TeatroForte Open Air con "LA SCOPERTA DELL'AMERICA di Cesare Pascarella" di e con Andrea Cota e Valerio Malorni

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07/mag/2011 14.48.04 TeatroForte csoa Forte Prenestino Contatta l'autore

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TeatroForte Open Air 
LUGLIO 2011 - 10 anni da quel G8

merc 6 luglio ore 22 p.zza d'armi

ANDREA COTA e VALERIO MALORNI
LA SCOPERTA DELL’AMERICA di Cesare Pascarella
Duo in musica e in racconto

Nun ce se pensa e stamo all’osteria;
Ma invece stamo tutti ne la storia.

La Scoperta dell’America è un racconto affamato del fluire della vita, è una serenata per scoprire e custodire ogni spazio vuoto, è la denuncia della nostra vanità di conquistare e riempire la storia del mondo. Il testo di fine Ottocento di Cesare Pascarella ci invita con gioia a navigare, nonchè a riflettere sulla musica che perdiamo in noi ogni qual volta scopriamo qualcosa che non ci appartiene e subito pretendiamo conquistare. Le sue parole schiette ci ricordano che ciascuno è custode della propria musica che lo infuoca e che lo opprime: Lui perchè la scoprì? Perché era lui. \ Si invece fosse stato un forestiere \ Che ce scopriva ? Li mortaci sui. Pascarella, con l’ironia e la chiarezza propria del dialetto romanesco, ci racconta la caparbietà di un uomo che, siccome la gente ce rideva, ha lottato per raggiungere ciò in cui credeva contro tutto e tutti: E più lui s’ammazzava pe’ scoprilla \ E più quell’antri je la ricopriveno. Quello che ci conquista di quest’opera è l’incitamento verso l’ignoto, la tenacia di un navigatore: Ma pensa, quer che deve avé sofferto \ Quell’omo immasimato in quer pensiero \ de dì la terra c’è […] E dové dì: va be’, me so’ sbajato. Al centro della narrazione c’è la convinzione che in ogni momento della nostra vita possiamo scorgere l’orizzonte di fronte a noi nella sua grannezza e, sembra dire il poeta, confidandosi, possiamo scegliere di vivere il desiderio insaziabile e l’intima determinazione di andare a largo per raggiungerlo. Che lì pòi cammina quanto te pare: \ Più cammini e più trovi l’infinito, \ Più giri, e più ricaschi in arto mare. Ah quell’omo - je fecero, chi sete? \ Eh - fece - Chi ho da esse’? So’ un servaggio. Il viaggio per il poeta è occasione di incontro con un mondo nuovo, con culture differenti, così come il teatro, noi crediamo, sia un momento, appunto, d incontro e confronto tra persone simili, diverse e
uguali.
 
I PROSSIMI APPUNTAMENTI: www.forteprenestino.net
INFO: teatroforte@forteprenestino.net
 
 
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