Una voce dal mare al Piccolo Re di Roma

COMUNICATO STAMPA Piccolo Re di Roma- Rassegna teatrale Il palco e i suoi linguaggi Venerdi 13 Maggio ore 21.00 Una voce dal mare Tratto da Donne argentine in fondo al mare Di Daniel Fermani Con Franco Barletta, Corrado D'Ippolito, Laura Sales Regia Laura Sales 24 marzo 1976: "Cala la notte sull'Argentina e per decine di migliaia di persone inizia un viaggio senza ritorno" Una donna, morta, legata mani e piedi, racconta ciò che ha subito nel campo di concentramento dell'Esma: torture, violenze, rapimento del proprio bambino appena partorito.

10/mag/2011 11.28.34 laura sales Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

Piccolo Re di Roma- Rassegna teatrale Il palco e i suoi linguaggi

Venerdi 13 Maggio ore 21.00

Una voce dal mare

Tratto da Donne argentine in fondo al mare Di Daniel Fermani

Con Franco Barletta, Corrado D’Ippolito, Laura Sales

Regia Laura Sales

24 marzo 1976: “Cala la notte sull’Argentina e per decine di migliaia di persone inizia un viaggio senza ritorno”

Una donna, morta, legata mani e piedi, racconta ciò che ha subito nel campo di concentramento dell’Esma: torture, violenze, rapimento del proprio bambino appena partorito. Racconta il dramma di una donna; la sua storia simbolo di altre milioni di storie; mentre un pittore su pannelli bianchi, pareti inizialmente neutre sulla prosodia delle parole, bendate, segna, graffia, colora la gabbia scenica, la cella dove tutto è avvenuto e avviene davanti agli spettatori

Una donna costretta a danzare con i propri torturatori; una donna il cui corpo ancora non ha riposo in fondo al mare; una donna la cui voce vorrebbe arrivare a quel figlio che oggi ha più di 30 anni e che chiama mamma un’altra donna.

Altra protagonista indiscussa: la musica; una musica che ha avuto un ruolo fondamentale nella dittatura argentina; la musica da sottofondo e la musica che copriva le grida; la musica della violenza; la musica del tango. Una musica amica e nemica…ma quella musica che coloro che sono sopravvissute raccontano di avere ancora nelle orecchie. La musica, nella messa in scena, è la voce del torturatore, la voce dei ricordi, del dolore e della brutalità.

Una recitazione che nasce dalle tensioni corporee, che non cade nel lirismo, che non cerca di commuovere ma solo di raccontare attraverso il proprio strumento: il corpo che vibra, la realtà di donne divenute sirene delle acque. Una recitazione cruda, 15 minuti in cui non si ha il tempo di respirare, in cui lo spettatore è rapito e trasportato nell’oblio della violenza, della musica e del silenzio di quelle prigioni dove tutto poteva accadere. Dove tutto ancora oggi accade, in altre parti del mondo.

Un monologo giocato su due livelli, quello della tortura, che avviene davanti agli spettatori, in modo simbolico, attraverso la musica e la pittura e quello del corpo che dal fondo del mare non trova pace e continua a fluire tra le onde e i fondali con una melodia triste e insistente.

Una musica che non si può dimenticare; protagonista indiscussa dei campi di concentramento in Argentina; quella musica che nessuno dei sopravvissuti riesce a dimenticare.

Il testo di Daniel Fermani autore italo-argentino con il suo stile inconfondibile, tagliente e diretto, mai autoconsolatorio dà l'opportunità alle tre attrici di confrontarsi con la storia di sangue di un Paese lontano geograficamente ma vicino nella tradizione: l'Argentina.

Una voce in fondo al mare è un monologo teatrale tratto da “Donne argentine in fondo al mare” dell’autore argentino Daniel Fermani”. Testimonianze di donne lanciate dagli aerei durante la dittatura argentina.

 

Per info e prenotazioni 3209640077

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