Il grande successo del Giardino dei Corti: Venticano città del cortometraggio

26/ago/2007 17.00.00 Synpress 44 - Ufficio Stampa Contatta l'autore

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Comunicato stampa
 
 
Grande successo del ‘Giardino dei Corti’, primo posto al corto del regista spagnolo Ramon Alos, secondo arrivato il napoletano Antonio Marino
La grande notte del Pettirosso: Venticano diventa la città del cortometraggio
 
 
Bilancio estremamente positivo per la Terza Edizione del Giardino dei Corti, concorso di cortometraggi conclusosi nella notte tra 25 e 26 agosto 2007 a Venticano. Il risultato ha soddisfatto pienamente il team dell’Associazione Il Pettirosso e la direzione artistica curata da Umberto Rinaldi della Vocidentro Films: soddisfazione per il grande afflusso di pubblico (sempre attento e interessato ai corti in gara), per l’apprezzamento che la giuria ha espresso su tutti i cortometraggi pervenuti, per il clima sereno e disteso, favorito anche dalla collaborazione tra istituzioni (Comune di Venticano) e soggetti operanti sul territorio (Pro Loco Venticano, Fondazione Rachelina Ambrosini).
 
Prima della proiezione finale e della premiazione, al Pettirosso si è svolto l’interessante incontro A Sud del Cortometraggio, una proiezione di corti fuori concorso prodotti da registi campani, tra i quali Marco Marrapese (Calvi - BN) e Fabio Russo (Venticano), autori rispettivamente di La poltrona di fronte e Il gioco della follia, entrambi presenti. I due giovani registi hanno sottolineato un elemento importante: come realtà locali piccole e ristrette come quelle irpine o sannite possano essere delle potenti fonti di ispirazione, sia per il primo corto, sul difficile tema della tossicodipendenza, sia del secondo, un surreale tuffo nel mondo della follia.
 
Veniamo all’atteso verdetto della giuria, composta dalle seguenti figure: il presidente Carmine Girolamo, regista beneventano autore di Stregon.It, Gianpaolo De Siena (operatore e documentarista), Alessandro Zoppo (critico cinematografico e collaboratore della Festa del Cinema di Roma), Maria Colucci (giornalista cinematografica e collaboratrice della Festa del Cinema di Milano), Giovanni Bocchino (fotografo e direttore della fotografia), il pres. Christian Zerial in rappresentanza del Pettirosso, Donato Zoppo (giornalista e operatore dell’informazione).
 
Merita attenzione la premessa offerta dai giurati: “Il lavoro della giuria è stato molto complesso e delicato e alla fine ha premiato quei lavori che sono stati in grado più degli altri di mettere d’accordo i diversi componenti e le diverse anime che la giuria stessa ha mostrato di avere. A testimonianza dell’ottima qualità di molti dei corti selezionati per la finale, va evidenziato il grande equilibrio che c’è stato tra i primi classificati, al punto che per la decisione del corto vincitore è stata necessaria una lunga consultazione dei giurati e una seconda votazione”. Dopo una approfondita valutazione, la giuria ha premiato i seguenti tre cortometraggi:
 
