21 gennaio 2012: Muri- prima e dopo Basaglia

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03/gen/2012 18.33.43 teatro GOnzaga "ilva Ligabue" Contatta l'autore

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TEATRO GONZAGA "ILVA LIGABUE" - BAGNOLO IN PIANO

VENERDI 13 GENNAIO 2012 ORE 21.00 

PRODUZIONE TEATRO DELLA COOPERATIVA

INCOPRODUZIONE CON MITTELFEST

con il sostegno di REGIONE LOMBARDIA – PROGETTO NEXT

con il sostegno della PROVINCIA DI TRIESTE

 

presentano

GIULIA LAZZARINI

in

 MURI - prima e dopo Basaglia

 

testo e regia Renato Sarti

scene e costumi Carlo Sala

musiche Carlo Boccadoro

progetto luci Claudio De Pace


Giulia Lazzarini porta in palcoscenico l'esperienza, di lavoro e di vita, di un'infermiera presso l'ospedale psichiatrico di Trieste prima dell’arrivo di Franco Basaglia nel '72. 
Camicie di forza, psicofarmaci in quantità disumane, lobotomia, elettroshock e ogni tipo di violenza e tortura erano all’ordine del giorno. In tre decenni di esperienza, la protagonista vive il mutamento del manicomio: da luogo di isolamento estremo, a luogo di comprensione e di cura. E allora, inevitabilmente, si metteva in moto un meccanismo, in cui il confine che separa la "normalità" dalla "follia" rivelava tutta la sua precarietà. Trieste è l’unica città al mondo dove la parola mato è sinonimo di uomo.

Uno zio dello stesso Sarti morì all'interno del manicomio; il primo teatro dove il regista lavorò, nel 1971, era quello situato nello stesso ospedale: era inevitabile che queste esperienze prendessero corpo in un testo e uno spettacolo teatrale.


Perché vederlo?

Per la straordinaria umanità di cui Giulia Lazzarini dà prova nel ruolo dell’infermiera Mariuccia: donna semplice, del popolo, mescola italiano e dialetto triestino, per lei i “matti” sono stati insostituibili compagni di vita. Perché il teatro civile di Renato Sarti appassiona sempre.


"C’era una volta un muro. Un muro che separava la gente normale, dai “matti”, i cui mattoni erano costituiti da camice di forza, terapie farmacologiche pericolose, elettroshock e lobotomie. Questo muro è stato abbattuto nel 1978, grazie alla “legge 180”. Il testo   teatrale  (finalista del Premio Riccione 2009) è dedicato proprio a Franco Basaglia, fautore di un grande movimento antipsichiatrico 

e di una lungimirante legge che ha  trasformato i manicomi di una volta, da luoghi d’indifferenza, violenza e reclusione a luoghi di degenza e di cura. Luoghi  in cui il rispetto e la comunicazione hanno cominciato a riempire, in modo rilevante, il vuoto e il silenzio che avvolgevano gli ospedali psichiatrici  prima della legge. In scena una sola figura, un’infermiera, che racconta il suo percorso professionale e personale, compiuto, in trent’anni di servizio, grazie al movimento Basaglia. Un percorso di trasformazione acquisito nel sociale, attraverso riunioni collettive, fra infermieri e medici, in cui i problemi si affrontano dialogando e cercando le soluzioni migliori, insieme, a partire da una realtà molto diversa da quelle delle nostre comunità  virtuali, dove la gente non si incontra realmente. L’infermiera della storia, descrive luoghi e persone, con parole semplici, mescolando dialetto e italiano, in un ritmo che scorre in modo fluido, prendono vita, così, vicende commoventi, storie di donne finite in manicomio semplicemente perché diverse o perché qualcuno, un padre, un marito, un fratello, voleva liberarsene. C’è un piccolo accenno ai bambini rinchiusi perché caratteriali o senza famiglia, “su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”. La donna, infatti, tace, ci lascia immaginare, l’orrore che c’era dietro il ricovero dei bambini prima della legge Basaglia. Grazie al suo desiderio di migliorare, di apprendere la protagonista compie un percorso interiore, di consapevolezza, di crescita, che la spingerà, inoltre, a riflettere sulla sua stessa vita. Non solo ha imparato a fare meglio il suo lavoro ma è riuscita a fare la cosa più difficile: abbattere il muro che era dentro di lei, quello dei pregiudizi, della paura che non ci permette di capire di vedere l’altro nella sua storia, nella sua unicità. Quella donna, impegnandosi e rischiando in prima persona, ha abbattuto il “suo muro”, ha scavalcato i resti per scoprire il significato profondo della parola “umanità”, il senso di responsabilità nei confronti di una vita, di un’anima (per usare un’espressione cara a Basaglia). Sarti, autore del testo e della regia, con il suo teatro civile, ancora una volta, compie un percorso di memoria, ci invita a ricordare, a non dimenticare da dove veniamo, cosa abbiamo, con fatica, conquistato, e cosa dobbiamo a tutti i costi difendere e migliorare, perché nella vita si può sempre migliorare… La scenografia è essenziale, un grande telo, che rappresenta il muro, incombe su ognuno di noi, che cosa aspettiamo a farlo cadere? Giulia Lazzarini ci regala un’interpretazione intima, commovente come se stesse raccontando tutto a un’amica davanti a una buona tazza di thè. Alla fine il pubblico, in piedi, applaude una straordinaria interprete, una donna piccola e minuta che lascia alle sue spalle un grande segno. Da non perdere."



