18/10/2005 10:59 teatro sociale - busto arsizio
Busto Arsizio (Va), 17 ottobre 2005 - Se Ulisse, l’eroe omerico simbolo del viaggio come metafora della vita, fosse un nostro contemporaneo, è certo che Alberto Angela non si lascerebbe sfuggire l’occasione di averlo tra i suoi ospiti a Paesaggio a nord-ovest, per fargli raccontare tutti i retroscena del ritorno a casa, tra le braccia dell’amata Penelope, dopo la fine della guerra di Troia. Il racconto delle sue mille peripezie tra le coste della Sicilia e della Sardegna, dell’incontro con Polifemo e con l’ammaliante maga Circe, della storia di Scilla e Cariddi potrebbe fare più ascolti di una partita di calcio, magari di un sempre seguitissimo derby Milan-Inter.
Se Paolo e Francesca - gli amanti infelici che, ogni anno, attirano migliaia di visitatori tra le mura del vecchio castello marchigiano di Gradara, scenario della loro storia di passione e di morte - fossero due giovani di oggi, Maria De Filippi farebbe certamente carte false per averli nel suo C’è posta per te. Una loro apparizione televisiva con il tradito Giangiotto Malatesta dietro la busta più famosa del piccolo schermo, darebbe a Mediaset la certezza di sbancare l’Auditel e di vincere la sfida del sabato sera contro l’agguerrita squadra di Milly Carlucci e del suo Ballando con le stelle.
Se Ciacco, il ghiottone più famoso della storia, si facesse trasportare con la macchina del tempo nel 2005, non resisterebbe alla tentazione di fare una ‘comparsata’ televisiva alla Prova del cuoco di Antonella Clerici, non tanto per ascoltare i consigli culinari di Beppe Bigazzi o per far parte della giuria popolare che, a fine puntata, sceglierà il vincitore tra il team del peperone rosso o quella del peperone verde, quanto per farsi un’abbuffata degna di un re.
Con i se e i ma - dice un vecchio adagio - non si fa la storia, ma una piéce sì. E’ nato proprio così - interrogandosi sull’attualità di vicende messe nero su bianco nel Medioevo e ancora oggi capaci di incantare milioni di lettori in tutto il mondo - il recital Dante Show, che i ragazzi del primo anno del Laboratorio teatrale dell’ITC Enrico Tosi portano in scena alle 21 di giovedì 20 ottobre al teatro Sociale di Busto Arsizio, nell’ambito del ciclo di seminari di educazione allo spettacolo Guida al teatro 2005/2006, rassegna in undici incontri che si propone di spiegare al pubblico i ‘dietro le quinte’ di un allestimento scenico.
Le storie di Ulisse, Paolo e Francesca, Ciacco, ma anche di Caronte, di Pier delle Vigne e del conte Ugolino, ‘mostri sacri’ a cui Dante Alighieri dedicò alcuni Canti del suo Inferno, incontrano il mezzo televisivo. Diventano soggetti per montare una trasmissione cultural-trash, che ha tutto l’aspetto di essere uno scanzonato e ironico ‘Bignami della reality television’, con i suoi riferimenti, più o meno velati, alle dinamiche narrative del Maurizio Costanzo Show, di Porta a Porta, di Al punto tuo, del Grande Fratello, de Le Iene, giusto per fare il nome di qualche ‘tormentone’ del piccolo schermo.
La struttura dello spettacolo, scritto e diretto da Delia Cajelli, segue la successione cronologica dell’Inferno dantesco, soffermandosi sui Canti più celebri - il I, il III, il VI, il X, il XXI, il XXVI e il XXXIII – le cui storie vengono attualizzate. Ecco così che Pier delle Vigne si ritrova a dialogare con una giornalista de La vita in diretta che è stata spedita da Michele Cucuzza negli Inferi – grazie all’intercessione del potente di turno, Virgilio - per fare un servizio-inchiesta sui suicidi, ahinoi! Mentre Antonio Ricci manda l’intero staff di Striscia la notizia a cercare le nuove Veline tra i barattieri.
A intervallare il racconto delle varie vicissitudini dantesche, tutte seguite da un dibattito che vedrà protagonista il pubblico in sala, non potevano che essere i tanto odiati consigli per gli acquisti, da quello con gli zombie ballerini dell’892-892 a quello del video-telefonino della Tre con la svampita e innamorata Valeria Marini, entrambi in versione parodiata.
Si rinnova, dunque, all’insegna del divertimento, ma in chiave storico-culturale, la collaborazione tra il teatro di piazza Plebiscito e l’ITC Enrico Tosi. Una collaborazione, nata nel 2003, «per insegnare ai giovanissimi – spiegano da viale Stelvio - non tanto il mestiere dell’attore, quanto la bellezza e la forza della parola e del gesto, il potenziale comunicativo di ogni nostra azione».
Da allora gli studenti dell’istituto bustese si sono cimentati con gli allestimenti della Piccola città di Thorton Wilder (2003), de Il cerchio di gesso del Caucaso di Bertolt Brecht (2004) e de La pensione dei matti, testo-omaggio alle performance teatrali di Edoardo Scarpetta e di Totò (2004). Quest’anno, oltre al recital sull’Alighieri, metteranno in scena, la sera del prossimo 22 novembre, nell'ambito della Stagione Giovani 2005/2006 del teatro Sociale, un ever green della drammaturgia internazionale: Romeo e Giulietta di William Shakespeare.
Sono, dunque, classici del teatro quelli che hanno visto, in questi anni, calcare le assi del palcoscenico i giovanissimi studenti del complesso scolastico di viale Stelvio. Dante Show, spettacolo a ingresso gratuito, rappresenta una felice anomalia, con quel suo cambiare abito a uno dei libri-simbolo della letteratura italiana, rivisitandolo attraverso l’irreale realtà dei mezzo televisivo. Ma è anche una sfida. Sul palco saliranno, infatti, ‘attori’ di 14/15 anni, al loro primo confronto con l’autore della Divina Commedia. Ma perché si è scelto di puntare su dei giovani totalmente digiuni di Dante per un allestimento che presuppone un’ottima conoscenza delle cantiche dantesche? A spiegarlo è Delia Cajelli, regista e autrice dello spettacolo: «l’obiettivo di questo Laboratorio dell’ITC Enrico Tosi era di far conoscere a dei giovanissimi un testo impegnativo e famoso della nostra letteratura, in un contesto diverso da quello scolastico. La televisione è stata lo strumento per accostare questi ragazzi a Dante Alighieri. Avevo voglia di far capire loro che non tutto quello che viene studiato tra i banchi di scuola è una noia o, per usare un linguaggio giovanile, ‘una pizza’». Sarà stato centrato l’obiettivo? Verrebbe voglia di dire di sì, guardando i giovani dell’ITC scherzare tra di loro, durante le prove dello spettacolo, al suon di «Fatti non foste per vivere come bruti» o di «Galeotto fu il libro e chi lo scrisse».
Per informazioni è possibile contattare la segreteria del teatro Sociale, in orari d’ufficio (9.30-12.30 e 15.00-18.00), allo 0331.679000.
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