TEATRO SOCIALE DI BUSTO ARSIZIO, UNA STAGIONE TRA FANTASIA E REALTÀ

27/ott/2011 18.23.02 teatro sociale - busto arsizio Contatta l'autore

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Dall'opera lirica al musical, dalla prosa al teatro-documento, dalla favola al recital: è un percorso tra generi scenici differenti quello che il teatro Sociale di Busto Arsizio propone con la sua stagione 2011/2012, intitolata «…Se centoventi anni vi sembrano pochi…».  

Quattro opere liriche, firmate da Mario Riccardo Migliara, e sette lavori di produzione propria, per la regia del direttore artistico Delia Cajelli, per un totale di undici spettacoli e quindici repliche, compongono l’offerta culturale della sala di piazza Plebiscito per i prossimi sette mesi, da novembre 2011 a maggio 2012.

Due le rassegne in programma. Per gli studenti di ogni ordine e grado, l’associazione culturale «Educarte» proporrà, in mattinata, il cartellone «Il teatro dei ragazzi e per i ragazzi»; per il pubblico adulto si terranno, in serale, otto spettacoli, tutti inseriti nella locandina della quinta edizione di «BA Teatro», stagione cittadina che, sotto l'egida e con il contributo economico dell'amministrazione comunale, annette anche le programmazioni di altre tre realtà teatrali attive sul territorio: «PalkettoStage-International Theatre Productions» e i teatri «Manzoni» e «San Giovanni Bosco».

E’ con questi appuntamenti (e con tre corsi di teatro per bambini, giovani e adulti) che la sala bustese, secondo tradizione fatta costruire dalla contessa Carolina Candiani in Durini per esaudire le ultime volontà del padre, il cavalier Giovanni Candiani, festeggia i suoi primi centoventi anni di vita.

 

LA GRANDE LIRICA SUL PALCO

Era, infatti, il 27 settembre 1891 quando l’edificio di piazza Nuova (l’attuale piazza Plebiscito), piccolo gioiello architettonico progettato dal milanese Achille Sfondrini, alzava per la prima volta il suo sipario. Busto Arsizio aveva così la sua «piccola Scala», un «salotto buono» dove ascoltare le opere immortali di Giuseppe Verdi, Gaetano Donizetti, Gioacchino Rossini e molti altri celebri compositori.

E’ nel solco di questa «storia gloriosa», che ha visto calcare le assi del palcoscenico anche la soprano Toti Dal Monte, il tenore Renzo Pigni e il baritono Carlo Tagliabue, che la sala bustese propone, per il secondo anno consecutivo e nell’ambito di «BA Teatro», la mini-rassegna (con abbonamento) «Tutti all’Opera». L’iniziativa, che nella scorsa stagione ha riscosso il parere favorevole del pubblico, si avvale della preziosa collaborazione del Teatro dell’Opera di Milano, giovane compagnia, diretta da Mario Riccardo Migliara, che ha tra i propri obiettivi la rilettura in chiave moderna dei grandi titoli del repertorio e il «decentramento della cultura lirica» in realtà provinciali o non espressamente nate per l’opera.

Il viaggio della sala bustese tra note immortali e storie entrate nell’immaginario collettivo farà la sua prima tappa nella Spagna vivace e passionale di «Carmen» (24 novembre ‘11), ultimo lavoro di Georges Bizet. Le avventure dell’avvenente sigaraia di Siviglia e la musica voluttuosa e civettuola della habanera «L'amour est un oiseau rebell», ma anche della funerea «Aria delle carte» o della fatale «C'est toi! C'est moi!» del finale, verranno proposte in un’originale e inedita «rilettura cromatica», dai toni rosso sangue, giallo oro, blu notte e, soprattutto, arancione. Una rilettura, questa, realizzata con la collaborazione dell’associazione «Istituto del colore», della rivista «Colore» e dell’«Accademia del costume per lo spettacolo» di Milano.

La rassegna lirico-sinfonica del teatro Sociale proseguirà, quindi, con due capolavori di Giacomo Puccini, «La bohème» (23 febbraio ‘12) e «Tosca» (22 marzo ‘12). Il primo allestimento ambienterà la storia d’amore tra Mimì e Rodolfo non a Parigi (come vuole il libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica), ma tra le vie della Milano di inizio Novecento, tra i bar degli artisti del quartiere di Brera. L’altro capolavoro pucciniano in cartellone, «Tosca», verrà, invece, rivisitato utilizzando come chiave di lettura l’«assenza di Dio» che caratterizza tutto il mondo di Floria Tosca e Mario Cavaradossi. Un mondo, dove nell’arco di poche ore, si succedono un’evasione, una scena di tortura, un tentativo di violenza sessuale con l’uccisione del mancato stupratore, una fucilazione e un suicidio. 

