premio speciale martelive Celeste Brancato: Industria Indipendente presenta 8.10.88 al Teatro Ambra alla Garbatella dal 13 al 14 Maggio 2011

05/mar/2011 15.23.38 industria indipendente Contatta l'autore

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PREMIO SPECIALE CELESTE BRANCATO

 

INDUSTRIA INDIPENDENTE presenta

"8.10.88" di Martina Ruggeri e Erika Z. Galli

con Roberto Rotondo

regia Martina Ruggeri

una produzione Industria Indipendente

 


13 - 14 MAGGIO ore 21.00

TEATRO AMBRA ALLA GARBATELLA   Piazza Giovanni da Triora, 15 – Roma

                             


 

Classi 1983 e 1986 Erika Z.Galli e Martina Ruggeri si incontrano artisticamente nel 2005 dando vita al progetto Industria Indipendente, collettivo artistico e di ricerca principalmente dedito alle arti visive, figurative, performative e teatrali.

 

8.10.88 è il loro primo prodotto teatrale originale, con cui nel 2008 hanno debuttato sui palcoscenici di festival e rassegne. A tre anni di distanza ripropongono in versione integrale il loro primo lavoro, su cui hanno continuato a compiere ricerca nel loro laboratorio permanente romano.

 

Dal 2005 ad oggi, il gruppo, realizza varie personali e collettive, in particolare nello scenario indipendente esponendo, tra gli altri, per Enzimi (O.S.I. Occupare spazi interni), Despatch  (Kollatino Underground),  RomaEuropaFakeFactory , Atomic e il festival di arte contemporanea per le arti visive Live Perfomance meeting.

Nel 2007 Martina Ruggeri comincia una ricerca drammaturgica, di traduzione di alcuni testi di Eschilo e Euripide che la conducono alla completa riscrittura di Orestea (2007). Con Erika Z. Galli, compie un lavoro di approfondimento sul testo che le porta alla creazione della installazione video Cassandra (2008). Nel 2008 incontrano Roberto Rotondo, musicista e attore, con cui iniziano immediatamente una proficua collaborazione e per cui viene scritto il testo The way you look tonight (2008) e 8.10.88. (2008-2009). 

Quest’ultimo testo è arrivato sesto nella rassegna Martelive 2009 (sezione teatro), secondo al festival romano “Attori nel cassetto, autori sul comò” e finalista al festival nazionale Teatri riflessi di Catania. Nel 2009 il gruppo continua il percorso nell’arte contemporanea con le opere video Untitled (we are not just) e Requiem for Moana per la manifestazione Pop-porn e prosegue la ricerca teatrale con gli spettacoli Revolver e Trauma. Industria Indipendente è attualmente impegnata nella realizzazione della performance ospite del Live Performance Meeting 2011 e della messa in scena dello spettacolo Crepacuore con Diletta Acquaviva.

Martina Ruggeri e Erika Z. Galli sono vincitrici del Premio speciale Celeste Brancato alla manifestazione Marte Live per le capacità, la ricerca e la sperimentazione nell’ambito teatrale-performativo.

Il gruppo è lieto di mettere in scena lo spettacolo 8.10.88 ricordando la giovane attrice Celeste Brancato prematuramente scomparsa nel 2009.

 

 

8.10.88

Sinossi e note di regia

 

In attesa di celebrare l’anniversario della morte del padre Arturo, Salvatore Santangelo ripercorre il giorno che trasformò per sempre la sua identità: l’8.10.1988. Salvatore, ormai trentenne, rivive con disperazione e disincanto quelle fatidiche ore dell’otto ottobre quando il genitore, un ballerino qualunque di danza classica, riesce a diventare il protagonista della scena della Scala ma catastroficamente cade. Al tempo danzatore in erba di 10 anni pronto a scavalcare suo padre Arturo e a rendere orgogliosa sua madre, ex-ballerina dalle caviglie ormai troppo gonfie, Salvatore viene schiacciato dal peso della caduta del genitore e da un’esagerata attesa che lui prenda il suo posto.

La malattia paterna pesa su di lui come qualcosa di ineluttabile, da cui fuggire e in cui incarnarsi nel tentativo disperato di rimanere in continuo equilibrio. Convinto di essere la sua perfetta prosecuzione da piccolo cigno e bambino pieno di grazia Salvatore costruirà su di sé una vera e propria maschera del contrario e, in scena, diventerà l’esatto opposto di come era a 10 anni: un 30enne sgraziato, amante di Elvis, disordinato e…claudicante.

Il personaggio è stato modulato in maniera totalmente disarmonica: le parole, i gesti e lo stesso modo di raccontarsi di Salvatore esprimono un continuo alternarsi di alti e bassi, dolcezza e asprezza, follia e estrema lucidità. Come ogni essere umano, Santangelo si dimostra una sorta di “Giano bifronte” capace di sdoppiarsi e al tempo stesso di essere un'unica persona: fragile, al limite e in perpetua attesa che ogni cosa si trasformi. In tutto il corso della piece ci scopriamo e ci agitiamo stonati insieme al suo protagonista diventando i primi ballerini di una danza priva di coreografia che è la vita, di cui riusciamo solo a disegnare alcuni passi incerti.

 

 

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