Il Teatro
Vascello Presenta
Dal 21
febbraio/12 marzo
Sala due
re-joyce
369° centro diffusione cultura
contemporanea
concerto per pianoforte voce e
proiezioni
voce MAURIZIO RIPPA
Musiche originali composte ed
eseguite al pianoforte da CRISTIANO GULLOTTA
Orario spettacoli:
dal martedì al sabato
ore 21,30
Pomeridiana domenica ore 17,00
Mattinée 10.30
Per
ogni informazione e prenotazione Per
contattarci >>> Cristina Ufficio Promozione Scuole 06 66150191 -
CELL. 340 5319449 fax 06 5816623
Per
i vostri suggerimenti promozione@teatrovascello.it,Per approfondimenti
www.teatrovascello.it
Come
raggiungerci:
Il teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde
Vecchio (Roma) sopra a Trastevere.
Con mezzi privati: Parcheggio per
automobili: lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal
Teatro.
Con mezzi pubblici: autobus 75 si
ferma proprio davanti al teatro Vascello e si può prendere da stazione Termini,
Colosseo, Piramide, oppure il 44, il 710 e l'871, 870.
Vi aspettiamo
Io so che un giorno
Ci
sarà una cosa diversa dal giorno
Un cosa più franca
Ci sarà Il mollusco,
più libero
Il soffitto meno eterno
Il baouf sempre innevato
Ci sarà il
fuoco bambino
Ci saranno ore differenti
Non le stesse, senza
scopo
Un giorno tutti i robot
brucieranno, si torceranno nella brace, come formiche presuntuose, mentre un
giocoliere prodigio di anni due, suona la sua lira e salta sul dorso di una
tigre, al riparo da questo mondo civilizzato
da “I costruttori di
Imperi” di Boris Vian
Il progetto ha dovuto attraversare
diverse fasi prima di evolversi nell'attuale forma di concerto per piano e voce
Mentre il ruolo da protagonista è affidato al pianoforte, da cui fuoriescono
sonorità ora neoclassiche, ora più spregiudicatamente pop, il cui denominatore
comune è la ricerca di un linguaggio essenziale, alla voce spetta l'ingrato
compito di non distrarsi mai, causa i suoi pochi, brevi, ma intensi, interventi.
I testi delle canzoni sono presi da alcune poesie dell'opera giovanile di
James Joyce, “Chamber music” (musica da camera). In queste liriche scritte, come
confessò lo stesso autore, da un ragazzo solitario che la notte passeggiava
tutto solo pensando che un giorno una ragazza lo avrebbe amato, la squisita
eleganza formale e la raffinata musicalità non valgono a nascondere un'esilità
di contenuto e una leggerezza di tono che relegano la raccolta nel limbo delle
opere minori dei grandi.
Il giovane Joyce, che era un buon tenore e amava
cantare, riteneva le poesie “abbastanza carine da essere messe in musica”,
aggiungendo, con commovente modestia, “spero che qualcuno lo faccia…”.