Seconda tappa del Viaggio La città infernale di Daniel Fermani- a Sotto casa di Andrea- san Lorenzo

10/mar/2011 11.11.18 laura sales Contatta l'autore

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“La città infernale”.

A Roma c’è una festa

 

Di Daniel Fermani

Regia di Laura Sales

 

con Chiara Bruni - Andrea Luceri – Federica Massara

Aurora Salvucci - Martina Ubaldi Giulia Felli

Video di Franco Barletta

Luci di Danilo Sabelli

 

 

Giovedì 17 Marzo ore 21.00-21.30

Sotto casa di Andrea

Via dei Reti 25 - San Lorenzo, Zona Università

Tel. 347-81.46.544

ilcircolovizioso@libero.it

 

Continua il viaggio dello spettacolo La città infernale della compagnia italo-argentina Los Toritos, dopo un primo appuntamento a Febbraio al teatro Antigone (Testaccio), Giovedi 17 Marzo sarà a Sotto casa di Andrea Via dei Reti 25 - San Lorenzo, Zona Università; uno spazio totalmente differente; "Sotto casa di Andrea" non è un locale pubblico. E' l’idea di un luogo dove ci si possa incontrare e divertire, partecipando a tante iniziative ludiche e culturali, anche quando non si ha un soldo in tasca. Nata dalle ceneri del "Circolo Vizioso", la storica associazione nel cuore di San Lorenzo, dalla quale ha ereditato le finalità e gli obiettivi, “Sotto casa di Andrea” è un’associazione culturale e ricreativa SENZA FINI DI LUCRO, con lo scopo di migliorare la qualità della vita attraverso la promozione e lo svolgimento di attività culturali e ricreative di aggregazione. Un grande open-space, quasi un piazzale per un’opera che nasce per i piccoli ambienti, una location impegnativa da riempire con colori e movimenti che conducano lo spettatore alla porta della città infernale dove il tempo è ciclico e ogni cosa si ripete all’infinito con lo stesso schema, una condanna per tutti coloro che giungono li traghettati ed accolti da chi quello spazio non spazio, quel tempo non tempo lo abita già.

 

La città infernale è un atto unico teatrale del drammaturgo e regista italo-argentino Daniel Fermani.

Un’opera scritta nel settembre 2010 a Mendoza su richiesta della regista Laura Sales per lo spettacolo invernale del laboratorio della compagnia teatrale italoargentina Los Toritos con sede a Roma.

La compagnia mette in scena da anni le opere del suo fondatore, in Argentina e in Italia, con la regia di Daniel Fermani e Laura Sales rispettivamente nei due Paesi.

Una scelta chiara per una ricerca che ha alla base la sperimentazione teatrale ed in particolare un lavoro corporeo fondato sulla costruzione della macchina del tempo in grado di alterare la prosodia di un testo mai naturalistico, ma vissuto e decodificato dalle tensioni corporee.

L’attore è impegnato in una partitura meccanica divenendo servo del testo del drammaturgo, permettendo così al pubblico di provare emozioni.

Dello stesso autore sono state già presentate in Italia: Donne argentine in fondo al mare, Corpi di donne su di un piano inclinato, l’uomo dei fili dorati, Referente Incesto, Lettere dall’inferno, Fiumi senza sangue….

 

SINOSSI

“Credo che stasera non potró partecipare alla festa. Non posso lasciare me da solo a casa e mettermi la maschera delle feste cosí facilmente…”

Quattro donne e un uomo attendono gli spettatori alla porta dell’inferno per la festa di benvenuto in un mondo il cui tempo è ciclico, dove ogni sera i dannati sono costretti a raccontare la stessa identica storia ai nuovi arrivati.

…”Forse non mi farebbero nemmeno entrare. Guardano la mia faccia piena di voglia di vomitare e dicono:  A lei non é permesso. A lei non é permesso. A me non é permesso. Non sará mai. E allora tenetevi i vostri calici alti. Signori del vomito. Signore dello stomaco rivoltato. Perché appena abbasserete i vostri bicchieri ci vomiteró dentro.”

Una storia personale, intima e allo stesso tempo universale: la nausea, l’invisibilità, il vestito stregato, l’ultima festa, il denaro….

La storia di ogni essere umano e allo stesso tempo quello che non si vorrebbe dire, quello che abita dentro le viscere, ciò che è parte delle tradizioni popolari, del dominio politico-culturale dell’uomo su di un altro uomo.

Uno spaccato che tocca da vicino senza mezze parole la nostra realtà; il mondo che abbiamo costruito, le paure, i sogni e gli incubi più profondi di ognuno di noi.

“…Io mi sentivo giá un’altra. Io. Io. Oh, mi dispiace. Non posso asistere alla vostra festa. L’abito non me lo permette. Oh mi dispiace non posso asistere alla vostra festa. Sono morta”

Un testo costruito come dalla mano di un pittore che nella sua tavolozza ha solo due colori: rosso e nero.

“…Mordo le perle e i coralli avvelenati. Che mi vadano dentro come non mi é mai andato dentro tutto il resto. Te. La festa. Il merdaio intorno a me. Si. Cosa guardate. Quella pazza del bel abito di seta finalmente l’hanno portata via.”

Il rosso della passione, del sangue, del vino e il nero della morte, del vuoto; il nero che tutto assorbe e tutto allontana.

“…Questa voce che senza la tua voce non é esistita silenzio per te sempre significherá. Di fronte a te la morte. Io. Che volevo darti la vita.”

Il nero di quando si è ciechi e il rosso di quando si vede troppo.

 

www.lacasadeasterion-teatro.blogspot.com  lacasadeasterion@libero.it   info e prenotazioni: 320-9640077

 

 

La città infernale. A Roma c’é una festa. E una festa é naturalmente la mostra di tutte le vanitá. Ma é anche l’occasione di fare conoscenze, di trovare un lavoro, di guadagnare. Perché Roma é sempre la capitale del mondo.

In questa festa, però, si produce un fenomeno fantastico: nessuno può smettere di essere quello che é. Quindi la festa, questa festa straordinaria, diventa allo stesso tempo paradiso ed inferno, perché passioni, debolezze e sogni si manifestano, come dei cerbiatti sciolti in mezzo ad un branco di lupi, come quello che sono: ritagli di umanità in un mondo disumano in cui l’umiliazione é il prezzo indispensabile per acquisire la dignità.

 Daniel Fermani

 

 

 

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