«Tutti all’Opera» terminerà, quindi, con il dramma giocoso «La Cenerentola» (10 maggio ‘12) di Gioacchino Rossini, in una versione sperimentale denominata dagli stessi ideatori, Mario Riccardo Migliara e Stefano Nocciolo, «teatroinmusical». La partitura sarà aggiornata ai tempi moderni, con l’inserimento di «strumenti particolari e armonie nuove»; mentre la trama verrà arricchita da numerosi colpi di scena: Cenerentola avrà anche qualche dubbio sul suo principe azzurro, ma –tranquilli!- la storia avrà il solito, inevitabile lieto fine.

 

DA VERGA A DANTE, GLI SPETTACOLI DI «EDUCARTE»

La stagione del teatro Sociale non porterà, però, il pubblico solo a compiere un affascinante viaggio tra le note, sulle ali della fantasia e del sogno, ma anche a riflettere, come è ormai tradizione nella filosofia programmatica del teatro Sociale di Busto Arsizio e dell’associazione «Educarte», su pagine significative della nostra storia passata e recente.

In occasione dell’anniversario dei 150 anni dall’Unità d’Italia e in apertura di stagione, verrà, per esempio, proposto «Libertà» (16 novembre ‘11), un recital sulla produzione novellistica e romanzesca di Giovanni Verga dedicata alla cosiddetta «questione meridionale». Le novelle «Fantasticheria», «L’amante di Gramigna», «Libertà» e «Cos’è il Re», oltre a passi scelti dal romanzo «I Malavoglia», comporranno lo spettacolo, che farà luce anche sulla sfiducia di Luigi Pirandello per il corso preso dal Risorgimento italiano e, in particolare, dalla politica post-unitaria nei territori del Sud, attraverso brani tratti dalla commedia «L'altro figlio» e dal racconto «I vecchi e i giovani».

Per la Giornata della memoria (27 gennaio ‘12) si racconterà, invece, l’esperienza vissuta da Wanda Poltawska, amica e collaboratrice del beato Giovanni Paolo II, nel lager femminile di Ravensbrück, dove, tra il luglio 1942 e il dicembre 1943, ebbero luogo misteriosi e dolorosi esperimenti medici sugli arti inferiori, che videro morire alcune ragazze e che condannarono quasi tutte le sopravvissute, i cosiddetti «coniglietti» di Ravensbrück, a una vita di pesanti sofferenze fisiche.

Chiudono il cartellone la pièce «Vita di Karol (Il mio Wojtyla)» (15 dicembre ‘12), sulla storia di papa Giovanni Paolo II, e lo spettacolo nonsense «Tre civette sul comò» (9 marzo ‘12), tratto dall’omonima commedia di Romeo de Baggis, che presenterà anche un omaggio al «teatro en travesti», molto in voga negli ultimi anni (basti pensare alla compagnia de «I Legnanesi» o alle sorelle Marinetti).   

 

GIOVANI IN SCENA E SUL PALCO

Due di queste produzioni, «Libertà» (17 novembre ’12) e «Vita di Karol (Il mio Wojtyla)» (16 dicembre ’12), verranno allestite anche nella rassegna «Il teatro dei ragazzi e per i ragazzi», riservata agli studenti di ogni ordine e grado. All’interno di questo cartellone verranno proposti anche due spettacoli realizzati nell’ambito del progetto «Officina della creatività», e più precisamente dei laboratori «Attori in erba» e «Dalla Divina Commedia», promossi nell’ambito della convenzione stipulata tra il Comune di Busto Arsizio e la società «Il teatro Sociale» Srl  per il triennio 2009-2011. I bambini delle primarie porteranno in scena «Il piccolo principe» (giovedì 19 e venerdì 20 aprile 2012) del narratore-aviatore francese Antoine DeSaint-Exupéry, profonda riflessione sull’uomo e sui molti aspetti della sua vita, a iniziare dall’inestimabile valore dell’amicizia. I giovani del corso «Dalla Divina Commedia» (una trentina di ragazzi dai 13 ai 20 anni) si cimenteranno, invece, con la riduzione scenica dell’ultima cantica dantesca: il «Paradiso» (giovedì 31 maggio 2012). Le storie di Costanza d’Altavilla, san Francesco d’Assisi, Cacciaguida e molti altri personaggi verranno rilette a partire dalle incisione di Gustave Doré, tutte giocate sul tema della luce e della leggerezza extra-corporea.

