In scena i fatti del LAURA C [nuove date]

Il tempo si è fermato, l'aria desertica è sospesa in un'atmosfera di terrore e di speranza.

03/nov/2006 17.10.00 Residui Teatro Contatta l'autore

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 Residui Teatro
presenta
Laura C

3 e 4 novembre ’06 ore 21 - RACCONTI D'AUTUNNO

Teatro Le Maschere via Aurelio Saliceti, Roma - info e prenotazioni: tel  0658330817, oppure al 339.8850250

 

 

8 novembre ore 22.30 - U B U S E T T E T E!

FIERA DI ALTERITÀ TEATRALI - Rialto S. Ambrogio, via S. Ambrogio 4, Roma - info e prenotazioni:

www.rialtosantambrogio.org, tel. 06/68133640 

 
Laura C
 

Due uomini e una bacinella d’acqua, di fronte a loro si perde il mare. Siamo a Saline Joniche, in Calabria, dove la gente da troppo tempo resta immobile a guardare le atrocità che lo Stato non può o non vuole combattere, in una parola la “ndrangheta”. Il tempo si è fermato, l’aria desertica è sospesa in un’atmosfera di terrore e di speranza. I due protagonisti, Diego e Salvatore, animano questo silenzio con i propri sogni e aspettano qualcosa…

 

Come Wladimiro ed Estragone in Aspettando Godot di Samuel Beckett fanno del palcoscenico uno spazio di azioni, dialoghi, movimenti, apparentemente fini a loro stessi perché questo qualcosa sembra non arrivare mai; in realtà dietro la storia raccontata nell’immobilità temporale si nasconde una verità sconcertante che i nostri eroi cercano di scoprire. Mentre Beckett non conosceva il suo Godot, Diego e Salvatore sanno con certezza cosa stanno aspettando ed è qui che cronaca e teatro diventa un binomio inscindibile. Ma qual è la storia realmente accaduta?

 

Laura C è una normalissima nave mercantile che durante la seconda guerra mondiale scompare per sempre nei fondali marini portando con sé alimenti, vestiario, armi e un quantitativo di tritolo incommensurabile destinato alle truppe nazi-fasciste che aspettavano i rifornimenti in Africa settentrionale. L’emergenza guerra ed una cattiva amministrazione degli affari della marina militare hanno occultato per sempre la scomparsa della nave e, soprattutto, ciò che essa trasportava.

Non a caso, nella piece, la Magistratura prenderà il posto del Bambino dell’Aspettando Godot per sottolineare la sua innocenza di fronte ad un sistema che permette complici, ma non intromissioni. 

 

Proprio la Magistratura ha lasciato trapelare la notizia che tutto il tritolo trasportato dalla nostra Laura C sia stato utilizzato per atroci e noti delitti: il duplice omicidio Falcone-Borsellino, l’attentato a Roma in via Fauro e in Laterano, a Firenze in via dei Georgofili nel ’93, l’attentato al sindaco di Reggio Calabria Scoppellitti nel 2004 e il più recente attentato al giudice di Caltanissetta Ottavio Sferlazza nel 2005.

Allo stato attuale non è possibile dare certezze, o almeno questo è stato detto. La verità, in fondo, è un relitto celato negli abissi.

 

Liberamente tratto da Aspettando Godot di S. Beckett

Testo di Francesco Beltrani e Pasquale Marino

Regia di Gregorio Amicuzi

Con Michele Rispoli, Pasquale Marino, Gregorio Amicuzi

Musiche di A. D'Ntoni

Allestimento e disegno luci di Ignazio Abbatepaolo

Costumista: Margherita Pansini

Sarta: Annamaria Ciliberti

 

 

Ufficio Stampa Residui teatro: Antonella D’Ascenzi, tel. 3478138069

Valeria Nardella, tel. 3396360473

e-mail: info@residuiteatro.it - www.residuiteatro.it 

 

 

 

RASSEGNA STAMPA

 

Uno spettacolo ispirato al disastro della nave silurata nel ‘41

Laura C, l’attesa beckettiana

[…] I debiti, dichiarati, al teatro di S. Beckett sono molti: ma alla mancanza di senso della condizione umana che il teatro dell’irlandese esprime si sostituisce il senso compiuto con cui il fare incessante e inesausto del tempo in Calabria nota il vivere. Il dialogare di Totò e Didì non si arriccia sulla pretestuosità come espressione della mancanza di senso: ma nella perfetta sovrapponibilità delle due figure si affanna davanti a eventi che l’omertà retroproietta rispetto all’immagine che producono. […] Elemento che scandisce la recitazione e con questa si accorda: la musica. Questa si annoda agli elementi circensi che esaltano il fare surreale e lo humour nero e amaro di certi momenti. La recitazione sfutta alcuni stereotipi fino a trasformarli in un momento primigenio e istintivo della scena tanto da assecondare il dubbio che l’umorismo della vita consenta di superare o, quantomeno, di assecondare l’attesa stessa.

