Grande teatro a Ripalimosani: l’incredibile successo di ‘ E io protesto!’

Perché si è trattato di un'operazione complessa, a più livelli, in cui storia, costume, società e cultura si sono fuse, animate dal continuo coinvolgimento della comunità, dai giovani attori amatoriali ai più rodati membri della Filodrammatica Camposarcuno, dai curiosi che gironzolavano nelle calde serate di luglio ed agosto tra le gradinate del Teatro Comunale, agli anziani del posto invitati a procurare - come veri e propri "trovarobe" teatrali - valigie, bottiglie, arnesi da lavoro.

15/ago/2007 20.49.00 Synpress 44 - Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Straordinari consensi di pubblico e critica per l’opera di Mario Tanno e Massimo De Vita. Soddisfatti attori e curatori del progetto
 
 
Ci sono momenti magici e irripetibili in cui artista e pubblico sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda, in cui passato e presente si abbracciano scrutando il futuro, in cui un’intera comunità scopre, conosce e riflette. Ripalimosani ha da sempre usato il teatro come specchio e martello, come strumento per apprendere eventi della propria storia, come occasione per comprendere motivi, dinamiche e prospettive per il proprio cambiamento. Ecco perché il teatro a Ripa è qualcosa di speciale, non un semplice spettacolo, non una passerella né un’occasione conviviale.
 
Dai primi studi di fattibilità del progetto, dall’inizio delle prime prove aperte, dal momento in cui istituzioni, stampa e pubblico hanno cominciato a mostrare interesse per l’evolversi dell’opera, E io protesto! ha raccolto consensi. Perché si è trattato di un’operazione complessa, a più livelli, in cui storia, costume, società e cultura si sono fuse, animate dal continuo coinvolgimento della comunità, dai giovani attori amatoriali ai più rodati membri della Filodrammatica Camposarcuno, dai curiosi che gironzolavano nelle calde serate di luglio ed agosto tra le gradinate del Teatro Comunale, agli anziani del posto invitati a procurare - come veri e propri "trovarobe" teatrali - valigie, bottiglie, arnesi da lavoro. In questo senso, la soddisfazione di Massimo De Vita e Daniela Airoldi Bianchi - rispettivamente regista e curatrice del progetto - va ben oltre il “risultato” e lo “spettacolo”, anzi prescinde da quest’ultimo, che è solo un momento di verifica e di conferma di quanto seminato durante la costruzione.
 
Nerlla serata del 13 agosto il Teatro ripese è stato pieno zeppo di spettatori, colmo fino all’inverosimile, ma al di là del dato numerico, ha stupito la profonda attenzione del pubblico, la sincera partecipazione emotiva anche di forestieri giunti a Ripa grazie al pressante tam-tam degli ultimi giorni. Il lavoro di Mario Tanno ha mostrato il pregio della semplicità - che non è banalità o prevedibilità - e dell’immediatezza, senza cadere mai nel bozzetto, nella retorica, nel luogo comune. Anzi, la grande capacità di Tanno è stata proprio quella di capire come “macro” e “microstoria” siano parte di una stessa grande dinamica, nella quale egli ha dipinto perfettamente tensioni, speranze, riscosse e proteste di un popolo sempre schietto, vivace, sensibile alla propria tutela e al proprio miglioramento, soprattutto intellettuale, giuridico, sociale.
 
Tirare fuori da un manipolo di attori non professionisti una tale intensità, una verve così espressiva, una forma così grintosa e palpitante è opera difficile: De Vita ha 50 anni di teatro alle spalle e grazie alla sua provata esperienza è stato possibile non solo rendere credibili gli attori, ma anche valorizzare il temperamento e la sensibilità di ognuno, dal più giovane al più anziano, dal più arrugginito al più sciolto. Le 11 scene che hanno composto l’opera hanno avuto un filo conduttore, dietro la protesta: ogni quadro è stato interpretato con vera passione, con motivazione, dalle violenze e stupri dei signorotti alla condanna ecclesiastica dell’abate illuminista Francesco Longano, dalla sofferta emigrazione dei cugini Tanno, medici socialisti, alla vibrante testimonianza contemporanea del kurdo Hikmet Aslan, dalle rivolte dei briganti alla comica defenestrazione del Marchese di Castrocucco.
 
Menzione speciale per le scenografie disegnate dai giovani fumettisti del Cosmopolita, un’interessante rivista edita tra Ripalimosani e Casacalenda, che hanno dato un ulteriore elemento di vivacità al progetto. Segnaliamo anche che le riprese sono state affidate alla casa di produzione cinematografica Vocidentro Films: il titolare Umberto Rinaldi, apprezzato filmaker indipendente, in collaborazione con l’operatore ripese Nicola Lanese, produrrà un attesissimo DVD dell’opera, con richieste e prenotazioni già abbondanti.
 
Soddisfazione per tutto il team di E io protesto!, dall’autore alle maestranze, soddisfazione per il pubblico che ha assistito ad un’ora e mezzo di vero, grande teatro, soddisfazione per le istituzioni che hanno patrocinato l’evento. Un trionfo? Ne siamo convinti.
 
 
Lo staff dell’opera e l’ufficio stampa Synpress 44 desiderano ringraziare tutti i giornali, le tv, i siti internet e le radio che hanno sostenuto E io protesto! con entusiasmo e professionalità. Presto verrà inserita nel blog una nutrita rassegna stampa.
 
 


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