"Il fantasma dentro la macchina" del Teatrino Clandestino a Bologna

03/nov/2005 17.20.07 teatridivita Contatta l'autore

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Il fascino della tortura nel nuovo spettacolo del Teatrino Clandestino

Il fantasma dentro la macchina, prima tappa del Progetto Milgram è di
scena dall’11 al 13 novembre

Cosa succede se un uomo viene autorizzato a seviziarne un altro? Se
l'atto violento viene ordinato dall'autorità? E come si comporta il
carnefice "autorizzato" con la vittima innocente? In questo caso
l'obbedienza è moralmente accettabile?
Il Progetto Milgram del Teatrino Clandestino prende ispirazione dal
celebre esperimento sul rapporto tra autorità e obbedienza condotto nel
1962 dallo psicologo sociale Stanley Milgram per cercare di comprendere
cosa possa spingere un uomo "normale" a commettere delle atrocità, se
queste gli sono suggerite da un'autorità legittima.
La prima tappa di questo progetto, dal titolo Il fantasma dentro la
macchina è di scena dall’11 al 13 novembre alle ore 21.15 (domenica
alle ore 17.30) a Teatri di Vita, Via Emilia Ponente 485, Bologna;
info: 051 566330, www.teatridivita.it

L’esperimento dello psicologo sociale Milgram ha segnato la storia
delle scienze sociali del XX secolo. Egli, per poter osservare da
vicino il meccanismo dell'obbedienza, organizzò un semplice esperimento
all'Università di Yale: una persona veniva invitata a bombardarne
un'altra con scariche elettriche fino a 450 volt. Un'azione che si
scontrava palesemente con la coscienza etica individuale. Si trattava
di vedere fino a che punto i partecipanti avrebbero accettato di
eseguire gli ordini e a che punto avrebbero deciso di interrompere
l'esperimento. Sarebbe legittimo supporre che la grande maggioranza
avrebbe abbandonato il laboratorio ancor prima di cominciare
l'esperimento. Ma, incredibilmente e nonostante le lamentele della
vittima (che era un attore all'insaputa ovviamente di chi si
sottoponeva a questo esperimento), i partecipanti continuavano a
eseguire gli efferati ordini dello sperimentatore.
Milgram dimostrò così quella che Hannah Arendt aveva chiamato "la
banalità del male", la volontà esasperata di giungere fino all'estremo
grado di obbedienza all'autorità, anche con la più sadica violenza nei
confronti di innocenti. E ciò che di più inquietante mostrano queste
ricerche è appunto che i soggetti "torturatori" non erano mostri,
sadici, pervertiti o psicopatici, ma comunissime persone, dei classici
e rassicuranti "buoni vicini di casa". Noi stessi.
Dopo la sconvolgente trilogia sulle Madri Assassine (che ha visto una
tappa anche a Teatri di Vita, con La bestiemmatrice un anno e mezzo
fa), il Teatrino Clandestino ritorna per presentare Il fantasma dentro
la macchina, dall’evocazione di Adriano Zamperini, psicologo sociale.
Ideazione e drammaturgia sono di Fiorenza Menni e Pietro Babina; in
scena Fiorenza Menni, Paolo Carbone, Andrea Mochi Sismondi, Pietro
Pilla, Angela Presepi; regia e musiche di Pietro Babina.


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