KOROIBOS, IL DOPATO DI OLIMPIA
20/02/2007 19:20 - inviato da
Andrej
Al Piccolo Teatro Cts di Caserta
via Eleuterio Ruggiero 93 –
(Si trova nei pressi della piscina provinciale(e non quella
comunale).
Oppure portarsi alle spalle del palazzetto dove si trova la Polizia
Stradale di Caserta).
81100 Caserta - tel 3407263581
sabato 24 febbraio alle 21
domenica 25 febbraio alle 20
La Compagnia Adramelek Theater
mette in scena la prima di
KOROIBOS, IL DOPATO DI OLIMPIA
di Andrej Adramelek
con Filippo Bubbico Angelo Grieco Sandro
scarpelli
Regia di Filippo Bubbico
Nella pièce l'atleta Koroibos, ex cuoco, esprime i peggiori vizi
della Grecia di un tempo, che sono quelli di adesso. Ovvero la ricerca di un
arrivismo senza scrupoli che non esita a ricorrere al doping pur di
primeggiare nello sport e nella vita sociale. Allora come ora, infatti, il
primeggiare in una disciplina dava accesso alle più alte cariche politiche.
Fa da contrappunto a Koroibos la madre Callipatera, la sua coscienza,
la quale gli rammenta l'onore del padre defunto, pescatore e persona giusta
tanto da diventare capo del villaggio.
Il trait d'union è Pittaco, poeta cantore della semidivinità
dell'atleta. Figura melliflua e amante di Koroibos, egli oscilla tra la
poesia moralistica e la funzione di mistagogo, pronto a somministrare
bevande che portino al contatto con l'Olimpo degli dei e dello sport.
La storia della vittoria si svolge fino al drammatico scontro di Koroibos
con la madre invano protesa alla ricerca di una via di salvezza lontana
dalla droga, dal lusso e dagli eccessi. Il ritorno all'isola della
semplicità di Lussino rimarrà una vaga chimera aggirantesi tra il sangue
sparso degli affetti primari elusi.
Tutto là tra Olimpia e i sacri misteri di Eleusi.
NOTE DI REGIA
L’autore attraverso il regista e gli attori esprime situazioni
estremamente attuali quali la presenza della droga nelle competizioni
sportive e la conflittualità da sempre esistente fra la figura materna e la
progenie.
Altro tema di straordinaria modernità è l’omosessualità espressa con
eleganza unita a senso critico e complicità. Il regista, interpretando il
senso del testo, ] impregna le situazioni di estrema ironicità. fino a
culminare con l’ultima scena straziante e drammatica.
Di fatto nella messa in scena estremamente surreale e atipica i
personaggi vivono in un mondo senza tempo di oggi di ieri e di domani.
Il coup de théatre è la madre rappresentata da un uomo secondo vecchie
tradizioni teatrali dalla Grecia fino all’avvento del teatro francese nella
metà dell’800.
ADRAMELEK THEATER: http://www.antiarte.it/adramelekteatro
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