il fascino dell'idiozia

29/ott/2010 12.04.26 Teatro Moderno Contatta l'autore

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Venerdì 19 novembre ore 21,00

(stagione innovazione)

ZACHES TEATRO
Il fascino dell'idiozia

 

Una produzione 2009 di Zaches Teatro

Co-produzione Kilowatt festival 2009 e Eruzioni Festival 2009

 

Regia, coreografia e drammaturgia del suono: Luana Gramegna

Scene e maschere: Francesco Givone

Drammaturgia: Zelda Marcus

Performers: Luana Gramegna, Chiara Innocenti, Enrica Zampetti

Musica Originale, Video & Live Electronics: Stefano Ciardi

Voce: Enrica Zampetti

Foto di scena: Paolo Lafratta

Organizzazione e Promozione: Enrica Zampetti

 

Cos’è che colpisce nel Goya delle Pitture Nere?

Cosa rimane impresso nella mente distanziandosene? Che sapore si ferma in bocca?

Un’indagine sulle atmosfere che abitano le Pitture Nere di Goya, restituite sulla scena attraverso la luce, il suono e il movimento. Un lavoro sulla percezione costretta dalla menomazione dei sensi. La stessa che Goya visse in seguito alla malattia che lo condusse progressivamente alla sordità, durante la quale creò le Pitture Nere. I corpi sono concessi allo sguardo per sottrazione, strappati al buio, al silenzio e all’immobilità.

Il fascino per Goya e per le Pitture Nere è il fascino per l’idiozia, idiozia nel suo significato etimologico: la visione del mondo come universo personale, anzi privato e inafferrabile e quindi incompreso, ovvero

considerato fuori dalla normalità, dalla socialità, strano, idiota.

E l’idiozia del Goya delle Pitture Nere è addensata dalla sua sordità, che lo costringe ad un ripiegamento più profondo su se stesso e i propri tormenti. La dimensione intima dell’uomo, Goya la traduce nello Spazio che

non-è-definito, che non-è-descritto, è una sorta di non-luogo, che sfugge in zone d’ombra, in zone oscure e da cui i corpi sembrano uscire come da una massa densa.

Bisogna abituarsi all’oscurità per vedere più a fondo, e intuire presenze che non si colgono ad un primo osservare. La luce non è mai diffusa, chiara, non rivela mai i corpi per quello che sono, ma li maschera con l’oscurità.

E questa oscurità ha un suono.

Sono Pitture sonore dipinte da un idiota sordo.

Le Pitture Nere, dipinte quasi due secoli fa, ostentano tuttavia il loro essere fortemente attuali: un uomo, un pittore, alienato dal mondo che lo circonda, ossessionato dalle guerre e dai giochi di potere di cui è stato attore e testimone, che trova nella propria arte il modo per dar sfogo alla sua impotenza e ai suoi tormenti, cosciente dell’indifferenza del mondo e dell’oscenità dell’animo umano.

 

www.zaches.it

 

Teatro Cinema Moderno
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