comunicato domani 28 agosto il timballo del gattopardo Anfiteatro di Zafferana Etnea

comunicato domani 28 agosto il timballo del gattopardo Anfiteatro di Zafferana Etnea Domani sabato 28 agosto 2010 alle ore 21 all'anfiteatro Falcone Borsellino di Zafferana Etnea andrà in scena "Il Timballo del Gattopardo" Scritto da Rosario Galli, per la regia di Giancarlo Sammartano, lo spettacolo è interpretato da Carlo Cartier e Carmelo Chiaramonte, firma la scenografia Antonello Geleng, Si tratta di un evento particolare e del tutto originale: letteratura e gastronomia siciliane si uniscono in una storia dalle tinte noir con incursioni ironiche e divertenti a causa della diversità dei due protagonisti.

27/ago/2010 16.09.35 claudia catalano Contatta l'autore

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Domani sabato 28 agosto 2010 alle ore 21 all'anfiteatro Falcone Borsellino di Zafferana Etnea andrà in scena "Il Timballo del Gattopardo” Scritto da Rosario Galli, per la regia di Giancarlo Sammartano, lo spettacolo è interpretato da Carlo Cartier e Carmelo Chiaramonte, firma la scenografia Antonello Geleng,
Si tratta di un evento particolare e del tutto originale : letteratura e gastronomia siciliane si uniscono in una storia dalle
tinte noir con incursioni ironiche e divertenti a causa della diversità dei due protagonisti.
Una tavola elegantemente apparecchiata per 13 persone: è il banchetto in onore della “Baronessa”. Saro, uno chef di grande fama, ha accettato di preparare personalmente il menù per questa particolare occasione; tredici portate diverse, tredici antipasti e altrettanti primi, secondi, e dolci. Non ci sono camerieri a servire perché Saro non vuole estranei in quel salone, per lui così caro e gravido di ricordi; sarà lui stesso a riempire la lunga tavola con le diverse portate. Al centro un posto apparecchiato con piatti, posate, bicchieri particolari, diversi dagli altri; anche la sedia è unica, sembra un trono imbottito di velluto rosso e trapuntato d’oro.Saro ha chiamato il suo “figlioccio” Carmelo a seguirlo in questa serata particolare; pur riluttante Carmelo si è convinto e così i due sono all’opera.La preparazione del banchetto procede tra discussioni e litigi creando una miscela esplosiva che si traduce in scontri verbali dagli esiti a volte comici a volte drammatici, ma sempre di alto livello gastronomico. Ciò deriva ovviamente da due culture, due filosofie, due visioni del mondo, non solo culinario ovviamente, che, attraverso le loro dispute, raccontano la Sicilia, le sue origini gastronomiche, passando da Archestrato di Gela, capostipite dei cuochi poeti e filosofi, fino a Brancati e Camilleri, passando per l’Abate Meli, De Roberto, Verga, Tomasi di Lampedusa, Vittorini. In fondo a entrambi c’è il colore, il sapore, l’odore, il suono, la delicatezza e l’asperità, della loro Sicilia.Alla fine della lunga disputa Carmelo chiede ancora una volta il motivo per cui Saro ha accettato di sottoporsi a quella fatica così sproporzionata che non ha compenso adeguato; e Saro messo alle strette ammette che non c’è alcun compenso in quanto il motivo che lo ha spinto a quell’ultima cena in onore della Baronessa è… qualcosa che scoprirà chi vedrà lo spettacolo.
 
Carmelo Chiaramonte è chef in ascesa nell’olimpo della ristorazione nazionale, irrequieto, creativo e fantasioso sempre alla ricerca di ricette e soprattutto di profumi, di odori, di sensazioni che prima del palato devono stimolare l’olfatto, arrivando al cervello prima che allo stomaco; Carmelo ricerca la Poesia del cibo, e scava nel passato della sua terra siciliana sempre cercando antiche ricette andate perdute.
 












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