Re Joyce al teatro Vascello

brucieranno, si torceranno nella brace, come formiche presuntuose, mentre un

14/feb/2006 05.19.47 Teatro Vascello Contatta l'autore

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Il Teatro Vascello Presenta

Dal 21 febbraio/12 marzo
Sala due

re-joyce
369° centro diffusione cultura contemporanea
 concerto per pianoforte voce e proiezioni
voce MAURIZIO RIPPA
Musiche originali composte ed eseguite al pianoforte da CRISTIANO GULLOTTA

Prezzi 10,00 euro compresa una bevanda

7,00 euro per le scolaresche  per eventuali mattinèe - capienza sala due 40 posti.

Orario spettacoli:
dal martedì al sabato ore 21,30
Pomeridiana domenica ore 17,00

Mattinée 10.30

Per ogni informazione e prenotazione Per contattarci >>> Cristina Ufficio Promozione Scuole 06 66150191 - CELL. 340 5319449 fax 06 5816623
Per i vostri suggerimenti promozione@teatrovascello.it,Per approfondimenti www.teatrovascello.it

Come raggiungerci:
Il teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio (Roma) sopra a Trastevere.
Con mezzi privati: Parcheggio per automobili: lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro.
Con mezzi pubblici: autobus 75 si ferma proprio davanti al teatro Vascello e si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure il 44, il 710 e l'871, 870.
Vi aspettiamo

Io so che un giorno
Ci sarà una cosa diversa dal giorno
Un cosa più franca
Ci sarà Il mollusco, più libero
Il soffitto meno eterno
Il baouf sempre innevato
Ci sarà il fuoco bambino
Ci saranno ore differenti
Non le stesse, senza scopo

Un giorno tutti i robot brucieranno, si torceranno nella brace, come formiche presuntuose, mentre un giocoliere prodigio di anni due, suona la sua lira e salta sul dorso di una tigre, al riparo da questo mondo civilizzato

da “I costruttori di Imperi” di Boris Vian


Il progetto ha dovuto attraversare diverse fasi prima di evolversi nell'attuale forma di concerto per piano e voce
Mentre il ruolo da protagonista è affidato al pianoforte, da cui fuoriescono sonorità ora neoclassiche, ora più spregiudicatamente pop, il cui denominatore comune è la ricerca di un linguaggio essenziale, alla voce spetta l'ingrato compito di non distrarsi mai, causa i suoi pochi, brevi, ma intensi, interventi.
I testi delle canzoni sono presi da alcune poesie dell'opera giovanile di James Joyce, “Chamber music” (musica da camera). In queste liriche scritte, come confessò lo stesso autore, da un ragazzo solitario che la notte passeggiava tutto solo pensando che un giorno una ragazza lo avrebbe amato, la squisita eleganza formale e la raffinata musicalità non valgono a nascondere un'esilità di contenuto e una leggerezza di tono che relegano la raccolta nel limbo delle opere minori dei grandi.
Il giovane Joyce, che era un buon tenore e amava cantare, riteneva le poesie “abbastanza carine da essere messe in musica”, aggiungendo, con commovente modestia, “spero che qualcuno lo faccia…”.

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