  1. Antes y duespes de besar a Maria, del regista spagnolo Ramon Alos. Motivazione: “Un corto ben girato e curato anche nei dettagli che ha convinto per la capacità di raccontare (attraverso trovate spesso imprevedibili e geniali) il mondo dei bambino e la loro fretta di diventare “grandi” senza appiattirsi su stereotipi o messaggi troppo prevedibili”.
  2. Una passione non trascurabile, di Antonio Vladimir Marino, proveniente da Napoli. Motivazione: “Una telecamera puntata sui sogni non realizzati e sulle passioni trascurate, la volontà di esprimere un messaggio profondo e intimo attraverso un linguaggio che punta molto sulla raffinatezza dello stile e che si avvale di splendide performance attoriali”.
  3. Clone Boy, di Giorgio Scorza e Davide Rosio, provenienti da Saronno (VA). Motivazione: “Un video duro e significativo che non ha paura di essere politicamente scorretto nel puntare l’attenzione su meccanismi diseducativi e distorsioni del progresso sociale”.
Un commento su questo trittico di premiati. Antes y duespes de besar a Maria parte da un’idea geniale e dissacrante per poi svilupparsi in un’opera matura, realizzata con attenzione, acume, con scelte fotografiche eccellenti e una preziosa recitazione del giovane attore Fernando Minaiyam, senza dimenticare spunti surreali e grotteschi. È da sottolineare la presenza dei bambini in questa edizione della rassegna, che conferma la volontà del Pettirosso di non dimenticare temi delicati come l’infanzia. Ramon Alos è stato anche premiato come miglior regista della rassegna.
Una passione non trascurabile - collocato al secondo posto dopo un ex-aequo - è un’opera molto complessa, che viaggia nel sottile confine tra teatro e vita, per riflettere sulle scelte di libertà, sulle passioni che muovono le nostre vite, sulle difficoltà di portarle avanti. Tutto ciò è stato confezionato da Marino con vera professionalità, tanto che il corto ha meritato anche due ulteriori premi: Peppino Mazzotta, protagonista del corto, ha vinto un riconoscimento come miglior attore, e il regista Marino una menzione speciale per il miglior soggetto.
Il terzo posto assegnato a Clone Boy ha inteso valorizzare un’audace e ispirata opera di animazione, un videoclip che, tra Tim Burton e Gerald Scarfe (i Pink Floyd delle immagini di The Wall), affronta il tema della clonazione con lucidità, sarcasmo e spirito provocatorio.
 
Da segnalare anche la presenza di alcuni registi i cui corti sono giunti alla finale, come il romano Emanuele Michet, autore del delizioso L’Aspirante, una sarcastica incursione nel mondo del cinema e delle relative difficoltà di emergere. Ecco gli altri premi assegnati dalla giuria. Il riconoscimento per la miglior fotografia è stato assegnato a Michele D’Attanasio per l’originalissima opera Lacreme Napulitane; la miglior colonna sonora è di Giordano Corapi per il delicato corto sui bambini Tana libera tutti; la miglior attrice è Miriam Candurro, apparsa nell’irresistibile Noemi, terza opera del collaudato duo salernitano Sidney Sibilia e Fabio Ferro. L’Associazione Il Pettirosso ha voluto premiare, in quanto opera vicina al suo spirito, il documentario Sulla strada per Bagan di Francesco Uboldi.
 
Per il secondo anno la Fondazione Rachelina Ambrosini ha voluto assegnare un premio al cortometraggio distintosi per l’impegno sociale. Dopo un’attenta visione e un’accurata analisi, la Fondazione - nella persona del Presidente, l’Avv. Tommaso Ferri - ha scelto il cortometraggio messicano Ramiro, di Adam Selo. La motivazione recita: “La scelta ha voluto premiare un corto in grado di mantenere sempre una notevole cifra stilistica e di trattare un tema difficile come quello del lavoro infantile, piaga di tante aree della terra, con grande sensibilità. Importante è anche l scelta dell’autore di lasciare allo spettatore un lieve ma realistico messaggio di speranza, la speranza che le cose possano cominciare ad andare in maniera diversa”.
 
Il segreto del successo di questa Terza Edizione? La passione con la quale i ragazzi del Pettirosso hanno affrontato questa iniziativa, ma soprattutto il luogo, che favorisce incontri, occasioni di socializzazione all’aria aperta, per tutta la notte, nel pieno della natura. È un elemento centrale perché alla base delle attività dell’Associazione, la quale comincia a concepire il cortometraggio come parte integrante della cultura e del costume locale, come un elemento che non può essere disgiunto dalla convivialità, dallo stare insieme. Non è priva di significato la scelta di coinvolgere il pubblico in veste di giuria popolare, che ha valorizzato Dietro le cose, un cortometraggio di Antonello Novellino sul dramma della bulimia, come ha testimoniato direttamente l’attrice Rosalia Torre.
 
Il segnale dato dalla giuria di esperti, dal Pettirosso e dalla Fondazione Ambrosini, ovvero l’aver individuato tre corti stranieri come i più meritevoli, è un chiaro trampolino di lancio per un respiro maggiormente internazionale della rassegna. Grazie all’impegno del Pettirosso e di Vocidentro Films, Venticano è diventata città del cortometraggio.
 
Foto al seguente link:
 
Grazie per la consueta attenzione.
 


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