“Avrei voluto un amico come lui” trionfa al Teatro Ghione

07/feb/2016 16.00.14 Mariam Ma Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

“Avrei voluto un amico come lui” trionfa al Teatro Ghione

L’omaggio teatrale a Rino Gaetano di David Gramiccioli che in veste di narratore racconta il nostro paese.

Una ricostruzione storica che parte da molto lontano per arrivare al nostro presente, fatti e collegamenti che raccontano il nostro paese – dagli anni 70’ ad oggi non è cambiato niente.

Domenica 31 gennaio è andata in scena a grande richiesta, l’opera che omaggia il grande “genio incompreso” il cantautore Rino Gaetano “Avrei voluto un amico come lui”. Il pubblico del Ghione è rimasto letteralmente rapito dalla narrazione inequivocabile dei fatti che senza esitazione sono stati contestualizzati dall’attore, in primis giornalista d’inchiesta, David Gramiccioli.

La trama – Negli anni 70’ il fronte criminale romano si arricchì con il commercio della droga, successivamente con il business immobiliare. Ieri il braccio armato di quel potere occulto e deviato (oggi sempre meno occulto e sempre più deviato) era Franco Giuseppucci detto Er Negro, primo, indiscusso capo della banda della Magliana. Oggi Massimo Carminati, forse non è un caso che il secondo rappresenti l’ideale contiguità con quell’esperienza criminale. Oggi, che la droga sembra non essere più il filone aureo di una volta e con la profonda crisi che sta vivendo l’edilizia, si “investe” sulla disperazione umana (immigrati e zingari). Tangentopoli produsse, colossale bluff, una nuova legge elettorale per l’elezione dei sindaci, in molti esultarono all’idea che finalmente sarebbero stati i cittadini, per la prima volta nella storia repubblicana e democratica del paese, a eleggere direttamente un sindaco. In realtà si rafforzò ancora di più il potere politico di alcuni leader che avevano a cuore tutto tranne che il bene e la ripresa del paese. La televisione, il riscontro mediatico fissavano sempre di più i parametri del successo in ogni campo della nostra società.Quando parliamo del nostro paese, della nostra amata Italia, non dobbiamo dimenticarci mai cosa è accaduto dall’8 di settembre 1943 a oggi. Legge truffa subito dopo la morte di Stalin, Capocotta. Tragedia del Vajont, Giorgiana Masi… i rapporti tra massoneria-politica-criminalità. Nessuno come lui ha cantato la nostra storia, nessuno come lui, cantava: ” ma chi me sente”, era consapevole della solitudine artistica e umana alla quale è condannato il genio, ma nel profondo del suo animo Rino nutriva, lo disse pubblicamente una sera, una grande speranza; quella che un giorno grazie alla comunicazione di massa la gente potesse finalmente comprendere il significato dei testi delle sue canzoni.

Un trionfo ed un nuovo traguardo per l’artista in doppia veste,David Gramiccioli, classe 69’ da anni impegnato come conduttore radiofonico del suo seguitissimo programma Ouverture, oggi Direttore della nuova e promettente Colours Radio. “Bisogna narrare ciò che si conosce altrimenti non c’è fuoco tra le parole” diceva Salinger, e nelle parole di Gramiccioli non c’è solo il fuoco, c’è una vera nozione storica. E’ quello che metteva Rino Gaetano nelle sue canzoni e solo un altro genio poteva omaggiarlo.

Mariam Ma

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl