Ancora aperte le iscrizioni-Laltro io-Stage teatrale di gioco con la maschera

Come si fa per dar vita alla maschera?

29/mag/2007 06.05.00 davide marzattinocci Contatta l'autore

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Vi chiedo cortesemente di segnalare questo evento.
Le iscrizioni saranno aperte fino all'8 giugno.
Grazie per l'attenzione.
 
Davide Marzattinocci
 
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L’altro io
Stage intensivo di gioco con la maschera
condotto da Thoma Limbosch
al Centro di Cultura Popolare del Tufello
 
 
Perché mettersi una maschera? Il viso dell’attore forse non è il migliore strumento? Al di là dell’archeologia teatrale di chi intende resuscitare la commedia dell’arte, o del prendere in prestito una forma orientale o africana di teatro per stimolare l’atto di creazione, o tutte le altre ragioni culturali, estetiche, stilistiche, mitologiche o spirituali di indossare una maschera, dal punto di vista dell’attore, indossare una maschera è un fattore decisivo? Che cosa succede nel confronto della persona che è l’attore con il personaggio che è la maschera? Di che natura è quest’ incontro? Dove sta quest’ “altro” al quale l’attore deve dare vita? Nella maschera, oggetto/simbolo inanimato che nasconde il viso dell’attore? Nel corpo di questo? Nella congiunzione dei due? Nell’immaginazione dell’osservatore? Come si fa per dar vita alla maschera? Di che natura è questa “tecnica”? S’intuisce che l’uso della maschera, oltre alla sua dimensione formale, deve portare un maggiore intensità nella rappresentazione della vita che è il teatro. In questo, usare la maschera, per l’attore, è innanzitutto una scelta di drammaturgia. La maschera rende concreta la presenza dell’altro, per l’attore come per l’osservatore. Nell’irriducibile distanza che la separa dal viso dell’attore, come nell’indelebile estraneità della sua natura agli occhi dello spettatore, si stabilisce una doppia relazione con l’altro, una messa sotto tensione di questo rapporto. È in questa doppia distanza, in questo “differenziale” d’illusione (un differenziale d’alterità) che sboccia la potenza del vivo rappresentato, questa energia particolare del teatro. Allora, più che un’immagine o un simbolo, la maschera si rivela essere un veicolo per un vivo più essenziale.Lo stage si propone di esplorare la natura e l’uso di questo sorprendente veicolo.
Lo stage è rivolto a tutti. Non è indispensabile essere attori, o avere il desiderio di diventarlo, perché, prima di essere un mestiere o un arte, consideriamo il teatro uno strumento di conoscenza. Basta essere curiosi e disposti a mettersi in gioco.
Il lavoro dello stage è di tipo pratico e sperimentale. Per scoprire come funziona questo strumento, è fondamentale farne l’esperienza diretta, senza rinchiuderlo dentro un’idea o una forma predefinita. Niente stile dunque, ne Commedia ne Topeng (teatro balinese), il lavoro dello stage non si pone in questa ottica. Si tratta di indossare la maschera e di osservare gli altri calzarla. La maschera deve essere viva, tutto qui.Ogni giorno, il lavoro inizia con un riscaldamento (corpo e voce), includendo esercizi sulla coscienza del corpo e dello spazio, esercizi d’ascolto, di ritmo, d’immaginazione corporea, d’analisi del movimento, poi viene il lavoro con la maschera, costituito essenzialmente d’improvvisazioni individuali e a più persone.
 
Thoma Limbosch, attore e regista, educato alla scuola internazionale di Teatro Lassaad, a Bruxelles, lavora in Belgio e, da qualche anno, anche in Italia. Dal 1994, persegue un lavoro di ricerca sulla maschera, mirando a riscoprire la validità di questo strumento nel teatro contemporaneo, mettendo in crisi le pratiche abituali (in particolare modo il ricorso agli stereotipi), e confrontandolo alle forme tradizionali del teatro No giapponese e del Topeng balinese (attraverso l’insegnamento di Makio Umewaka e I Made Djimat), e ai lavori di registi e pedagoghi di primo piano, seguendo degli stage e seminari condotti da Ariane Mnouchkine, Jerzy Grotowski, Yoishi Oida.
 
 
Informazioni pratiche:
 
Lo stage si terrà a Roma, sab. 9 e dom. 10, poi sab. 16 e dom. 17 giugno, dalle ore 10 alle ore 18.
Portare vestiti comodi e scarpe leggere. Il prezzo dello stage è di 100 € per i quattro giorni, non sarà consentito partecipare soltanto a un week-end.
Informazioni e modalità di iscrizione:
Davide Marzattinocci:
Tel: 340-1486357
 
 

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