SENTENZA PAOLINI: IL TERZO POTERE(DEI GIUDICI) BACCHETTA IL QUINTO POTERE (DELLA TV)

24/mag/2007 16.00.00 Andrej Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

SENTENZA PAOLINI: IL TERZO POTERE(DEI GIUDICI) BACCHETTA IL QUINTO POTERE
(DELLA TV)
LA RAI, IN UN MONOPOLIO DI FATTO DEI MEDIA MEN, NON GARANTISCE IL LIBERO E
DEMOCRATICO ACCESSO DI TUTTI I CITTADINI ALLA CREAZIONE DEI SUOI PALINSESTI

Il giudice Gennaro Francione, già noto come autore della sentenza
anticopyright(assolse 4 venditori extracomunitari di cd contraffatti per
stato di necessità(fame) prendendo a spunto la diffusione libera dell'arte e
cultura in Internet con Napster), ha emesso in data 13 aprile 2007 sentenza
di assoluzione di Gabriele Paolini, noto inquinatore televisivo, incriminato
per aver disturbato 4 collegamenti esterni in diretta del TG RAI.
Il giudice di Roma, accogliendo le tesi del P. M. Gianluca Mazzei, ha
affermato che Paolini è scriminato perché i fatti sono stati commessi in
presenza di una causa di giustificazione ai sensi dell'art. 51 c. p., per
aver legittimamente esercitato il suo diritto di libera espressione del
proprio pensiero (articoli 2, 3 e 21 della Costituzione).
Paolini avrebbe operato, dunque, come giornalista libero e disancorato,
manifestando un sacrosanto diritto di critica verso un noto giornalista
televisivo e verso i parlamentari, ma soprattutto agendo in nome
dell'invocato diritto che ogni cittadino ha di parlare e manifestarsi usando
il media televisivo. A far da maestro è ancora Internet dove chiunque può
fare il suo giornale e dire la sua come nel caso dei siti Web 2.0 che si
rivolgono a ogni utente, in modo che possa essere lui stesso creatore e
popolatore del sito.
Il giudice sottolinea che il giornalista televisivo operante in strada deve
accettare le intrusioni alla Paolini “perché sono esse stesse cronaca in
diretta di quanto avviene tra la gente, che spesso anzi utilizza quelle
dirette per dire la propria nel bene (esultanze in occasione di gare
sportive ad es.) e nel male (con striscioni, grida, slogan per contestare un
avvenimento direttamente o indirettamente connesso a quanto nel resoconto
del cronista vien detto)".
La sentenza, assai raffinata e dotta (con richiami quanto alle incursioni
di Paolini ai giullari medievali, ai futuristi, ai situazionisti, a Andy
Warhol, a Guy Debord), ricorda anche i moniti ai media televisivi rivolti
dalla Commissione di vigilanza servizi radiotelevisivi la quale, nel
"Documento di indirizzo sul pluralismo (1997), evidenzia la necessità di
garantire ai cittadini un'informazione non solo passiva a 360°, ma anche
attiva contribuendo direttamente alla creazione dei palinsesti televisivi.
Ciò è tanto più vero per la RAI che è televisione del popolo il quale paga
un canone e ha un "diritto reale di accesso che si esprime soprattutto come
diritto a non essere esclusi dall'informazione attiva".
La nuova sentenza è stata già ribattezzata, in linea con quella
anticopyright, sentenza della tv-sferica, sottolineando che la RAI ha
ancora struttura burocratico-piramidale e non sferica come richiesto dalla
Commissione di vigilanza, il che crea monopolio e accentramento di poteri in
mano a pochi media men, con esclusione delle masse dalla gran torta
televisiva.
Gongoleranno gli artisti, gli intellettuali, i giornalisti, i professori,
gli opinionisti etc. immotivatamente esclusi dal tubo catodico dei media
forti, improntato alla visibilità reiterata e martellante delle solite poche
facce, a scapito di una megarotazione delle intelligenze, questa sì
realmente democratica e conforme a Costituzione.
Ed è così che grazie a questa sentenza l’heckler Paolini diventa un Robin
Hood massmediale, espressione del cittadino illegittimamente escluso dal
Quinto Potere.

Firmato

GIGI TRILEMMA

La sentenza è stata pubblicata da STUDIO CELENTANO il 21 maggio 2007 in
"Giudice anticopyright assolve Paolini"

http://studiocelentano.it/a.asp?id=1070

Per il full text del provvedimento clicca su

http://studiocelentano.it/contents/210507.pdf



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