Chiude il cartellone un grande classico della programmazione del teatro Sociale di Busto Arsizio: il recital «Se questo è un uomo» (27 gennaio ’12), tratto dall’omonimo romanzo che Primo Levi dedicò alla sua esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz. Un recital, questo, che è nel repertorio della sala di piazza Plebiscito da quindici anni e che prevede anche un omaggio ad Angioletto Castiglioni,  prigioniero politico nel campo di concentramento di Flossenbürg e «angelo custode» del Tempo civico di Sant'Anna, «casa della Memoria» della città di Busto Arsizio, fino alla sua scomparsa, avvenuta nel maggio 2011.

Novità della stagione 2011/2012 è, invece, il corso «Chi è di scena? Il pubblico», realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo di Milano. Un corso, questo, per adulti, che si propone di avvicinare gli iscritti all’ABC della recitazione, ma anche di offrire loro gli strumenti per comprendere uno spettacolo teatrale. Il nuovo progetto di «Educarte», di durata triennale e totalmente gratuito, ha accolto il favore del pubblico: una sessantina gli iscritti, persone di età compresa tra i 16 anni e i 66 anni.

Uno sguardo in musica alle origini, una riflessione sulla Storia, una grande attenzione ai giovani e un pizzico di divertimento: questo, dunque, il cartellone del Sociale centoventenario. Un cartellone al quale sarà dedicato il numero di ottobre 2011 del mensile «Il palcoscenico», edito dall’associazione culturale «Educarte»: un vero e proprio programma di sala con tutte le schede di presentazione e le informazioni utili sugli spettacoli in agenda.

 

AL BOTTEGHINO

Invariati rispetto allo scorso anno i costi dei biglietti per le produzioni interne, presentate nell’ambito della stagione cittadina «BA Teatro»: l’ingresso a «Libertà» (16 novembre ‘11), «Vita di Karol (Il mio Wojtyla)» (15 dicembre ‘12) e «Tre civette sul comò» (9 marzo ‘12) è fissato ad euro 16,00 per l’intero ed euro 12,00 per il ridotto. Accesso gratuito, invece, per lo spettacolo «Chi è di voi Wanda? (I «coniglietti» di Ravensbrück, proposto in occasione della Giornata della memoria 2012.

I biglietti per le opere liriche prodotte dal Teatro dell’Opera di Milano - «Carmen» (24 novembre ‘11), «La bohème» (23 febbraio ‘12), «Tosca» (22 marzo ‘12) e «La Cenerentola» (10 maggio ‘12)- costano € 32,00 per l’intero ed € 25,00 per il ridotto. Mentre l’abbonamento a tutti e quattro gli spettacoli, intitolato «Tutti all’Opera», ha un prezzo popolare di € 80,00. Le riduzioni sono riservate a giovani fino ai 21 anni, ultra 65enni, militari, associati Cisl Scuola, Cral, biblioteche e dopolavoro con minimo dieci persone.

I matinèe per le scuole prevedono due tipologie di prezzo: gli spettacoli «Libertà» (17 novembre ‘11), «Vita di Karol (Il mio Wojtyla)» (16 dicembre ‘12), «Se questo è un uomo» (27 gennaio ’12) costano € 7,00, le produzioni di «Officina della creatività» -«Il piccolo principe» (giovedì 19 e venerdì 20 aprile 2012) e «Paradiso» (giovedì 31 maggio 2012)- € 5,00.

Il botteghino del teatro Sociale, ubicato presso gli uffici di piazza Plebiscito 8, è aperto nelle giornate di mercoledì e venerdì, dalle 16.00 alle 18.00, e il sabato, dalle 10.00 alle 12.00. E', inoltre, possibile riservare i propri posti, chiamando il numero 0331.679000, tutti i giorni feriali, secondo il seguente orario: dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 18.00; il sabato dalle 10.00 alle 12.00.

 

 

Informazioni

Informazioni al pubblico: Teatro Sociale, piazza Plebiscito 8, 21052 Busto Arsizio (Varese), tel. 0331.679000, fax. 0331 637289, info@teatrosociale.it, www.teatrosociale.it

Informazioni alla stampa: Ufficio stampa teatro Sociale di Busto Arsizio - Annamaria Sigalotti, cell. 347 5776656, e-mail: press@teatrosociale.it

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