Spettacoli alla Rampa Prenestina, Roma

Nel tempio del fast food, davanti al pagliaccio simbolo della globalizzazione, si fa largo un'idea antica: si è ciò che si mangia, nutrirsi con i cibi manipolati dal commercio di massa ci impedisce di essere lucidi, di produrre pensieri sani.

10/mar/2005 18.26.30 Residui Teatro Contatta l'autore

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RAMPA PRENESTINA
IV° PIANO
A cura di Residui Teatro
Via Aquilonia 52,
zona l.go Telese, Roma
Info. 3476828699/0645433924, e-mail: info@residuiteatro.it, residuiteatro@fastewebnet.it

17 - 18 marzo h21
Teatro della Ginestra/squid eXperience
LIFE ‘N PERSPECTIVES OF A HUMAN MACHINE VOL. 2 - HAMLET CUTS
Progetto di Ernesto Orrico
Musiche di Raffaele Fata e Robert Eno disegni Raffaele Cimino
In scena: Luigi Chiarella, Ernesto Orrico, Francesco Votano live electronics Robert Eno

Gli attori, che un tempo erano Amleto, armeggiano sul palcoscenico intorno a registratori, microfoni, amplificatori, luci, interruttori, effetti elettronici. Non hanno bisogno di maestranze nascoste, tecnici solerti e servitori accondiscendenti. Da una postazione quotidiana, architettano arditezze sonoro-acrobatiche in un continuo dialogo fatto di fagocitazioni, ripetizioni e rigurgiti.
La trama è una drammaturgia monologante in cui ognuno sceglie di appropriarsi di un pezzo. Una drammaturgia che si presta alla frammentazione, al canto, al ritornello, alla dimenticanza e alla sparizione. La lingua letteraria s’immischia al triviale dialetto, con slanci di tenerezza e divertito trasporto: chi mi vede? chi mi vuole? nessuno mi ama, nessuno.
L’interfaccia visiva sono le enormi pagine bianche che Amleto trova nel suo armadio degli spettri, sagome di giovani corpi con cui stabilire un contatto di parole e gesti ritrovati, di emozioni condivise. Le figure che prendono corpo sono in perenne lotta per non morire. Resistono affidandosi al suono e scoprendo la danza. Una danza storta, felice e interrotta.

SquidEXPERIENCE è un’avventura del movimento, un’ipotesi di suono a partire dalla voce umana, dalla sua dimensione estensione, distorsione, ritorsione. È lavorare in uno spazio compresso o recinto da ingrasso o limite definito o palcoscenico. È un movimento in cui i pezzi del corpo si staccano e diventano periscopio. È ricerca di movimento fluido, fuori da ogni violenza, nessuno strappo che ogni gesto è sguardo.


19 - 20 marzo h21
Teatro della Ginestra
LA STORIA DI RONALDO! IL PAGLIACCIO DEL MC DONALD’S
di Rodrigo Garcia
con Dante de Rose
Regia di Ernesto Orrico

Nel tempio del fast food, davanti al pagliaccio simbolo della globalizzazione, si fa largo un'idea antica: si è ciò che si mangia, nutrirsi con i cibi manipolati dal commercio di massa ci impedisce di essere lucidi, di produrre pensieri sani. Gli adulti intossicati dal benessere non sanno difendersi, né offrire una possibilità di riscatto ai bambini, la cui vita è decisa dal luogo di residenza: se abitano a Bruxelles la domenica vanno al McDonalds, se vivono in Bolivia vanno in miniera, se invece vivono in Thailandia, la domenica la passano in un albergo: non consumano, si fanno consumare. Con un linguaggio concreto e scioccante Rodrigo García racconta i misfatti di un Occidente che affoga nell'immondizia, senza mai dimenticare, tra le miserie degli al
tri, le sue. A chi lo segue rapito ricorda che è tutto finto e che quelli che stanno in scena ci hanno guadagnato, tutti quanti, perché a 25 anni ci si crede artisti, a 26 si deve mangiare tutti i giorni e a 27 si è già fallito. Il testo di Garcia contaminato dal dialetto calabrese, in questa versione presentata dal Teatro della Ginestra di Cosenza, è una onesta presa d’atto nei confronti del consumismo occidentale.


23 Marzo h21
IL CANTO POPOLARE, UNA CULTURA DI VITA
Dimostrazione - concerto sulle tematiche del corso di canto popolare di Gianluca Zammarelli
Ingresso libero


25 - 26 marzo ’05 h21
KSITEAtRO
DECAMERONE 01/04
Regia:Marianna Venticinque
Strutture corporee e sonore: Chiara Castellani, Gian Maria Di Pasquale, Vincenzo Geddo
Ambiente vestimenti rivestimenti simmetrie luminose: Marianna Venticinque
Interventi Musicali: Pierluigi Faella
Il testo va tutto nel corpo, deve assorbirsi prima di trovare la possibilità di essere pronunciato. E’ una nascita, un ciclo che va portato agli stadi del biologico, perchè biologico è "rimanete con dio che io mi parto". Sembra negare ogni metafisica della morte e della vita. Nel teatro di Marianna, questa sembra una frase appartenere all'attore: lui deve abbandonare le idee per essere tale, deve perdersi, partirsi, andare verso la natura, il biologico, l' acquoso, la terra. Il lavoro attoriale di Marianna verte sul lavoro muscolare mirato a scoprire la contrazione ed il rilassamento, la funzione dei muscoli involontari, la precisa comprensione dei muscoli agonisti ed antagonisti e l'aria, che passa tra questi movimenti come il vento tra valli tortuose.
con cadute e riprese, durezze, scivolamenti e corse. verso la parola. Creare un ambiente agevole al testo di Boccaccio, fibre muscolari pronte a esprimere la sua forma i suoi capogiri l'assenza di gravità la perdita dell'umano nella riconquista di un livello biologico molto più vicino al ciclo naturale dal quale il pensiero sembra aver cacciato l'umano come via da un Eden.


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