LA VERSIONE DI BARNEY AL TEATRO BELLI

11/ott/2011 14.19.35 Giulia Contadini Contatta l'autore

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Teatro Belli presenta

 

ANTONIO SALINES ne

 

LA VERSIONE DI BARNEY

di Massimo Vincenzi

 

dal romanzo omonimo di Mordecai Richler

 

regia di Carlo Emilio Lerici

 

 

Antonio Salines festeggia i 40 anni del Teatro Belli tornando sul “suo” palcoscenico per interpretare Barney Panofsky, uno dei personaggi più amati e più odiati della letteratura contemporanea creato dalla penna del canadese Mordecai Richler (1931-2001) che con questo romanzo del 1997 ha ottenuto un successo mondiale culminato nel 2010 con una altrettanto amata/odiata trasposizione cinematografica interpretata da Paul Giamatti.

Questo nuovo progetto di Massimo Vincenzi e Carlo Emilio Lerici, autore e regista dello spettacolo, si avvale delle creazioni video di Enzo Aronica, nelle quali scorrono le immagini dei luoghi e dei personaggi della vita di Barney: le tre mogli, l'amico Boogie, il padre, interpretati da Virgilio Zernitz, Francesca Bianco, Fabrizio Bordignon, Gabriella Casali e Monica Belardinelli.

 

 

Lo spettacolo sarà in scena dal 14 al 23 ottobre.

 

Orario spettacoli: dal martedì al sabato alle ore 21,00

domenica alle ore 17,30

 

Prezzi: Interi € 18,00 – Ridotti € 13,00

 

Teatro Belli

Piazza Sant'Apollonia, 11a (ang. S. Maria in Trastevere)

Tel. 06 5894875

info@teatrobelli.it www.teatrobelli.it

 

 

 

 

 

Teatro Belli

 

14 – 23 ottobre

 

Teatro Belli presenta

 

ANTONIO SALINES

ne

LA VERSIONE DI BARNEY

di Massimo Vincenzi

 

dal romanzo omonimo di Mordecai Richler

 

e con la partecipazione in video di

Virgilio Zernitz – Izzy Panofsky

Monica Belardinelli – La seconda signora Panofsky

Fabrizio Bordignon - Boogie

Gabriella Casali – Miriam, la terza signora Panofsky

Elisabetta Ventura – Clara, la prima signora Panofsky

 

regia video di Enzo Aronica

 

regia di Carlo Emilio Lerici

 

Barney Panofsky (produttore televisivo di successo) è un ricco ebreo canadese figlio di un poliziotto che, passati i sessant'anni, decide - apparentemente controvoglia - di scrivere una autobiografia. Il motivo che spinge Barney a scriverla è dare la sua "versione" dei fatti che hanno portato alla morte del suo amico "Boogie", e liberarsi così dall'accusa di omicidio mossagli dallo scrittore Terry McIver, compagno di Barney al tempo del suo lungo soggiorno a Parigi.

Nel corso della stesura delle sue memorie tuttavia i ricordi di Barney diventano via via confusi. Barney è malato di Alzheimer. E così gli episodi del suo passato si intrecciano indissolubilmente con gli avvenimenti del suo presente. E lo spettacolo, così come il romanzo, risulta essere una serie di flashback disordinati: i racconti delle giornate del "vecchio" Barney (acciaccato, abbandonato dalla moglie ed alcolista irrecuperabile), si mescolano alla girandola dei ricordi d'una vita ricca di avvenimenti e incontri straordinari.

Sino al finale, dopo che la malattia ha fatto il suo tragico corso, nel quale finalmente sarà resa “giustizia” al protagonista.

 

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