giornata della memoria Teatro Ariberto dal 25 al 27 gennaio

giornata della memoria Teatro Ariberto dal 25 al 27 gennaio UNITRE TEATRO - SALA ARIBERTO Via Daniele Crespi 9 - MILANO tel. 380 3915978 Dal 25 al 27 gennaio 2008- ore 20,45 LA COMPAGNIA I MANIACI TEATRALI presenta "MA L'AMORE, NO" Regia di Marzio Rossi Intero: 10 euro Ridotto: 8 euro LA TRAMA Nel luglio del 1943, il fascista Giovanni Fabbri, durante una ronda notturna, viene ferito alla testa e ricoverato in ospedale.

24/gen/2008 03.10.00 compagnia di proteo Contatta l'autore

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UNITRE TEATRO - SALA ARIBERTO

Via Daniele Crespi 9 - MILANO

tel. 380 3915978

Dal 25 al 27 gennaio 2008- ore 20,45

 

LA COMPAGNIA I MANIACI TEATRALI

 

presenta

“MA L’AMORE, NO”

Regia di Marzio Rossi

 

Intero: 10 euro   Ridotto: 8 euro

LA TRAMA
Nel luglio del 1943, il fascista Giovanni Fabbri , durante una ronda notturna, viene ferito alla testa e ricoverato in ospedale.
Al suo risveglio, si rende conto di aver perso la memoria.
Due compagni di stanza, irriverenti e goliardici, offrono allo “smemorato” un nuovo modo di vedere la realtà e una bellissima infermiera ebrea gli risveglierà passioni ormai assopite.
La nascita della Repubblica Sociale e l'influenza del nazismo nel nostro paese renderanno ancora più aspra l'applicazione delle leggi razziali, ed interromperanno bruscamente l’idillio amoroso.
I tre vicini di letto si troveranno obbligati ad inventarsi mille stratagemmi per non abbandonare l’ospedale e nascondere, così, la bella rifugiata ebrea.
Un'impossibile storia d'amore in mondo dove regna l'odio, una goccia di buoni sentimenti in un mare di atrocità. La dimostrazione che la follia omicida del nazismo e dell'odio razziale può cancellare i diritti umani, il buon senso, le coscienze ma l'amore ..... ma l'amore no!

LA MEMORIA

Il vero filo conduttore di questa commedia è la memoria. C'è un federale fascista che per fortuna la perde, c'è un infermiera che non può perderla e c'è un mondo che non deve perderla.
Il ricordo di quel disastro non è solo un atto dovuto per chi in quel periodo ha sofferto, ha perso la vita propria o quella dei propri cari, ma è soprattutto l'unico strumento per difenderci dall'enorme rischio di scivolare nuovamente in quelle folli mostruosità.
Giovanni Fabbri perde la memoria, uno spietato federale fascista, dimenticando il proprio ruolo e le proprie leggi, si riscopre uomo.
Dimentica la cultura dell'odio per ricordare quella dell'amore, dimentica la follia delle leggi razziali per ricordare le emozioni, dimentica il male che ha fatto per trovare nel bene una nuova condizione vitale.
Oggi a distanza di sessant'anni, è necessario e vitale tenere vivo il ricordo per non dimenticare le ingiustizie, i soprusi, le violenze che solo una bestia crudele come l’uomo può essere in grado di compiere.

CHI DIMENTICA LA STORIA E’ CONDANNATO A RIVIVERLA.

 



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