                        
MURI - PRIMA E DOPO BASAGLIA

produzione Teatro della Cooperativa
in coproduzione con Mittelfest
con il sostegno di Regione Lombardia -- Progetto Next e della Provincia di Trieste

con Giulia Lazzarini
testo e regia Renato Sarti
scene e costumi Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
progetto luci Claudio De Pace

prevendita telefonica: 334/9316533

prevendita posta elettronica: teatroligabue@email.it
Vendita on-line: www.emiliaromagnateatro.com 

Vendita biglietteria: 
Sabato 17 e domenica 18 dicembre dalle 17.00 alle 19.00 vendita biglietti di tutti gli spettacoli stagione presso la biglietteria del Teatro Gonzaga “Ilva Ligabue”.
Biglietto intero € 18,00
Biglietto ridotto € 16,00

I biglietti possono essere ritirati e pagati in tutte le biglietterie gestite da Ert:
-      Teatro Storchi e Teatro delle Passioni, Modena: tel. 059.2136021 –promozione@emiliaromagnateatro.com - www. emiliaromagnateatro.com;
-      Teatro Comunale “A. Testoni”, Casalecchio di Reno (BO): tel. 051.573040 - 051.6112637 – 051. 6133294 – info@teatrocasalecchio.it - www.teatrocasalecchio.it;
-      Teatro Dada, Castelfranco Emilia (MO): tel. 059.927138 - teatro_dada@infinito.it – www.emiliaromagnateatro.com;
-      Teatro Asioli, Correggio (RE): tel. 0522.637813 – info@teatroasioli.it – www.teatroasioli.it;
-      Teatro Nuovo, Mirandola (MO): 0535.26500 - t_nuovo_mirandola@libero.it – www.emiliaromagnateatro.com;
-      Teatro Barattoni, Ostellato (FE): tel. 0533.681847 - teatro.barattoni@libero.it – www.emiliaromagnateatro.com;
-      Teatro MacMazzieri, Pavullo nel Frignano (MO): tel. 0536.304034 - infomacmazzieri@libero.it –www.emiliaromagnateatro.com;
-      Teatro Fabbri, Vignola (MO): tel. 059.766492 – teatrofabbri.vignola@libero.it – www.emiliaromagnateatro.com.


RIDUZIONI DISPONIBILI (non  cumulabili)

BIGLIETTO RIDOTTO (€ 16,00)
persone   fino ai 29 anni e oltre i 60 anni di età
gruppi e associazioni di  almeno 5 persone
possessori cartasocio Coop
(ogni cartasocio consente  l’acquisto di 2 biglietti scontati per ogni  spettacolo)
possessori carta Ikea family
(ogni cartasocio consente  l’acquisto di 2 biglietti scontati per ogni  spettacolo)

BIGLIETTO SCONTATO DEL 30% (€ 13,00)
Per  gli abbonati di altri teatri Ert (www.emiliaromagnateatro.com): -30% sul  biglietto intero 
 
BIGLIETTO SCONTATO DEL 50% (€  9,00)
possessori card regionale degli insegnati.  Sconto valido solo il giorno stesso degli spettacoli e solo su alcuni titoli.


PROSSIMO APPUNTAMENTO GIOVEDI 16 FEBBRAIO 2012

IL PAESE DEI CAMPANELLI

di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato

  Nuovo adattamento di Corrado Abbati


“Luna tu non sai dirmi perché? Luna tu non sai dirmi cos’è?”. Così si canta ne Il Paese dei Campanelli.

Scritta e musicata dalla mitica coppia Lombardo - Ranzato, questa operetta andò in scena il 23 novembre del 1923 al Teatro Lirico di Milano. Già il giorno dopo la prima rappresentazione, mezza città fischiettava i motivi più indovinati. Ancora oggi sono in tanti a conoscere, e magari fischiettare, l’arcifamoso “Fox della Luna”, motivo che, come l’intera operetta, gode di una lunga giovinezza.

Il Paese dei Campanelli è veramente un’operetta “senza tempo”, sia per la sua ambientazione, in un’Olanda da favola, sia per il consenso che continua a guadagnare. E per rinverdire questo successo, che non conosce cedimenti nel favore col quale il pubblico accorre a vedere questa operetta. Il nuovo allestimento firmato da Corrado Abbati nasce dalla volontà di presentare uno spettacolo con una cornice lussuosa e di buon gusto: grande cura e attenzione dunque per questa operetta che si avvale dell’allestimento del Teatro Verdi di Trieste e nel quale Abbati senza esitazioni ha condito l’esotismo della lune romantiche e dei fiori che parlano al cuore, con una narrazione snella, dando ampio respiro ai numerosi pezzi d’assieme e ai quadri musicali, individuando nella storia un percorso a volte nuovo ma capace di assicurare un buon ritmo alla pièce. Un’ edizione dove lo sfarzo della messa in scena e la gustosità comica della vicenda fanno a gara con la bellezza dello spartito che unisce graziosi duetti (Balla la giava, Fox della luna) e brani lirici squisiti (Il duetto del ricamo, Io vorrei che il mio sogno divin) presentando finezze ed intuizioni melodiche notevoli, con tratti di simpatica sentimentalità.

In riconoscimento della qualità artistica di questa produzione Il Paese dei Campanelli è stato inserito nei cartelloni di prestigiosi Teatri lirici (Regio di Parma, Fondazione Arturo Toscanini - Municipale di Piacenza, Camerata Musicale - Piccinni di Bari, Ponchielli di Cremona, Fraschini di Pavia, Chiabrera di Savona) e importanti circuiti teatrali quali ETI ed ERT.

Corrado Abbati


ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione
www.emiliaromagnateatro.com

Teatro Gonzaga Ilva Ligabue
Piazza Garibaldi, 2
42011 Bagnolo in Piano - RE

teatroligabue@email.it
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informazioni: 334/9316533

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