Eros e cibo

05/feb/2011 12.40.02 Teatro Moderno Contatta l'autore

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sabato 26 febbraio 2011 ore 21

EROS & CIBO

Ideazione e Regia: Antonio Damasco
Con: Antonio Damasco e Oscar Malusa
Scenografie: Darwin Lega

“Eros & Cibo” è l’eterno dilemma, la filosofia dell’umana natura. Gli antropologi dividono le piccole comunità, fra chi consuma il pasto trasformato, cotto dal fuoco e chi invece lo preferisce, per cultura, crudo…al sangue, direbbero i nostri chef. Le suggestioni con l’altro pasto, quello fisico, corporale dell’eros si intrecciano in un pericoloso gioco comico fra due amanti/cuochi.
L’evento si consumerà in sessanta minuti, un’ora, infatti, è il tempo che i nostri attori impiegheranno a cucinare una cena…una cena per sei signore.
Sei signore verranno scelte per i due tavoli sul palco, gli stessi sui quali i due contendenti si sfideranno fino all’ultima forchetta…il piatto più ambito? L’amore naturalmente.

Il testo
Il testo tratta dell’amore, della seduzione e del tradimento. La ri-conquista continua attraverso una delle arti più antiche: la cucina. Due amanti o uomini, come molti se ne incontrano per strada, per beffa od anche metafora, sembrano vivere in una rotonda padella di ghisa, dove a fuoco lento cuociono parole, diegèsi e desideri.
Nina è il cibo proibito, la vivanda delicata e piccante…l’argomento della loro attesa.
I due attori chiederanno al pubblico convitato, di prendere posto al tavolo della vita…assaporare, gustare far adagiare sulla lingua i loro piatti migliori, che ”in scena” prepareranno per…Nina, raffinato arbitro delle medesime contese erotiche.
Doppia sarà la vittoria della pietanza sulla quale cadranno i favori dei commensali, per il più ambito banchetto di sempre, l’eros.

Il pre-testo
Eros e cibo, quale miglior argomento al motore di tutte le nostre vicende e pensieri. Che strani questi uomini: lottano, faticano, uccidono perfino, per possedere, disporre, dominare, ma poi nei momenti di eterna verità, quando neanche a loro stessi riescono più a mentire, emergono “loro - i motivi” (gli unici?) per cui si decide di “esserci” ancora, e neanche a farlo a posta sono sempre gli stessi: Eros e Cibo.
Infatti il desiderio erotico è un po’ come il cibo per il cuoco. L’eros non è suscitato tanto dall’esposizione dei corpi nudi quanto dalla parola che li evoca. Così come il cuoco non consuma il pasto da lui prodotto, annusa, guarda, assaggia ma saranno gli altri che dovranno divorare l’opera. Già...divorare o “devorare”, fare di una cosa Altra, parte di te stesso, fagocitarla con la divina incoscienza che una volta soddisfatti interamente la fame, l’appetito o il desiderio, nulla più è rimasto. Fino a quando? Fino al prossimo pasto…naturalmente. Ai giorni nostri la ricerca del piacere come fine è spesso condannata. Essa non è  conforme ai principi sui quali si fonda oggi il fare umano. In effetti la ricerca della voluttà, anche se non è condannata, è trattata in modo  tale che entro certi limiti è molto meglio non parlarne.
Che scherzo la vita! I due motivi per cui l’uomo smania e si affanna inquieto…sono effimeri, fugaci, si consumano lasciando semplicemente un’emozione, come gradiremmo facesse il nostro spettacolo.

Buon appetito !


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