 

Vito Bevivino - Il Quotidiano della Calabria del 26 agosto ‘06

 

 

LAURA C

 

[…] Lo spettacolo è caratterizzato dalla commistione di diversi linguaggi teatrali, dal teatro fisico all’interazione ludica. In uno scenario minimalista: due cassette, una bacinella e pochi altri oggetti, si svolge il dramma dell’attesa. Attendono Laura C, come i personaggi beckettiani aspettavano Godot, ma a differenza di questi ultimi conoscono bene cosa attendono e dove si trovano. Si aspettano che lo stato faccia luce e dica finalmente la verità su Laura C ed il suo carico. […] Gli episodi drammatici contemporanei a cui la performance fa riferimento e la notevole bravura degli attori, coinvolgono emotivamente il pubblico. Coraggiosamente la compagnia teatrale Residui Teatro sceglie il palcoscenico anche come mezzo di denuncia. Le suggestioni suscitate lasciano infatti ampio spazio a riflessioni piene di amarezza.

La rivisitazione del testo colloca in un contesto non facile, ma perfettamente calzante, le tematiche del vivere moderno che il premio nobel irlandese propose al pubblico nel 1953. Sono oggi più che mai attuali le parole di Beckett: “Le lacrime del mondo sono una quantità costante. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, da qualche parte, smette. Non parliamo troppo male, perciò, della nostra epoca; non è più infelice delle precedenti”.

Valentina Carrabino - teatroteatro.it 4 ottobre ’06

 

 

'LAURA C': CRONACA E TEATRO IN UN BINOMIO INSCINDIBILE 

 

 […] Gli attori, tecnicamente molto preparati, aiutati da una scenografia molto scerna e priva di inutili orpelli, hanno fantasticamente retto la scena da soli per tutta la durata dello spettacolo.

Sono riusciti a commuovere e a divertire interpretando il dramma tragicomico di due uomini che dopo aver passato troppo tempo insieme sempre nello stesso posto, non sanno più come ammazzare il tempo e che, quindi, passano ogni momento della giornata ad inventare qualcosa incuriosendo lo spettatore.

La rappresentazione non dà delle risposte, la verità entra in scena solo a tratti, ma lo spettacolo fornisce, in ogni caso, presupposti utili alla riflessione. Se guardiamo in fondo agli abissi del mare ci accorgiamo che la verità è sepolta nella realtà che ci circonda.

 

 

Valeria Nardella - Corriere di Roma del 5 ottobre ‘06

    

 

Si ringrazia per la collaborazione: prof. Enzo Ciconte (docente di storia della criminalità organizzata Università Roma TRE e Rimini), A.I.A.S.P., Laboratorio 3, DoppioSenso Unico, Domenico Antonio Tripodi, Giampaolo Moschella

 

 

La ricerca documentaria su Laura C è stata effettuata attraverso le fonti del:

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Archivio di Stato di Trieste - Trieste

Ministero delle Comunicazioni Biblioteca - Centro di Documentazione - Roma.

Ufficio Storico della  Marina Militare Navi Mercantili Perdute - 3° Edizione Roma 1997 - Roma.

Archivio Centrale dello Stato - Roma

Ufficio Storico della Marina Militare - Roma

Capitaneria di Porto di Reggio Calabria - Reggio Calabria

 

Le inchieste giornalistiche di:

Gianfranco Manfredi - Il Messaggero 30 aprile 1995

Lidia Barone - Il Manifesto 30 aprile 1995

Paolo Pollichieni - Gazzetta del Sud 10 maggio 1995

Tonio Licordari - Gazzetta del Sud 8 maggio 1995

Giuseppe Malara - Gazzetta del Sud 11 maggio 1995

Antonio Prestifilippo - Il mattino 8 maggio 2004

 

 

 

 

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