Gli Orfani di Giovanni Verga nella trasposizione del Teatro Skenè

03/ago/2005 23.53.10 Stefania Pilato Contatta l'autore

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Gli Orfani di Giovanni Verga nella trasposizione del Teatro Skenè
Dal 5 al 7 agosto ai Quartieri San Giovanni - Fontana a Vizzini

“A Vizzini la finzione teatrale si mescola con la realtà e, se non fosse per esigenze di copione, chiunque si trovi a passare in questo slargo, diventa attore e personaggio nello stesso tempo, così come in pratica avviene. Costruire uno spettacolo verista a Vizzini significa arricchirlo di humus vitale, di quel clima intenso, di quel giusto odore di terra tanto familiare al Verga. Significa vederlo nascere grazie anche alla partecipazione degli abitanti del quartiere che fin dalle prime prove ti accolgono con il loro calore, con il loro entusiasmo e persino con i loro suggerimenti.
Rieccoci nuovamente in scena con il quarto ciclo di “Veristi a Teatro”.
A parlare è Giovanni Ielo direttore artistico del Teatro Skenè di Vizzini, regista e autore della trasposizione teatrale della novella Gli Orfani di Giovanni Verga, inserita nel cartellone delle Manifestazioni Verghiane inauguratesi il 4 luglio con il concerto di Philip Glass e Giovanni Sollima, che animerà nei giorni 5, 6 e 7 agosto i Quartieri San Giovanni - Fontana a partire dalle 19,30.
Non una rappresentazione fedele alla novella, ma un’opera che da essa trae ispirazione
“Gran parte della narrativa verghiana oltre al tema della roba, è ispirata al mondo degli umili e dei diseredati che rispondono all'etica dell'onore. Così sfogliando le pagine del Verga mi sono imbattuto nella novella “Gli Orfani”. Mi ha colpito la parola "Orfani". Mi è subito venuto in mente il mondo in cui noi oggi viviamo. Forse perché la questione sociale, sempre presente nelle pagine del Verga, ha un forte legame con il concetto di libertà e giustizia; forse perché la rabbia e l’impotenza del popolo, ieri come oggi, manifestano un disagio sociale verso i potenti di turno. Così mi sono chiesto: Orfani di che cosa? Orfani della famiglia, Orfani dell'onore, Orfani dell’onestà, Orfani della giustizia, Orfani di una società giusta.
Nel Verga - continua ancora Ielo - il senso di questi valori è racchiuso in un uno spazio fisico che è anche simbolo di moralità: la casa. La morte di comare Nunzia e la disperazione del marito Meno così come narrate dal Verga, mi hanno dato l’ispirazione per gli argomenti da trattare nella trasposizione teatrale: la famiglia con le leggi d’onore che la regolano e le conseguenze sociali in caso di violazione del focolare domestico; la società sommersa che traspare tra le righe delle novelle verghiane. Se è pur vero che nel Verga è sempre presente la sconfitta dell'individuo e del suo isolamento è altrettanto vero che i personaggi verghiani vivevano in un mondo dove certi valori, a differenza del mondo di oggi, erano pura religione. Da una più attenta analisi del sotto testo, questo contesto sociale rivela dei comportamenti nascosti molto simili a quelli che ai nostri giorni per un malinteso senso di “evoluzione” sono drammaticamente palesi”.
Per parlare di questi temi nascono i personaggi di Carmine, Saridda, Don Ferrante e Ziu Cheli.
Ad interpretare i due protagonisti - Carmine e Saridda - sono stati chiamati Sebastiano Rizzo e Maria Teresa Martuscelli.



Vizzini 3 agosto 2005


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