La Locandiera al Vascello

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03/feb/2006 07.03.17 Teatro Vascello Contatta l'autore

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31 gennaio - 5 marzo

La Fabbrica dell’Attore (teatro stabile d’innovazione)

LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni

regia Giancarlo Nanni

con : Manuela Kustermann, Massimo Fedele, Tatiana Winteler e altri…

Orario spettacoli:
martedì - mercoledì - venerdì - sabato ore 21,00
giovedì - domenica ore 17,00

Mattinée 10.30 (circa)

Prezzi 6,00 euro scolaresche - il martedì e il mercoledì 8,00 euro - intero 15,00 euro - ridotto 10,00

Per ogni informazione e prenotazione Per contattarci >>> Cristina Ufficio Promozione  06 66150191 - CELL. 340 5319449 fax 06 5816623
Per i vostri suggerimenti promozione@teatrovascello.it,Per approfondimenti www.teatrovascello.it

Come raggiungerci:
Il teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio (Roma) sopra a Trastevere.
Con mezzi privati: Parcheggio per automobili: lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro.
Con mezzi pubblici: autobus 75 si ferma proprio davanti al teatro Vascello e si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure il 44, il 710 e l'871, 870.
Vi aspettiamo

 

A più di venti anni di distanza viene riproposta la fortunatissima edizione degli anni ’80, di questo famoso e molto rappresentato testo del grande veneziano. Come allora sarà ambientato negli anni ’50, in un luogo indefinito del Sud-Est asiatico.

 

Questa ripresa è dedicata ad Alessandro Vagoni, che di quella edizione fu uno degli interpreti

 

“La voglia di serenità, di ridere, sta alla base della scelta di Locandiera anche se il finale ricomposto, spinge ad una triste considerazione sul destino comune alla maggioranza di noi. Le ragioni del riso sono molto più universali di quelle del pianto, si ride oggi in Italia per le stesse ragioni per cui si ride in Giappone o si rideva ai tempi di Goldoni.. Mirandolina è una piccola belva, ma anche un personaggio lieve e puro di residui moralistici, con i riflessi pronti e sempre all’erta. Il suo segreto è nella misura con cui avanza verso l’obiettivo e nella tensione fra apparente passività e l’aggressività latente che sfoga finalmente nell’ultimo atto.

Con questo personaggio irrequieto ed irruente, Goldoni descriveva nel 1753, la crescita del mondo borghese, concreto, sicuro dei suoi valori e aggressivo nella sue incertezze, sulla classe aristocratica povera, arrogante e misogina.

L’ambientazione scenica fu e sarà la scommessa: la verifica di usare la sceneggiatura goldoniana con un’ambientazione che cita il cinema. Da “La Taverna dei sette peccati”  (mitico film con Marlene Dietrich e John Waine) attraverso i film sulla guerra (Corea e Giappone) si arriva a “Apocalipse Now” di Coppola. La parola goldoniana, in questa dimensione, assume configurazioni curiosamente attuali ,e ci fa riflettere sulla nostra realtà e sulle regole borghesi ancora esistenti ed assolutamente incoerenti.

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