Comunicato: Sabato 18 il Teatro dei Concordi di Campiglia ospita i MOTUS

Sabato 18 Dicembre, la compagnia MOTUS danza, diretta da Simona Cieri, presenta nell'ambito della stagione teatrale di Campiglia Marittima e del progetto nazionale ETI IN DANZA uno spettacolo di teatro danza dedicato alla ex-Jugoslavia e a tutti i silenziosi dopo-guerra del mondo.

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16/dic/2004 20.17.16 MOTUS danza Contatta l'autore

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Con cortese preghiera di diffusione
 
COMUNICATO STAMPA
 
Sabato 18 Dicembre, la compagnia MOTUS danza, diretta da Simona Cieri, presenta nell'ambito della stagione teatrale di Campiglia Marittima e del progetto nazionale ETI IN DANZA uno spettacolo di teatro danza dedicato alla ex-Jugoslavia e a tutti i silenziosi dopo-guerra del mondo.
I VICINI DI CASA ,questo il titolo dello spettacolo, racconta col linguaggio poetico e commovente di una fiaba la difficile situazione di chi la guerra la subisce ed è costretto a fuggire da situazioni di miseria e disperazione per ricostruire la propria vita emigrando verso altri paesi.
Un lavoro impegnativo, che ha portato la compagnia MOTUS fino a Sarajevo per "toccare con mano" la situazione e studiarne da vicino gli aspetti più significativi ed umani. Il viaggio a Sarajevo è stato anche motivato dall'invito al prestigioso Festival TEATARFEST dopo la selezione della commissione di esperti che ha scelto il lavoro della compagnia senese tra 108 partecipanti da tutta Europa.
Il viaggio verso i paesi "vicini di casa" rappresenta solo un primo momento di un progetto più ampio che è stato sostenuto nel 2004 anche dal contributo erogato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Lo spettacolo programmato al Teatro dei Concordi (18 Dicembre ore 21) sarà preceduto il giorno 17 alle ore 11 da un laboratorio-spettacolo che vedrà la partecipazione di 150 alunni delle scuole medie inferiori. Il laboratorio affronterà i temi della guerra, delle diversità culturali e dell'immigrazione mostrando come questi difficili argomenti possano essere tradotti in linguaggio teatrale e gestuale.
 
 
Segue presentazione dello spettacolo.
Si allega foto.
Per accrediti stampa: 0565 837028 (Teatro dei Concordi)
 

 

Sabato 18 Dicembre 2004 ore 21

Teatro dei Concordi (Campiglia Marittima - LI)

 

Progetto  ETI IN DANZA

Regione Toscana                                               Comune di Siena

 

MOTUS danza

 

presenta

 

I vicini di casa

Spettacolo di teatro-danza

 

Strani personaggi compaiono sulla scena. C’è un topo di biblioteca e un violinista, una parrucchiera e una studentessa, un monello (di Chapliniana memoria) e un operaio, una madre e una pattinatrice. Accomunati dallo stesso destino di disperazione e miseria, decidono di fuggire alla ricerca del “mercato delle scarpe nuove”.

Il “mercato delle scarpe nuove” è il mercato della speranza. E’ il simbolo di una vita migliore. E’ il luogo in cui ognuno ripone le proprie aspettative. Potrebbe essere l’Italia o qualunque altro paese europeo, verso cui fanno rotta tante “carrette del mare” o “gommoni”, carichi di disperati che, spesso, perdono la vita in naufragi o vengono rispediti al paese di origine.

Come in uno spettacolo circense, ne I vicini di casa i sentimenti irrompono sovrapponendosi in un continuo effetto sorpresa. Sentimenti universali validi per chi vive di qua e di là dalla barricata. Per questo i destini di questi personaggi non sono poi così diversi dai nostri e la favola scenica somiglia troppo alla realtà. 

I vicini di casa è una favola moderna e, in quanto tale, non ha lieto fine.

 

Soggetto, sceneggiatura e testi: Rosanna Cieri

Coreografie: Simona Cieri

Poesia: Davide Rondoni

Voce recitante: Riccardo Pardini

Musiche: autori vari

Costumi: Mirko Bolognesi

Disegno Luci: Roberto Pianigiani

Audio Editing: Iacopo Palazzi

Danzatori: Konstantina Agathou, Marco Batti, Mirko Bolognesi, Maurizio Cannalire, Simona Gori, Sara Mancini, Federica Morettini, Riccardo Pardini.

Regia: Rosanna e Simona Cieri

 

La nuova produzione di MOTUS danza è dedicata ai paesi della ex-Jugoslavia.

 

Una cultura di pace richiede l’impegno di ciascuno, nel proprio ambito e con il proprio piccolo contributo, per superare le intolleranze e impedire che la violenza sia l’unico strumento per ricomporre i conflitti.

I media, e con loro le coscienze, si concentrano sui fatti del momento.

La guerra si fa umanitaria, necessaria, legittima difesa davanti ad obiettivi e tastiere di computer che riescono a riempire gli animi di sentimenti tanto forti quanto biodegradabili a tempo di record.

Quando non ci sono più morti e violenze da raccontare sembra che una mano prema sull'interruttore dei televisori, abbassi i volumi, tolga questi paesi dalle pagine dei giornali. 

Improvvisamente situazioni “così vicine” divengono “così lontane”.


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