Lucigraphie(R) |Openlab Company a Buenos Aires

Time: March 26 time: 21:30-7:00 (March 27) Location: Obelisk, Buenos Aires | Plaza de la Repubblica Un progetto di: Luca Ruzza | OpenLab Company www.openlabcompany.com Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires | Ministero de la Cultura | Centro Cultural General San Martin Collaborazione artistica: Stefano Di Buduo, Comunicazione Alice Ungaro, Organizzazione: Palipalan Arte e Cultura S.Paulo / Br, Maria Fernanda Coelho + Patricia Alves.

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24/mar/2011 22.17.07 4FOUR - www.fourzine.it Contatta l'autore

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Un Concerto Per Immagini Pulsanti

Utilizzando un linguaggio che sconfina tra istallazione e pittura luminosa a scala urbanaLucigraphie crea, partendo dalla potenzialità del buio, un paesaggio dove la visione reale viene continuamente confusa e destabilizzata dall’illusione ottica. La partitura musicale è la prima fonte di ispirazione. Lo spazio acustico ha un importanza fondamentale  nel concerto per immagini pulsanti, frames  senza sviluppo narrativo, in un  paesaggio sonoro senza tempo che evade referenze contestuali dove suono è materia, vibrazione percepibile.

Time: March 26  time: 21:30-7:00 (March 27)
Location: Obelisk, Buenos Aires | Plaza de la Repubblica

Un progetto di: Luca Ruzza | OpenLab Company
www.openlabcompany.com

Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires | Ministero de la Cultura | Centro Cultural General San Martin

Collaborazione artistica: Stefano Di Buduo, Comunicazione Alice Ungaro, Organizzazione: Palipalan Arte e Cultura S.Paulo / Br, Maria Fernanda Coelho + Patricia Alves. Festival de Arte di Buenos Aires:  Enrique Porteire, Marcelo Angiolini, VjecoBarrio Produccion

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L’Obelisco di Buenos Aires è un monumento nazionale eretto nella capitale dell’Argentina. L’obelisco sorge a Buenos Aires, nella Plaza de la Republíca, all’intersezione fra avenida Corrientes e 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città.
La costruzione della struttura cominciò il 20 marzo 1936. L’obelisco fu ufficialmente inaugurato il 23 maggio dello stesso anno. Il progetto è dovuto all’architetto argentino Alberto Prebisch, uno dei rappresentanti principali del modernismo argentino, autore anche del vicino Teatro Gran Rex, su incarico dell’intendente Mariano de Vedia y Mitre, a sua volta incaricato dell’opera dal presidente Augustín Pedro Justo. Per quanto riguarda la forma del monumento lo stesso Prebisch dichiarò: «Si è adottata questa semplice e onesta orma geometrica perché è la forma tradizionale degli obelischi. Lo si è chiamato “obelisco” perché si doveva chiamarlo in qualche modo. Io rivendico per me il diritto di chiamarlo in modo più generale e generico “Monumento”». La costruzione dell’obelisco fu affidata all’impresa edile tedesca G.E.O.P.E.- Siemens Bauunion - Grün & Bilfinger che la portò a termine a tempo di record, in soli 31 giorni, impiegando 157 operai. Per massimizzare il risparmio di tempo si utilizzò cemento Incor a indurimento rapido e si costruì la struttura in sezioni di due metri l’una per facilitare la tenuta del cemento. Per la costruzione, costata 200.000 pesos dell’epoca, si utilizzarono 680 metri cubi di cemento. Per la copertura furono usati 1360 metri quadri di pietra bianca di Córdoba. La compresenza del cantiere della linea B della metropolitana, favorì la costruzione del monumento, le cui fondamento furono appoggiate direttamente sulla volta di cemento del tunnel
L’obelisco raggiunge l’altezza massima permessa secondo la linea di edificazione dell’Avenida Roque Sáenz Peña (Diagonal Norte): 67,5 metri di altezza. L’altezza dalla base all’apice è di 63 metri. La base del monumento misura 6,80 metri di lato. Il corpo dell’obelisco si rastrema verso l’apice che è tronco e misura 3,5 metri per 3,5 metri e sostiene un parafulmine che è impossibile vedere a causa dell’altezza. I cavi del parafulmine scorrono all’interno della struttura dell’obelisco. Il monumento ha una sola porta di ingresso, posta sul alto est ed è dotato di quattro finestre sulla cuspide alle quali si può arrivare solo tramite una scala con 206 gradini, scanditi da 7 pianerottoli a circa 8 metri uno dall’altro, tranne l’ultimo che è a 6 metri. Nell’area dove sorge l’obelisco era stata previamente demolita una chiesa dedicata a San Nicola di Bari. Sulla chiesa si era issata per la prima volta una bandiera Argentina nel 1812, fatto che è ricordato da un’iscrizione sul lato nord dell’obelisco. Altre iscrizioni sui lati dell’obelisco commemorano la proclamazione di Buenos Aires a capitale federale e altre date importanti per il paese. Sul lato sud è visibile un sonetto dedicato all’obelisco dal poeta Baldomero Fernández Moreno.



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