sabato 30, stessa ora.

 

In occasione del concerto inaugurale del 22, l’Assessore alla Cultura della Regione Liguria, Fabio Morchio, ha avuto nuovamente modo di appezzar il Priamàr “un luogo magnifico - ha detto - a Genova non abbiamo luoghi del genere, non mancano certo i monumenti, ma un posto idoneo come il Priamàr a fare queste manifestazioni di lirica non c’è. Questa piazza (il Maschio, nd.r.) sarebbe da utilizzare anche in altri periodi dell’anno.”

 

Ora è la volta dell’Otello, opera mai rappresentata a Savona e che manca dalla Liguria, a memoria degli appassionati, da almeno vent’anni. L’Otello savonese è frutto di una coproduzione tra il Teatro dell’Opera Giocosa e il Teatro Sociale di Rovigo, che sono gli Enti capofila di questo nuovo allestimento, ma è coprodotto anche dal Nuovo Teatro Comunale di Bolzano, dal Coro Lirico Città di Rimini, dal Teatro Coccia di Novara, dalla Fondazione Teatro di Ravenna, dal Centro Servizi Culturali S.Chiara-Trento e dalla Fondazione CEL - Livorno: quindi tutta una rete all’interno dei Teatri di Tradizione italiani.

 

Gli interpreti di venerdì saranno: in Otello, Emil Ivanov, tenore specialista del ruolo e che ha all’attivo una carriera che l’ha visto protagonista nei massimi teatri, quali la Scala e il Covent Garden; in Desdemona, Chiara Angella, allieva del grande Pavarotti, apprezzata per la particolarità del timbro, l’eleganza del fraseggio e le notevoli doti sceniche; in Jago, Nikola Mijailovic (che sostituisce Vittorio Vitelli) che ha già cantato a Savona in Cavalleria Rusticana. Sabato Otello sarà Jorge Perdigon, Desdemona, Sara Galli, Jago, Carlo Kang. Il resto del cast non varia e vede: Giovanni Gregnanin (Cassio), Vittorio Zambon (Roderigo), Anastasia Zambianco (Emilia), Andrea Mastroni e Filippo Enrico Polinelli (Ludovico), Massimiliano Damato (Montano), Alberto Zanetti (Araldo). Direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti, regia di Dieter Kaegi (assistente Claudio Ronda), scene di Gabbris Ferrari (scenotecnica di Marcello Morresi). Con l’Orchestra Filarmonia Veneta “G. F.Malipiero” e il Coro Del Teatro Sociale di Rovigo diretto da Giorgio Mazzucato.

 

Dramma lirico in quattro atti su libretto di Arrigo Boito tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare, Otello ebbe la sua prima assoluta al Teatro alla Scala di Milano il 5 febbraio 1887. Si tratta della penultima opera del maestro di Busseto, ed arrivò parecchi anni dopo la precedente (Aida del 1871) segnando molti elementi di novità per la drammaturgia musicale italiana, in un clima di cambiamento che tutto il teatro europeo stava attraversando. L’ultimo Verdi torna a Shakespeare, (dopo il Macbeth), con Otello e poi con  l’ultima opera, il Falstaff, dedicandosi quindi al teatro del grande autore inglese. Un interesse in realtà già del giovane studente Verdi: "Egli mi ha avvinto fin dalla prima giovinezza - scriveva - lo leggevo e lo rileggevo continuamente". Una forte sollecitazione ad affrontare la composizione di Otello venne dallo scrittore e compositore Arrigo Boito nonché dell’editore Giulio Ricordi, preoccupato perché Verdi voleva lasciare le scene mentre, come il seguito ha dimostrato, il musicista aveva ancora in serbo opere eccezionali. Per molti l’Otello e il Falstaff sono musicalmente le migliori della sua lunga carriera. Con Otello, Verdi si mosse in sintonia con la sensibilità fin de siècle scegliendo come soggetto uno dei drammi psicologici più inquietanti di tutto il teatro di prosa, dove l’azione è prodotta dall’intreccio di passioni tanto assolute - dall’odio di Jago alla cieca gelosia di Otello sino all’amore innocente di Desdemona - quanto devastanti. Egli aveva da tempo preso atto che i valori intorno a lui erano mutati, e che era venuta l’ora di sondare gli abissi vertiginosi dell’animo umano. Otello è l’esito di queste sue riflessioni estreme consegnato alla posterità, e figura ancora oggi nei repertori come uno dei drammi più moderni e sconvolgenti. Lo stile verdiano in Otello si esprime in tutta la sua maturità, con usi complessi e nuovi delle compagini orchestrali e corali, con collegamenti tra le scene sempre meno procedenti per cesure nette, e sempre più - il paragone con Wagner è inevitabile anche se solo per un esempio - collegate in maniera continua, con pochi pezzi chiusi e in continua evoluzione, con elaborazioni dei materiali tematici e ritmici. Dal soggetto originale, Boito e Verdi eliminarono il primo atto della tragedia, un antefatto ambientato a Venezia, allo scopo di rendere la drammaturgia più serrata possibile. Verdi reagì agli stimoli del libretto ideando una novità già per l’esordio: Nell’"Esultate!" di Otello si concentra l’eco della lotta appena sostenuta, ma anche quella delle mille battaglie di una vita eroica che gli ha meritato il grado di comandante veneziano. Emerge da subito la malignità dell’alfiere Jago, nel brindisi "Innaffia l’ugola"; e si delineerà definitivamente già nel secondo atto, con il “Credo”, la sua emblematica figura di genio del male in continuo divenire. Cangiante come lo stato d’animo dei personaggi è anche l’inquieto peregrinare delle tonalità nel tessuto musicale dell’opera, e gli interpreti sono alle prese con continui recitativi-ariosi, con frasi cantabili sempre diverse, scosse da tremoli d’orchestra. A Desdemona, la figura poetica dell’opera, sono riservate le pagine più intime; viene contrapposta anche musicalmente la sua, ingenua, innocenza, alla cieca gelosia di Otello, marito che deforma ogni naturalezza della moglie in conferme al tradimento. Otello perderà a mano a mano la propria dignità, non potendo far più neanche fronte ai suoi impegni militari al cospetto dei dignitari veneziani, preso costantemente dal delirio della gelosia. Il riavvicinamento di Otello a Desdemona si avrà completamente solo dopo l’uccisione della moglie, anche sotto il profilo della musica che accompagna un Otello uxoricida e suicida. Un canto d’addio, sottolineato da armonie in pianissimo dell’orchestra, che riacquista l’espressione lirica che l’azione di Jago aveva corrotto ed esprime finalmente la pienezza dell’amore, ormai irrimediabilmente perduto, per Desdemona. Come risvegliato, Otello ridisegna la riconquista della sua dimensione umana.

 

Dopo Otello, sabato 7 luglio alle 21:30, ci sarà un concerto tutto dedicato alle bellissime musiche di Nino Rota, grande autore italiano di cui si apprezzano finalmente anche le altre musiche oltre che le colonne sonore (che saranno comunque presenti). Per l’occasione torna a Savona il noto soprano Luciana Serra, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta dal M° Giovanni Di Stefano.

 
Alessandro Acquarone
+39 335/5930470
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