Giorno della Memoria - La battaglia dei pedali

24/gen/2017 11:47:29 Roberta Todros - Fond. TRG onlus Contatta l'autore

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CASA DEL TEATRO RAGAZZI E GIOVANI 

Stagione 16/17 per Giovani e Adulti – Il teatro è social 

 

Venerdì 27 gennaio, ore 21.00

LA BATTAGLIA DEI PEDALI - Gino Bartali, un ragazzo controvento

Drammaturgia e regia Ketti Grunchi
Con Aurora Candelli, Francesca Bellini, Julio Escamilla

Scenografia e luci Yurji Pevere
LA PICCIONAIA

Con poetica ironia, tre amici raccontano le imprese del “Ginettaccio”, il ciclista che con le sue imprese sportive incantò un Paese intero, vincendo ripetutamente il Giro d'Italia e il Tour de France.

Ma non è soltanto l'uomo di sport a colpire la loro immaginazione. Ad affascinarli è soprattutto il Bartali segreto: l'uomo che durante la seconda guerra mondiale contribuì a salvare dalla deportazione nazista centinaia di ebrei italiani, impedendo che fossero condotti nei campi di sterminio.

Finita la guerra, Bartali tornò a gareggiare e a vincere, ma in silenzio, mostrandosi sempre poco propenso a parlare delle sue imprese più grandi. «Il bene si fa, ma non si dice», disse una volta: «E certe medaglie si appendono all'anima, non alla giacca». Solo dopo la morte, avvenuta nel 2000, sono emersi i dettagli della sua esperienza antifascista: di quando, all'interno dei tubi del telaio della sua bicicletta, trasportava documenti falsi da consegnare a intere famiglie di ebrei, affinché potessero costruirsi una diversa identità. A quanto è stato calcolato, sono circa 800 le persone a cui Bartali ha prestato il suo aiuto, contribuendo a salvarne la vita.

Nel 2013, l'Ente israeliano preposto alla conservazione della memoria della Shoah (Yad Vashem) ha dichiarato Gino Bartali “Giusto tra le Nazioni”.

Una storia esemplare, che la Casa del Teatro presenta venerdì 27 gennaio, GIORNO DELLA MEMORIA. Per offrire alle giovani generazioni un esempio altissimo di coraggio, tenacia, generosità. E per ricordare uno dei capitoli più neri di tutta la storia dell'uomo. In scena Aurora Candelli, Francesca BelliniJulio Escamilla. Regia e drammaturgia sono di Ketti Grunchi. ...Tutto ha inizio in un piccolissimo paese di collina. Una chiesa, un’osteria, una bottega di ciclista, un negozio di barbiere, un mulino. Lì i Bartali li conoscono tutti. Vivono in una casa modestissima: due stanze senza luce, né bagno, né acqua corrente. Il piccolo Gino corre, corre sempre! Su e giù per campi, prati e uliveti, tra lunghi corridoi di panni stesi profumati di alloro. Ma più di tutto, è innamorato di quella meravigliosa opera dell’ingegno umano: la bicicletta. In sogno, ogni notte, la cavalca con furia, come se si trattasse di un destriero selvaggio e non ancora domato...

Gino Bartali, nato nel 1914 a Ponte a Ema, nei dintorni di Firenze, è tra le figure più amate della storia sportiva italiana. È ricordato per avere trionfato in tre edizioni del Giro d'Italia (1936, 1937, 1946) e in due del Tour de France (1938 e 1948). Ritratto dai cronisti sportivi come il grande avversario di Fausto Coppi, l'altro gigante del ciclismo italiano, ebbe con lui, in realtà, un rapporto di profonda stima. È morto a Firenze nel 2000.

 

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