COMPAGNIA ABITO IN SCENA - AHIMSA - COMUNICATO STAMPA

COMPAGNIA ABITO IN SCENA - AHIMSA - COMUNICATO STAMPA ComunicatoStampa Ahimsa, la lotta nonviolenta di Gandhireplica e dopo il Centro Teatro Studio di Caserta e il Teatrodell'Orologio di Roma va in scena al Teatro Betti di Roma.

12/apr/2007 01.20.00 Ufficio stampa Abito in Scena Contatta l'autore

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Ahimsa, la lotta nonviolenta di Gandhireplica  e dopo il Centro Teatro Studio di Caserta e il Teatrodell’Orologio di Roma va in scena al Teatro Betti di Roma.

 

ROMA - TEATRO BETTI

Stagione teatrale 2007 DAL 14 AL 15 APRILE La COMPAGNIA ABITO INSCENA presenta AHIMSA

Testo e regia Leonardo Pietrafesa

con Monica Palese, Leonardo Pietrafesa, Luca Morelli

Tecnico di scena Gianluigi Santoro

 

Ahimsa in sanscrito significa nonviolenza ovvero il principioispiratore della vita di Mohandas Gandhi.Una giornalista inglese e un nevrotico ufficiale dell’esercitobritannico si alternano nel racconto dell’esistenza del Mahatma, la primaaffascinata dalle azioni di Gandhi, il secondo suo fiero oppositore. Sullo sfondo un’India magica e sofferente,dove immagini e parole corrono lungo un filo che unisce la riflessione amomenti di sorriso. In particolare, vengono ripercorsi i moti chel’agitarono negli anni Trenta, fino alla storica marcia di protestaintrapresa dal Mahatma contro la tassa sul sale imposta dal governo britannico.Il lavoro teatrale ripercorre la storia di un popolo e del suo dolore, riscopreil fervore della libertà tra le parole e i gesti di un grande uomo, racconta laguerra e la pace in India e nel mondo.

La compagnia Abito in Scena proponeun teatro civile di onesta ricerca, ma comprensibile che crediamo sfugga a unafacile retorica.

 

Note di Regia

Nello spettacolo nessuno interpreta Gandhi, Gandhi è presente ma non èvisibile.

D’altra parte è come un insegnamento, rimane dentro di noi senzapoterlo descrivere, esiste dal momento che fa parte del nostro vissuto .

Perchè parlare di Gandhi?

Semplicemente perché crediamo se ne parli troppo poco, in un periodo dicontinui conflitti ci è sembrato che ci si appellasse a tanti pseudo- idolidimenticando di citarlo.

Volevamo che lo spettacolo fosse comprensibile, semplice, pur restandouna scrittura scenica. Nell’accezione sperimentale dell’idea.

Attori , immagini, suoni dovevano coesistere in equilibrio, mantenendociascun elemento la stessa dignità. Da un certo punto di vista, sacrificandol’egocentrismo attorale, le immagini recitano e gli attori mantengono unavoluta , necessaria staticità.

E’ uno spettacolo di narrazione, ma gli attori interpretano deipersonaggi, quindi i personaggi raccontano alla stregua delle immagini.

Come proporre d’altronde scenograficamente l’India? Unpaese troppo grande, vario, ricco di monumenti che descrivono una storiamillenaria.

La guerra è descritta senza uomini, ma si staglia sullo sfondo dicannoni e torri, pietre che rotolano violentemente. Abbiamo fatto una ricercasulla musica , l’abbiamo unita alle immagini tra passato e presente,modernità e storia.

 

 

Nel 2007 hanno parlato di Ahimsa

 

Il Quotidiano della Basilicata

La Nuova del Sud

Controsenso

Il Balcone

Il Mattino

L’Unità

Il Messaggero

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