Da Cumpare Luquacchio a Totò: il successo di ‘Appuntamenti con la memoria’

07/ago/2007 13.10.00 Synpress 44 - Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Apprezzatissima la performance di Massimo De Vita nel centro storico di Ripalimosani: la comunità incontra i ‘grandi vecchi’ del passato, riportati alla luce dal regista di ‘E io protesto!’
 
 
La memoria di uomini e luoghi, la vita che sfiora spazi di passaggio, il passato di una comunità che si fa parola vivente e vibrante. Bisogna avere il teatro nel sangue per concepire un evento così avvincente come Appuntamento con la memoria, ma quello di Massimo De Vita è un teatro che non ha nulla di consolatorio, di spettacolare, di ammiccante. De Vita è un operatore teatrale di indiscutibile esperienza, e le sue attività al Teatro Officina di Milano o in una viuzza come ‘a kervner a Ripalimosani hanno un minimo comun denominatore: il luogo si rianima, recupera lo spirito dei grandi vecchi ai quali l’attore attinge, si riempie dell’energia delle giovani generazioni che egli coinvolge.
 
Lo spirito della manifestazione è stato la semplicità: quando si è dei grandi attori - e si ha un gran cuore nel comunicare le proprie emozioni e il proprio approccio alla vita e all’arte - basta poco, un fondale scuro, una luce e un leggìo. Massimo De Vita non ha portato in scena altro, se non la sua professionalità, il suo rigore, il suo talento affabulatorio. Appuntamenti con la memoria è stato un incontro, null’altro. Un incontro in cui l’attore ha fatto da interprete, da tramite, tra la comunità ripese di ieri e di oggi: tra sorrisi, ricordi, malinconia e speranza, De Vita ha riportato alla luce i suoi personali ricordi di ‘grandi vecchi’ del luogo, da lui amatissimi, come Cumpare Luquacchio, Clotilde oppure ‘u generale. Figure semplici, peculiari di un paese con una forte tradizione artistica e teatrale, di cui De Vita ha amplificato la naturale vena comunicativa.
 
“La memoria non è mai nostalgia”: è questo il motto dell’attore, e anche in una struggente lettura di ‘A livella del grande Totò, De Vita ha parlato al presente, ad una comunità in cui si sentono ancora divisioni sociali che nulla possono dinanzi alla morte, quella “livella” che ispirò la somma riflessione poetica del Principe De Curtis. Questa memoria non è nostalgia, ma può vivere nelle azioni e nei pensieri dei giovani: in quelli numerosi che hanno assistito allo spettacolo, nei giovani attori di E io protesto!, tutti presenti per vedere il maestro, soprattutto nel piccolo Francesco Cannavina, attore in erba salito sul palco ad imitare Totò.
 
Non è un caso che la serata di racconti sia arrivata in questo momento, pochi giorni prima della chiusura delle prove generali di E io protesto!: nel clima che si è respirato nella stradina ripese si percepiva il fascino per una persona carismatica come De Vita, l’affetto per le figure da lui evocate, ma anche la curiosità e il senso di grande attesa per un’opera che il 13 agosto lo vedrà regista.


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